TOPONOMASTICA

La Radice anno VII N.3 30-09-2001

 

PIAZZA
GERHARD ROHLFS
(Glottologo. 1892-1986)

""A VOI
FIERI CALABRESI
CHE ACCOGLIESTE OSPITALI ME STRANIERO
NELLE RICERCHE E INDAGINI
INFATICABILMENTE COOPERANDO
ALLA RACCOLTA DI QUESTI MATERIALI
DEDICO QUESTO LIBRO
CHE CHIUDE NELLE PAGINE
IL TESORO DI VITA
DEL VOSTRO NOBILE LINGUAGGIO""

"…QUESTO LIBRO…" è il "Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria". L’Autore del libro, e quindi della dedica, è GERHARD ROHLFS, glottologo tedesco, docente di filologia romanza nelle Università di Tubinga, di Berlino e di Monaco, in Germania.

Di Rohlfs ho sentito parlare quand’ero ancora un ragazzo. Sentivo dire di un tedesco che veniva spesso in Calabria, e visitava un po’ tutti i paesi. Nei campi, nelle bettole, negli angoli delle strade o nelle piazze s’incontrava con il parroco, con il farmacista, con qualche maestro, con qualche contadino, per prendere appunti sul nostro linguaggio, sui linguaggi di ogni zona della Calabria. È giunta poi l’ora che anch’io m’interessassi, dal mondo della scuola, di dialetto calabrese, ma ad un livello così artigianale e così poco scientifico da non avvertire il bisogno di far ricorso ai lumi del glottologo d’Oltralpe. Soltanto all’inizio degli anni Ottanta (dello scorso secolo) ho sentito il bisogno di un approccio sistematico, se non proprio scientifico, al complesso nostro linguaggio. Ho penato per trovare il Dizionario del linguista tedesco, di cui ero a conoscenza, e l’ho trovato finalmente in provincia di Reggio Calabria. Era l’anno 1983. Da allora questo nostro Dizionario è il libro che io consulto ed uso di più, anche perché all’inizio degli anni Novanta è nata "La Radice" che mi obbliga, specialmente il periodico, a farne continuo e indispensabile uso. Dal non più vicino 1983, sono decine gli amici, tra cui qualche tedesco, che, vedendolo sulla mia scrivania, lo hanno acquistato, il Dizionario di Rohlfs. Ed io personalmente, per il fatto di passare continuamente parola, mi sento in qualche modo di appartenere a quei "fieri calabresi" che lo accolsero straniero nei suoi numerosi viaggi, dal 1921 al 1983, anche se, per motivi vari, non m’è mai stato dato d’incontrarlo.

Più volte, in questi ultimi anni specialmente, ho avvertito il desiderio di conoscere meglio la vita di questo scienziato e di sapere dei suoi incontri con la gente, ma qui da noi sembrava se ne fosse persa la memoria. Una non sicura traccia l’ho trovata per caso nei resti del nostro archivio comunale. Lo scorso anno, intento a cercare notizie sul passaggio da Badolato del Principe di Piemonte Umberto di Savoia nel 1932, mi sono imbattuto casualmente nella delibera comunale N° 389 dal titolo "Fondo impreviste. Spesa per trasporto di tubi per il Parco della Rimembranza e per alloggio a due Tedeschi di passaggio per questo Comune - Pubb.to il 3 Aprile 1932 - X". E poi il testo, che qui si trascrive:

Il Podestà

…………………………………………………....……………………………………………

Delibera prelevarsi dall’art. 45 -fondo per le spese impreviste del bilancio 1932- £ 12:00 in favore dell’albergatrice Lentini Teresa per alloggio somministrato il 14 Marzo ultimo a due Tedeschi di passaggio per questo Comune……………………………………………………

Letto, approvato e sottoscritto.

