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Non si può parlare di Napoli senza parlare del Vesuvio, che sovrasta il golfo e il panorama della città: la cima più bassa a sinistra è il monte Somma e quella sulla destra, dal cono tronco, è il Vesuvio, vulcano attivo anche se da molti anni ha perso il suo pennacchio... di fumo. Questi due monti rappresentano il tipo di vulcano detto a recinto, di cui il Somma deve considerarsi "il cono primitivo"; le sue eruzioni risalgono, infatti, al secondo periodo eruttivo della zona flegrea. L'altezza massima del monte Somma e di m. 1132, mentre quella del Vesuvio si aggira attualmente sui 1270 mt; prima del 1906 era di 1336 mt Sino al 79 d.C., quando avvenne l'eruzione che seppellì Pompei sotto una coltre di cenere e lapilli, questo vulcano era conosciuto più che altro per i suoi vigneti, che davano un vino eccellente.
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Il vulcano doveva essere una montagna unica prima che l'eruzione distruggesse Pompei ed Ercolano; secondo un affresco che fu rinvenuto nella «Casa del Centenario» a Pompei sembra che fosse isolato, e fin da allora il vino dei suoi vigneti doveva essere eccellente, poiché in questo dipinto e ritratto Bacco, il dio del vino. |
Seneca ci ha tramandato il furioso terremoto del 62, mentre la trattazione più completa dell'eruzione del 79 la dobbiamo a Plinio il Giovane su richiesta di Tacito: sappiamo infatti che una delle vittime più insigni fu Plinio il Vecchio. Le eruzioni più significative sono state quelle del 202, del 472, del 512, del 685, 993, 1063 1139, 1306, 1500 e quella terribile del 1631 che causò circa 3000 vittime; in questo secolo ve ne furono ancora altre cinque e la lava si fermò dopo San Giorgio a Cremano. Da ricordare inoltre le eruzioni del 1707, del 1737, del 1760, del 1767, del 1779, e quella del 1794, che distrusse quasi completamente Torre del Greco. Nel secolo scorso ve ne furono ben sette che danneggiarono nuovamente i comuni vesuviani, delle quali alcune rientravano nel quadro delle manifestazioni parossistiche. Vi fu poi un'eruzione nel 1906, quando la lava dopo aver danneggiato Boscotrecase e Trecase si fermò al limite del cimitero di Torre Annunziata; una nel 1927 che raggiunse la valle dell'Inferno dirigendosi verso Terzigno, una nel 1929, quando le lave andarono oltre il vallone grande della valle dell'Inferno ed ancora nel 1930. Nel 1933 si ebbe un altro terremoto, anche se abbastanza lieve, i cui epicentri furono Torre Annunziata e Portici e nel 1944 un'eruzione di cenere e lapilli, dopo la quale le manifestazioni vulcaniche sono soltanto fumaroliche, intra ed extracrateriche; siamo quindi in un periodo di riposo che ci si augura duri per parecchio.
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L'escursione al Vesuvio e molto interessante: dall'Autostrada (uscita Ercolano o Torre del Greco) e facile raggiungere l’Osservatorio Vesuviano e la stazione inferiore della Seggiovia, dopo circa 13 km. di strada asfaltata in salita. Ad un certo punto la strada si biforca, e mentre la diramazione di destra conduce alla seggiovia il cono craterico, l'altra di sinistra giunge al colle Margherita. Una breve carrozzabile porta all'Eremo, dove sino agli inizi del secolo scorso vi erano alcuni eremiti e si raggiunge poi l'Osservatorio Vesuviano, una costruzione in linea neoclassica eretta per desiderio di Ferdinando II da Gaetano Fazzini nel 1814. Esso è situato su un colle chiamato dei Canteroni che essendo uno dei luoghi più elevati verso la parte occidentale del monte Somma è stato sempre rispettato dalle eruzioni di lava che si sono susseguite. |
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Retrocedendo a sinistra si va verso la vecchia seggiovia mentre un'altra strada sulla destra si congiunge con quella del Vesuvio di Trecase: sempre salendo, mentre si va verso l'ex seggiovia, si ha un’idea generale del gran cono del cratere. Una strada carrozzabile lunga circa 2 km porta al colle Margherita ed al cratere, dove si può ammirare la valle del Gigante e il punto culminale del Somma: sempre salendo segue un tratto di strada chiamata Matrone, costruita tra lo strato di cenere e lapilli, che giunge nella parte occidentale del cratere, la cui altezza è di 1180 mt. Volendo proseguire oltre non si consiglia di andare isolatamente, ma di farsi guidare da persona esperta.
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La seggiovia del Vesuvio giungeva alla quota di mt 1158 e a chi non soffriva di capogiri offriva un panorama ineguagliabile del golfo e delle isole. Dalla stazione superiore della seggiovia. per una piccola strada si giungeva poi all'orlo craterico del vulcano, che ha una circonferenza di circa un chilometro e mezzo. Oggi una strada asfaltata porta fino alla cima del cratere. Naturalmente se si desidera avventurarsi lungo il cratere è opportuno essere equipaggiati e possibilmente farsi accompagnare da qualche guida. Il giro inizia da sinistra e ben presto si raggiunge la Valle dell'Inferno, una visione impressionante per il ripido strapiombo delle pareti del monte Somma. Si arriva quindi al punto più alto dell'orlo craterico, che è di 1270 mt, la cui base è la parte eruttiva del 1944. Intorno numerose fumarole emettono vapore con temperatura a volte superiore ai 500°. Interessante può essere anche il giro della cresta del monte Somma, o recarsi alla valle del Gigante o raggiungere il canale dell'Arena, a quota 1044, che ci porta poi per una discesa molto ripida verso Ottaviano e Somma Vesuviana. |