Giovanni Leuci, ha lavorato negli ultimi anni ad una suggestiva operazione culturale "leggendo" graficamente uno dei più conosciuti monumenti napoletani: la Cappella Sansevero. A lungo l'artista ha studiato il monumento ed in particolare le statue in esso contenute, tra cui il celebre "Cristo velato" .

Si è trattato di una lettura interpretativa, filtrata con sensibilità espressiva e rielaborata in termini grafici con taglio personale. Lettura di assieme e dei particolari, registrazione realistica delle sculture ma anche reinvenzione e trasfigurazione con uno spirito espressionistico incline alla accentuazione dei caratteri drammatici delle figure (Mistero e Sofferenza); le immagini s'impongono per una fissità solenne che riaccende la forza comunicativa.

Ne è derivata una sequenza di opere grafiche di grande suggestione, che sono al tempo stesso una citazione storica e un' operazione artistica.

Giorgio Agnisola

scrittore- poeta-critico d’arte

 

Da "REALTA’ SANNITA" – I Gennaio 1982

Giovanni Leuci, pittore dotato da madre natura di squisita sensibilità artistica canta con la smagliante padronanza espressiva di artista tecnicamente valido, le gesta del prossimo suo…

Il processo creativo dell'artista fa leva, in modo sorprendentemente armonico, sia sulle scene che sulle figure. 

Nel volto delle creature, soprattutto di quelle femminili, che popolano le sue azioni, leggi un possente lavoro di riflessione e di analisi; una introspezione psicologica che eleva i toni spiritualizzando la semplice raffigurazione ritrattistica…

Clemente Cassese

critico d’arte - scrittore

Soffermandosi sulle opere del maestro Giovanni Leuci è possibile annotare che i problemi di forma, di spazio, di colore, di espressività, di tecnica pittorica, vengono saggiamente risolti. Le figure, caratterizzate nel loro aspetto di notevole plasticità, si manifestano gradevoli, godibili.

I paesaggi, ricchi di spunti suggestivi con quei riflessi e luminosità che espandendosi si ravvivano, con quella comunanza interpretativa ed espressiva, riportano alla mente i grandi del passato. Gli accordi cromatici e i rapporti coloristici corrispondono alla volontà dell'artista, bramoso di esprimersi con grazia e nitidezza. Nelle opere di Leuci non esistono nè improvvisazioni, nè scatti sregolati. Sovente la pennellata si fa morbida, armoniosa, vellutata, mentre l'incisiva articolazione dei particolari è dovuta a padronanza disegnativa. Leuci sa che l'arte va intesa come percorso percettivo e comunicativo, che l’intensità del realismo scaturisce anche da una forte tensione interiore. L'arte deve mettere l'osservatore e il fruitore nelle condizioni di spaziare dentro le frontiere della sensibilità, dell’emotività, del fervore; di sentire e gustare la bellezza di un'opera; di apprezzarne contenuti e valori. Non esiste disordine nelle sue composizioni, poiché l'intelletto e la mano, guidati da vigore percettivo e da tecnica compositiva, seguono indirizzi precisi. Egli medita profondamente sulla realtà per coglierne i tratti salienti ed esprimerla con icastica evidenza; cura le sue particolari attitudini, propone un realismo incisivo e severo, non privo di fascino; interpreta con acume ciò che maggiormente richiama la sua attenzione. Spesso, la coralità dell'ispirazione induce l'artista a scelte maggiormente gradite.

Armando  Manocchio

poeta - critico d’arte - saggista

TRA EDIPO E PROMETEO

Il diluvio è imminente, ma l'Arca è in disarmo. Il baratro è pronto ad ingoiare uomini imbrattati di freddo individualismo e cose usate, abbandonate, dimenticate.L'artista presenta figure immobili in una fissità solipsistica sembra non offra soluzioni ad una esistenzialità sopportata e sofferta.L'Arca malandata può proporre un barlume di speranza? Chi potrà esserne il restauratore? il nocchiero? ci sarà una colomba? E' sottesa l'angoscia per la loro assenza e traspare il bisogno inconscio di evocarli e di farli tornare. Appaiono tracce di sentimenti di colpa per averli perduti e di tensione per recuperarli. Volti ed occhi fanno a stento individuare moti rituali di impetrazione, presupposti a comportamenti di riparazione, di riconciliazione. Un processo di sublimazione può esprimersi come conato di liberazione dopo aver abbandonato la via del bisogno di protezione e di rifugio in desolati paesaggi senza uomini. Forse, pero' lo stadio dell'Arca rappresenta la ricerca di una nuova protezione in un'Autorità più antica, ma in grado di offrire garanzia di stabilita'. Si presenta cosi' un'altra costrizione, dopo la liberazione, per ottenere una securizzazione.Viene lasciata la natura, secondo il tracciato antropologico strutturale, per tendere alla costruzione della cultura. Si è sullo spartiacque, senza ancora optare, tra le gratificazioni di forme regressive, ma rasserenanti per l'uomo e le ibernazioni dei suoi sottoprodotti quali l'ossessione del rito, la repressione della legge naturale, l'involuzione del narcisismo. Rinunciare al piacere delle gratificazioni è creare le premesse per entrare nel regno della razionalità e della maturità: eliminare il senso di colpa per entrare nel regno della libertà; ripudiare il comodo senso di protezione per entrare nel regno della responsabilità . L'artista si dibatte tra 1' Edipo che incespica con un che di amaro e di scettico; sulle possibilità di una natura mal congegnata ed il Prometeo che si apre al futuro e presenta progetti.La sua attività ritengo che si stia delineando lungo un tracciato che supera la rassegnazione per tendere verso un'alternativa metodologica di promozione umana .

Ottobre 1988                                                   

Giovanni Villarossa

critico d’arte

Quale artista autentico, in progressiva evoluzione, Leuci si appresta ad inserirsi a pieno merito nel mondo di quell'arte che non sfugge a regole fondamentali di leggibilità e di comunicazione. Quell'arte che si oppone al postmoderno e serve di arricchimento al nostro spirito bisognoso di conoscenze rivelatrici di lezioni salutari.

Raffaele  Raimondo

poeta - critico d’arte - saggista

 

Le opere sono visionabili in esposizione permanente presso l’atelier dell’artista sito in Capua (Caserta) alla via Bartolomeo De Capua, 7– 9