Il Podestà Il Segretario Comunale

G. Scuteri G. Crisafi

I due Tedeschi non potevano essere ministri o generali di Hitler: cosa poteva portarli a Badolato?! l’unico tedesco, forse, che in quegli anni andava su e giù per la Calabria, era il ricercatore Rohlfs, accompagnato spesso da un segretario, e munito, tra l’altro, di validissime credenziali, per cui è opinabile che l’Amministrazione Comunale di Badolato abbia deciso di pagare almeno la spesa dell’albergo. E difatti, come poi ho letto in un’opera di cui si dirà più avanti, lo studioso tedesco in quei giorni si trovava da queste parti, giacché venerdì 18 marzo (quattro giorni dopo, quindi) ha tenuto una conferenza a Reggio Calabria; venerdì 1° aprile è stato poi a Cosenza, dove non ha potuto tenere, per motivi politici, una programmata conferenza sulla grecità di Calabria.

Alcuni mesi fa, mentre ero alla ricerca di qualche anziana persona che mi potesse dire qualcosa sul passaggio di Rohlfs da Badolato, m’è stato regalato, dall’autore avvocato catanzarese Giovanni Balletta, l’interessante libro "LA CALABRIA NEL SUO PERIODO ECCELSO". A pagina 11, dopo aver riportato integralmente la dedica con cui si apre quest’articolo, così scrive il Balletta:

"Da parte mia auspico che i miei conterranei, finalmente riconoscenti verso quest’uomo straordinario, più calabrese di tanti calabresi, abbiano il piacere e sentano il dovere di dare il suo nome ad una delle nostre Università." Io personalmente non dispongo di università, né ho potestà alcuna, nel pubblico o nel privato, che mi dia la possibilità di intestare qualcosa a qualcuno, ma, quale "conterraneo", a quella lettura mi sono sentito un po’ accusato e un po’ sfidato. Da qui la decisione, con la preziosa collaborazione degli amici Francesca Viscone e Franco Vallone, calabresi amanti della cultura , di preparare un numero speciale de "La Radice" sul glottologo tedesco . E quindi l’immediata esigenza di cercare sul terreno, e sui libri, primo tra tutti "La letteratura calabrese", di Antonio Piromalli, dove si legge che Salvatore Gemelli, di Anoia Superiore, ha scritto "GERHARD ROHLFS - Una vita per l’Italia dei dialetti" (Gangemi Editore - 1990). Oggi che questo libro è sulla mia scrivania, già in buona parte sottolineato, sento di dover esprimere tutta la mia riconoscenza al medico professore Gemelli, scomparso prematuramente all’età di 49 anni nel 1988, per averci regalato, tra le altre sue opere, questa biografia, che è una ricchissima e preziosissima fonte per chiunque voglia conoscere l’eminente glottologo tedesco; un’opera che si legge come un romanzo, anche perché è un grande atto di amore, quasi filiale, nei confronti di un colto vegliardo che ha frequentato quasi assiduamente la sua casa, a Locri, dal 1972 al 1983. Un libro ch’è anche un grande dono alla gente di Calabria, e che vale molto di più dell’intitolazione di una Università. Da queste colonne vada il mio sentito ringraziamento all’architetto Michele Condò, presidente dell’Associazione culturale "Sirio", per avermi aiutato nella ricerca di questo prezioso libro. E un particolare riconoscente ringraziamento alla Signora Rita Placanica vedova Gemelli, per la generosità e la prontezza con cui è venuta da Locri a Badolato per portarmi l’opera richiesta, e altre firmate dal defunto marito. È un’opera, quella regalataci, che non è possibile riassumere, tanto è ricca di particolari e impregnata di sentimenti, invisibili ma palpabili. È un’opera, se posso permettermi di esprimere giudizi, unica ed esaustiva, dalla quale sono tratti tutti i corsivi di questa mia modesta fatica, e i dati specifici che si riportano. Un’opera la cui lettura mi ha convinto dell’inutilità e della limitatezza di un eventuale nostro speciale, che, quindi, non faremo.

