Rescountrar Castelmagno, "Incontrare
Castelmagno" è il titolo
del libro che racconta l'esperienza di 20 mesi
di servizio civile svolto nel 1976-78 a Castelmagno,
comune di alta montagna nella provincia di Cuneo
Occorre precisare che Castelmagno fu il primo
comune a convenzionarsi, nel 1973, per l'impiego
di obiettori di coscienza; una scelta coraggiosa
e controcorrente fatta dal sindaco di allora
Gianni De Matteis. I primi obiettori iniziarono
nell'autunno 1974. Flavio Menardi, autore di
questo libro, ha svolto il servizio civile dal
giugno 1976 a febbraio 1978.
Il libro non è propriamente un diario,
né un saggio, né un racconto,
ma le tre cose insieme. Si inizia con un appello
del sindaco (1976) che con una lettera aperta
domandava se c'erano altri obiettori disponibili
ad affrontare un servizio civile fatto di sacrifici
nella realtà povera di un comune montano
che viveva il dramma dello spopolamento e dell'abbandono.
Le pagine che seguono sono poi un racconto continuo
non solo del lavoro svolto, ma anche una raccolta
di impressioni e riflessioni a tutto campo sulla
situazione economico-sociale di questa realtà
montana, sul patrimonio fatto di esperienza
e ingegno tramandato da intere generazioni,
dalla costruzione delle case di pietra, all'autocostruzione
degli attrezzi da lavoro, ai mobili essenziali:
patrimonio che rischia di andare perduto a causa
dell'abbandono e del saccheggio perpetrato su
alcune frazioni disabitate. Nello specifico
del servizio civile sono raccontate le esperienze
di lavoro condivise con i pochi abitanti rimasti:
fienagione, taglio e trasporto della legna,
accudire gli animali, aiuto in casa, assistenza
domiciliare, doposcuola ai bambini, ecc
Emergono soprattutto i dialoghi e i racconti
con gli abitanti, il loro modo un po' riservato
di ringraziare e il legame che piano piano viene
fuori.
Storie inverosimili come quella di un comunista
che per realizzare il suo sogno di una cooperativa
per la produzione del formaggio, il famoso Castelmagno,
prende la tessera del Partito Fascista al fine
di ottenere tutti i permessi necessari; oppure
quella del prete che per impedire un comizio
dei rossi suona per due ore consecutive le campane.
Oggi sono trascorsi 28 anni dall'esperienza
dei primi obiettori a Castelmagno: il paese
è sopravvissuto all'abbandono, sono nate
nuove piccole realtà economiche, con
la presenza degli obiettori si è scritto
un pezzo di "storia di Castelmagno".
Consiglio vivamente la lettura di questo libro
non solo ai ragazzi e ragazze che oggi possono
optare per il "servizio civile volontario",
ma anche al nostro Presidente della Repubblica
che finalmente potrebbe scoprire che esistono
anche gli obiettori di coscienza.
Piercarlo Racca, Torino.