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Una
nuova ricetta con il Castelmagno
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Cara Vous,
vorrei essere breve, ma quando si parla del re Castelmagno
è impossibile esserlo. Con tanta gioia invio la mia
ricetta di cucina; da più di 25 anni la porto in
tavola ed è sempre festa grande. E' una ricetta di
mia invenzione, semplice e veloce da preparare, ma molto
gustosa. Grazie dell'ascolto e a tutti voi che collaborate
al meraviglioso giornalino il mio più affettuoso
saluto.
Rosa Forto, Cavour (TO)
Ingredienti
per quattro persone
Formaggio Castelmagno 100 g.;
foglie di insalata belga 8 g.;
gherigli di noce 8 g., oppure pinoli 30 g.;
una mela renetta, una carota di media grandezza, un cuore
di sedano bianco; uno scalogno;
2°3 cucchiai di olio extra vergine;
un pizzico di sale; qualche goccia di aceto bianco;
maionese (meglio se fatta in casa);
24 olive farcite;
qualche funghetto sott'olio.
Preparazione
Lavate con delicatezza le foglie dell'insalata belga e asciugatele
con un canovaccio; su una insalatiera preparate i gherigli
di noce oppure i pinoli, schiacciati con il mortaio; unite
la mela renetta tagliuzzata, i funghetti, il sedano, lo
scalogno tritato e il formaggio Castelmagno sbriciolato.
Amalgamare delicatamente, condire con l'olio extra vergine,
l'aceto, un pizzico di sale e infine unire la maionese.
Riempite le foglie dell'insalata belga guarnite ciascuna
con tre olive e qualche pezzettino ci carota attorno e sopra
la barchetta. Lasciare riposare due ore prima di servire.
Questa ricetta La Vous la consiglia per il pranzo di Natale
o di Capodanno.
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Il
Castelmagno nei Ristoranti
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Continua la presentazione del nostro rinomato formaggio
nei ristoranti di Torino e provincia.
L'Hotel Astoria-Da Mauro nel menù tra molte
specialità presenta "Timballo di funghi e fiori
di zucchina con salsa di Castelmagno".
Il ristorante Ghibellin Fuggiasco via Tunisi-Torino
comprende fra le sue specialità il tortino di "
funghi con patate e Castelmagno".
In occasione della Mostra Nazionale dei Bovini di razza
piemontese a Cuneo, tre ristoranti tra i più noti
della città hanno presentato menù che comprendevano
il nostro formaggio.
Ristorante il Ventaglio: sformato al Castelmagno;
Ristorante Ligure: gnocchi al Castelmagno;
Ristorante Locanda Italia: topinambur gratinati su
purea di Castelmagno.
Ristorante D'OCK Milano presenta nel menù
"filetto al sale con rucola e Castelmagno".
Ristorante Pianeta 2000 di Tarantasca (CN) per il
menù di Natale offre
" bauletti di sfoglia con fonduta al Castelmagno".
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Un
Castelmagno
destinato alla storia
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Pubblichiamo la lettera che il presidente del Consorzio
ha inviato al quotidiano "La Stampa" e apparsa
il 15 novembre.
Nell'articolo intitolato "Un Castelmagno destinato
alla storia" pubblicato sulla "La Stampa"
dell'undici ottobre 2002 nella rubrica "Dolce e salato"
di Paolo Massobrio, nell'esaltare il Castelmagno prodotto
dall'azienda agricola Fiandino di Monterosso Grana, si afferma
che " il "castelgesso" di quella tradizione
furbetta e conservatrice scomparirà assai presto".
Con tali parole si diffama apertamente una tradizione seria
e secolare che ha reso il Castelmagno formaggio famoso in
tutto il mondo. Nessuno mette in dubbio che in passato e
ancora oggi vi siano delle contraffazioni che danno origine
a un prodotto che ha niente da spartire con il Castelmagno.
Ma ciò non giustifica che si infanghi, definendola
"furbetta e conservatrice" una tradizione grazie
alla quale il Castelmagno ha ottenuto la denominazione di
origine protetta. Esiste un consorzio, attualmente presieduto
dal sottoscritto, costituito nel 1984, che ha fra i suoi
fini quello di tutelare e vigilare sulla produzione e il
commercio della D'OP formaggio Castelmagno e sull'uso della
sua denominazione; promuovere ogni utile iniziativa intesa
a salvaguardarne la tipicità e le caratteristiche
peculiari da ogni abuso, concorrenza sleale, contraffazione,
uso improprio della DOP. L'articolo di Massobrio, la dove
afferma che "la moneta buona scaccia quella cattiva",
infanga l'immagine e l'operato del consorzio, sottintendendo
che lo stesso nulla avrebbe fatto per garantire la serietà
del prodotto la quale potrà essere salvaguardata
unicamente da nuove aziende provenienti dall'esterno. Con
ciò non si vuole assolutamente mettere in dubbio
la serietà dell'azienda Fiandino, la quale è
associata al nostro consorzio e contribuisce alla promozione
e alla diffusione del Castelmagno. E' però gravemente
lesivo della dignità di chi produce il Castelmagno
da generazioni affermare che costituiscono "moneta
cattiva" da scacciare. Il signor Massobrio prima di
pontificare sulla negatività della tradizione, farebbe
bene a visitare non solo le nuove aziende a Monterosso Grana,
ma anche le aziende situate nel comune di Castelmagno fra
i 1500 e 2000 metri di altitudine, condotte da giovani che
le hanno ereditate dai loro padri e che rimanendo caparbiamente
a vivere tutto l'anno in alta montagna in condizioni non
certo facili hanno saputo coniugare la tradizione con la
qualità.
Marco Arneodo presidente Consorzio Castelmagno
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Castelmagno:
Attenti alle imitazioni
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È
il titolo di una corrispondenza firmata da Cristiano Brandone
e pubblicata su Provincia Oggi nel numero di novembre 2002.
Nell'articolo il presidente dell'Asso Piemonte, Tommaso
Mario Abrate mette in rilievo che il Castelmagno è
il formaggio "più imitato d'Italia" e che
per difendere il nostro prodotto e gli altri d'Op del cuneese
l'Asso Piemonte ha assunto un ispettore che opererà
su tutto il territorio in stretta collaborazione con NAS
e Repressione Frodi. L'autore della denuncia si chiede anche:
"quanti gnocchi al Castelmagno vengono effettivamente
preparati con l'impiego di questo autentico "Re"
dell'universo caseario? Sarebbe veramente interessante condurre
un'indagine in merito". Aggiungiamo che l'ispettore
anti frode farebbe opera meritoria se oltre ai negozi e
punti commerciali controllasse anche ristoranti e trattorie
che nei menù presentano piatti a base di Castelmagno.
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| Altre
notizie sul Castelmagno alla pagina Rassegna
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