Accettando la "sfida" di Balletta, cosa abbiamo fatto, invece? Abbiamo chiesto al Sindaco di Badolato di intestare a Rohlfs una piazza: non è molto, lo sappiamo, ma non disponiamo di meglio, a Badolato. E il Sindaco ha convocato la Giunta che, con deliberazione n° 114 del 25 luglio 2001, avente per oggetto "TOPONOMASTICA: INTESTAZIONE LUNGOMARE E PIAZZA SCUOLA ELEMENTARE", così si è espressa:

LA GIUNTA MUNICIPALE

Premesso che nell’ultimo anno sono stati ultimati i lavori del lungomare e dell’area antistante circostante la Scuola Elementare in località Cardarello;

Che si rende necessario denominare detti luoghi;

Vista la nota, Prot. Comunale n. 4026 del 05.06.2001, con la quale il Presidente dell’Associazione culturale "La Radice" ha proposto, a seguito di formale richiesta da parte del Sindaco, di intestare qualche luogo a GERHARD ROHLFS, grande glottologo tedesco, che ha studiato negli anni Trenta i linguaggi, la civiltà e l’anima della nostra Calabria: ne sono ampia prova le sue numerose pubblicazioni;

…………………………………………………………………………………………………

DELIBERA

Per quanto in premessa

Approvare la proposta di denominazione dei luoghi comunali sopra citati e di cui agli allegati elenchi;

Dare mandato, ognuno per la propria competenza, all’Ufficio Tecnico, all’Ufficio di Polizia Municipale e all’Ufficio servizi demografici di predisporre ed eseguire gli atti necessari e successivi;

Allegare al presente atto, facendone parte integrante, gli elenchi contrassegnati dalle lettere "A" e "B", relativi alle denominazioni dei nuovi luoghi comunali. (Allegato "A": Via Mario Paparo; allegato "B": Piazza Gerhard Rohlfs - ndr)

Seguono le firme: Geom. Pasquale Larocca - Responsabile del Servizio Tecnico

Rag. Gerardo Mannello - Sindaco-Presidente

Dr. Vincenzo Prenestini - Segretario Comunale

L’atto ufficiale d’intestazione, se ci ha fatto piacere perché ha soddisfatto la nostra richiesta, ed è quindi motivo liberatorio per traguardo raggiunto, ha però aumentato la nostra responsabilità di promotori di una decisione "ufficiale" non facilmente comprensibile dalla stragrande maggioranza della nostra Comunità. Da ciò l’esigenza di un notevole supplemento di studio e di ricerca.

Ricercando tra la gente abbiamo appurato che il linguista tedesco intorno al 1960 è stato a Badolato Marina, nella casa del professore Nicola Caporale, dove s’è interessato anche di botanica, giacché ne era un cultore per motivi che andavano oltre la linguistica, pur legandosi ad essa. Nello stesso periodo (probabilmente nello stesso viaggio) è stato a S. Andrea Ionio, a casa di certo Frustaci. Nel 1976 è a S. Caterina Superiore: nell’edificio della scuola elementare è stato avviato all’aula del professore Antonio Gesualdo, per farsi dire i nomi dialettali di alcune erbe che teneva in mano. Siamo convinti, in ogni caso, che parecchie decine di persone di Badolato e dintorni, anche tra i nostri lettori, hanno avuto modo di incontrare questo straniero, dai capelli bianchi fin dalla giovane età, che viaggiava per l’Italia in treno più asino sino al 1954, e poi in automobile.

Continuando la lettura dell’opera di Salvatore Gemelli scopriamo fino in fondo quale fosse il suo attaccamento all’Italia: Rohlfs salutò l’ultimo giorno del suo insegnamento universitario come quello della raggiunta Indipendenza e della riconquistata Libertà, termini che, al suo uditorio tedesco, amò pronunziare in lingua italiana, spinto da una viscerale sintonia affettiva e dal suo collocamento spirituale-spaziale in Italia.

Nell’arco di 69 anni (dal 1914 al 1983) si trovò in Spagna, in Portogallo, in Grecia, in Albania, in Svezia, in Inghilterra, in Francia, in Svizzera, in Jugoslavia, a Malta, in Romania, nel Principato di Monaco, per studi e/o per tenere conferenze. Ma soprattutto venne in Italia, dove mise piede per la prima volta (nelle Puglie) nel 1914, da studente, durante le vacanze pasquali.

Giuliano Bonfante, prefazionando il volume di F. Mosino Note e ricerche linguistiche, Historica, Reggio C., 1977, così scrive: Idea nobile quant’altre mai ha avuto il nostro carissimo amico Francesco Mosino di dedicare a Gerhard Rohlfs una raccolta dei suoi articoli…Certo nessuno meritava tale onore più del nostro Rohlfs…di cui possiamo dire che ipsis Italis Italior, per lo meno di molti. Ha dedicato al nostro Paese, alla sua lingua, ai suoi dialetti, alla sua cultura, il più e il meglio dei lunghi anni di una vita…Dire che è un amico dell’Italia è dire poco…Egli merita l’imperitura gratitudine di ogni vero Italiano.

