Led Zeppelin Bootlegs

 

Già pochi mesi dopo lo spettacolo al Forum di Los Angeles del 4 marzo 1970, una registrazione dal vivo, effettuata tra il pubblico, affiorò come album doppio su etichetta Blimp con il titolo di "Live on Blueberry Hill". Da allora sono emersi migliaia di bootlegs dei Led Zeppelin. Già agli inizi Peter Grant si assunse personalmente il compito di distruggere una pila di copie (sic) di "Live on Blueberry Hill" nel locale di Chancery Lane di un negoziante di dischi londinese e apparve alla BBC per dichiarare la sua avversione nei confronti di tali prodotti. Tuttavia i bootlegs offrono la possibilità di seguire lo sviluppo dell'artista sul palco e in studio; tale considerazione vale in particolar modo per i Led Zeppelin, dato che gran parte della loro reputazione si è costruita sulle prestazioni live e dato che di ufficiale c'è ben poco. Questo tipo di interesse si è esteso agli stessi componenti del gruppo, che si sa aver ordinato copie dei pezzi più famosi.

Non è qui il luogo adatto per discutere le differenze tra musica analogica e digitale: ricordo solamente che labels come TMOQ (Trade Mark Of Quality), Rock Solid Records, Toasted hanno messo su vinile alcune delle pagine più belle scritte dal Dirigibile.

Ora la produzione è riversata interamente su CD e il 99% di essa proviene dal Giappone. Labels giapponesi come Tarantura e Antrabata e le più recenti Akashic, Sanctuary, Flagge e Empress Valley hanno creato alcuni dei più rari, desiderati e costosi titoli; questi veri pezzi da collezionismo sono quasi impossibili da trovare a causa del costo elevatissimo e della tiratura limitata (e il mercato principale ovviamente è il Giappone). Per fortuna versioni competenti, e a volte addirittura migliori, esistono su altre labels più accessibili: TDOLZ (The Diagrams Of Led Zeppelin) e Cobla/Cobra su tutte.

L'unico video ufficiale del gruppo, come è noto, è "The Song Remains The Same". I video dei Led Zeppelin che circolano nel mercato underground risultano quindi di grande interesse per i collezionisti dato che permettono di avere una testimonianza, non solo del 1973, della magia che il gruppo sapeva esprimere dal vivo. Mi limiterò qui di seguito ad elencare solamente il materiale più importante, tralasciando clips che la maggior parte delle volte sono spezzoni di pochi secondi e talvolta senza sonoro.

Chiunque avesse bisogno di informazioni può scrivermi all'indirizzo stricchian@hotmail.com.