LETTURE

HOME PAGE

Foscolo:il ruolo dell'intellettuale sulle ceneri rivoluzionarie

La vicenda umana e letteraria di Foscolo ha come sfondo un periodo storico particolarmente ricco di avvenimenti. I focolai rivoluzionari, in America prima, in Francia poi avevano messo in crisi i sistemi autoritari. Una nuova contrattualità statuale fondata sulla sovranità popolare, sulla divisione dei poteri, sulla necessità dell'individuo ad aspirare alla felicità e ad un ruolo progettuale  nell'assetto storico e sociale, aveva profondamente minato le fondamenta assolutistiche europee. La cultura  illuministica, inoltre,  con il suo appello ai principi di eguaglianza tra gli uomini concorreva all'abbattimento di quei privilegi nobiliari che per tradizione avevano legittimato il potere dei "pares". Su queste basi si andava costituendo un nuovo tipo di intellettuale, avulso dal gravitare intorno ai centri di potere, e conscio di essere nel contempo non solo letterato, ma anche "cīvis", e in quanto tale, posto in condizione di esercitare la propria cultura al servizio di un assetto sociale più giusto e più libero. Sembrava, pertanto,  che dai focolai rivoluzionari potesse scaturire un nuovo modello di letterato, capace di affrancarsi da quella aura di cortigianeria che per secoli, spesso, lo aveva ammantato e protetto. Un intellettuale professionista che avvertiva la necessità di costituirsi come figura sociale accreditata, indipendente, capace di interagire con il proprio pubblico, sebbene in veste spesso di vate o di eroe come tentò del resto di fare Foscolo. Tuttavia ben presto il modello giacobino dovette abdicare  a favore di un sistema direttoriale prima, tirannico poi. I principi egalitari che avevano infiammato la rivoluzione francese venivano addomesticati e annullati da un potere napoleonico accentratore e affaristico. La delusione negli ambienti giacobini e progressisti fu notevole e Foscolo ne assorbì in pieno le amarezze e offrì testimonianza con le sue vicende private e pubbliche permeate da  una immagine di sé come eroe perseguitato, di un intellettuale che doveva rifondare il proprio ruolo sociale in una struttura contrattuale che tendeva inesorabilmente ad emarginarlo. Era un vecchio sistema capace di relegarlo in nome della  tradizione al ruolo di figurante, di accessoriale cornice e di assorbirlo come consueto aedo del potere. L'originalità della  genesi letteraria e umana del Foscolo ha inoltre  origine dalla contraddizione insoluta nel voler  assorbire i valori egalitari del modello giacobino, nel desiderio di  assurgere ad alfiere indipendente nel pensiero e nell'azione, ma nel contempo di restare inesorabilmente avvinto ad una  produzione letteraria  a vocazione sostanzialmente elitaria. Un atteggiamento sempre in bilico tra tradizione ed innovazione, che fanno del nostro autore uno dei protagonisti più interessanti del sistema letterario italiano. L' insoddisfazione politica, l'inadeguatezza del proprio ruolo sociale rispetto alla grandiosità delle gesta, dei pensieri e delle azioni  foscoliane hanno una prima rappresentazione nel romanzo epistolare  "Le ultime lettere di Jacopo Ortis".Il primo scritto importante del nostro autore aveva come ascendenza diretta l'opera di Goethe"I Dolori del giovane Werther". Un sistema di similarità accomuna  i due scritti nel far ricorso a  tessiture amorose tormentate e contrastate. Tuttavia in Foscolo il codice sentimentale ha un ruolo subalterno rispetto alle vicende politiche da lui vissute. Alla base dell'Ortis c'è la profonda delusione nell' aver constatato come l'intellettuale non era più un agente attivo nella costituzione sociale. Emergono nel romanzo quegli elementi che contraddistingueranno la produzione foscoliana: la patria, gli affetti, l'esilio, la morte ora vista come liberazione ora come ineluttabile separatezza, il materialismo meccanicistico di ascendenza lucreziana, la visione della storia, circolare nel suo comporsi e decomporsi, mutuata dagli echi vichiani. Sono elementi che concorrono a fare dell'Ortis un romanzo nuovo,che non ha precedenti nella tradizione letteraria italiana, per la sua struttura compositiva, tormentata e complessa, per il suo genere testuale, quello epistolare, che permetteva a Foscolo di far confluire, dopo averle rimodellate, le sue personali vicende sentimentali. Lo stesso codice amoroso, che sembra configurarsi come principale traino dell'opera, offre a l nostro autore la possibilità di creare e plasmare un alter ego ideale dalla natura passionale, ardente e fiera, a cui Foscolo rimandava  se stesso. La tessitura semantica del romanzo rimanda costantemente ad un linguaggio ricco di metafore bellicose, di immagini che sottintendono ad una volontà pugnace, ma il tutto tende ad  esaurirsi sullo sfondo di una vicenda umana dove  accade ben poco. Inoltre il codice amoroso che sta germinando dall'Ortis modella  un nuovo status sentimentale, i cui attributi di  sofferenza, dolore, contrasto e necessaria sublimazione concorreranno a modellare quell'ideale di amore romantico, che nel corso dell'800 diventa, di fatto, uno strumento di  evasione di  fronte ad una realtà sociale che  mutuava dalla grande epoca rivoluzionaria soltanto ceneri restaurative.

donatella marinello