La strega del Biferno |

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"Sulla terra non abita nessun ordine
ma un sempiterno orrore,
ossia la miseria delle tenebre."
Giobbe, 10,21.

TramaIl tutto ha inizio in una fredda giornata di ottobre quando Fulvio Marchi viene convocato nell'ufficio del suo direttore. La rivista per cui lui lavora si interessa di fenomeni misteriosi che accadono nel mondo, ma questa volta l'incarico che gli si vuole affidare è davvero assurdo. No, non avrebbe mai intrapreso quel folle viaggio per recarsi nel matese sulle tracce di una presunta strega: La strega del biferno!!! "Non dobbiamo dimenticare che, se la strega dei giorni nostri viene considerata, per lo più, una figura romantica che, a cavallo di una scopa, porta i doni ai bambini volando tra i comignoli della città, in alcuni piccoli paesi del sud essa viene ancora temuta e creduta in possesso di oscuri poteri". Queste erano state le parole del suo Capo. Fulvio lasciò l'ufficio comunque deciso a non accettare quell'incarico. "Qualcosa" però accade nei giorni successivi; una forza irresistibile e misteriosa lo spinge ad interessarsi al caso. Gli inesplicabili avvenimenti di quei giorni lo portano poi ad avventurarsi in questa incredibile avventura che lo spingerà ai confini tra il reale ed il fantastico. Fulvio scriverà nel suo diario: Dal diario di Fulvio Martedì 28 Ottobre, 22.30 Mio Dio! ce l'ho fatta!!! Mi trovo nella stanza di una piccola pensione (in effetti sono l'unico ospite), a pochi passi da Piedimonte, un piccolo centro che sorge sulle pendici meridionali del Matese. La mia camera è piccola ma calda ed accogliente. Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo: molte case sono di pietra ed hanno porte e finestre molto piccole. Dalla piccola finestra della mia stanza i miei occhi incontrano la maestosità del massiccio. Le ombre della notte proiettano le sue cime per tutta la valle. Eppure la casa della vecchia è lassù da qualche parte, nascosta tra le pieghe di questa catena montuosa. La pensione è di proprietà di un'anziana coppia di signori. Ho chiesto a loro se potevano darmi notizie in merito alla persona che sto cercando. Quando ho pronunciato il suo nome ho visto i loro volti irrigidirsi mentre continuavano ripetutamente a segnarsi il petto: "Voi... Ehm! Voi non sapete; non potete sapere.... Che Dio ci aiuti! Non nominate mai più quella persona in questa casa!". Questo è tutto quello che sono riuscito a capire.... Sarà questa imponente e cupa montagna, il teatro di questo incredibile racconto che, fedele al suo genere, non risparmierà al lettore il classico colpo di scena finale! |
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