L’Italia Meridionale egli l’amò tanto che morendo ha chiesto ai suoi amici di non inviare fiori sulla sua tomba, ma sussidi economici per alcuni bambini dell’Italia meridionale.

In Calabria viaggiò otto volte: la prima nel 1921 e l’ultima nel 1983, sostando in 365 paesi. Tenne conferenze a Cosenza, Paola, Castrovillari, Mormanno, Catanzaro, Pizzo, Cassano, Nicastro, Vibo, Tropea, Palmi, Reggio, Soverato, Bova, Siderno, Gerace, Crotone, Candidoni, Locri, Rossano, S. Demetrio Corone. Ebbe la cittadinanza onoraria di Bova, Candidoni, Polistena, Tropea. Ricevette la laurea ad honorem dall’Università di Cosenza (ma anche di Atene, Palermo, Torino e Lecce), e fu nominato membo di ben dieci prestigiose Accademie, tra cui quella della Crusca (Firenze), dei Lincei (Roma) e di Cosenza.

"L’archeologo delle parole", come lo definisce lo storico professore Francesco Mosino che, parlando con noi di recente al telefono si pregiava di considerarsi discepolo di Rohlfs, ha lasciato ai posteri 729 sue opere (compresi numerosi articoli), di cui ben 15 riguardano esclusivamente la Calabria: tra le più note il Dizionario Dialettale, il Dizionario dei Cognomi e Soprannomi, il Dizionario dei toponimi. Una curiosità: ha scritto anche, nel 1964, Il giuoco degli astragali, Firenze, 13 pp, 14 tavole. Si tratta del gioco "do cìciaru", risalente, come sappiamo, ad epoca magno-greca. Sarebbe bello pescare questo libricino! Un desiderio ch’è anche un appello ai lettori de "La Radice" che leggeranno queste pagine, e che, per il fatto d’essere domiciliati a Roma., Bologna, Firenze, Berlino, potrebbero cercare per noi.

Siamo consapevoli che leggendo e cercando abbiamo trovato molto di più di quanto speravamo all’inizio e di quanto sarebbe bastato per motivare, anche a posteriori, non solo la richiesta formale all’Amministratore comunale di Badolato, ma anche la sua sollecita deliberazione. Siamo altresì convinti che quanto qui riportato è sufficiente a rendere edotto ogni nostro lettore.

Rimane…da realizzare una cerimonia ufficiale, durante la quale scoprire la targa di denominazione della piazza al glottologo tedesco. Una cerimonia degna dell’importante messaggio di cultura e di civiltà di cui l’atto è espressione. Una cerimonia almeno a carattere regionale, con la presenza dei Rettori delle Università della Calabria, dei Presidenti della Regione e della Provincia di Catanzaro, di Amministratori, di uomini di cultura, di tanta nostra gente. Una cerimonia con la partecipazione del professore Franco Mosino, della Signora Rita Placanica Gemelli e dei figli di Rohlfs, Signora Ellen e Signor Eckart , che noi abbiamo contattato in Germania con la preziosa collaborazione della Signorina Francesca Viscone, professoressa di lingua tedesca. Una cerimonia che abbiamo proposto al Sindaco di Badolato, e ch’è stata approvata e decisa senza tentennamenti, fissata per il 6 ottobre u.s. Cerimonia per la quale "La Radice" aveva già dato la propria collaborazione stendendo un organigramma iniziale. Una cerimonia che poi non c’è stata, per difficoltà finanziarie, ma ch’è stata differita dall’Amministratore al periodo natalizio. Del corrente anno 2001.

Vincenzo Squillacioti

(Si ringraziano per la collaborazione: la maestra Mimì Caporale, l’avvocato Pepè Caporale, il professore Antonio Gesualdo, la dottoressa Rita Placanica Gemelli, il sacerdote don Ciccio Samà, il sacerdote don Andrea Spagnolo, il professore Franco Vallone, la professoressa Francesca Viscone.)

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