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Listituzione del Parco del Gennargentu ha preso un avvio concreto. Il Comitato istituzionale di coordinamento del parco, diciamo così il parlamento della futura riserva, ha approvato venerdì scorso a Nuoro una proposta ispirata al principio di autodeterminazione delle comunità. Il parco non può essere imposto a chi non lo vuole, ma non si può impedire a chi ne vuole far parte di entrarvi.
È, più o meno, quanto da ormai sei anni sostiene il movimento contro la legge 394, istitutiva dellarea protetta. E va riconosciuto allassessore Onida di aver messo in atto un principio lungamente contestato dagli ambientalisti più retrivi e dal Ministero dellambiente. Unattuazione che è costata un duro braccio di ferro fra Regione e Ministero, conclusosi con la vittoria della Regione. La riunione dei sindaci, svoltasi venerdì a Nuoro, è cominciata con due ore di ritardo proprio per questo conflitto istituzionale.
Il Ministero sosteneva che un Parco del Gennargentu senza i comuni dellOgliastra e, dunque, senza il Gennargentu non aveva senso. Dallaltra parte la Regione, finalmente conscia delle buone argomentazioni del cosiddetto fronte del no, disposta a considerare il parco come un processo di sviluppo socio-economico e non una rivoluzione istantanea e ministeriale.
Adesso spetta alle comunità decidere, sulla base di una conoscenza adeguata della posta in gioco e degli aspetti non ancora risolti, il più importante dei quali è senzaltro il governo della riserva la cui composizione ministeriale - sostiene Edo Ronchi - non può essere cambiata. Dico le comunità, non solo sindaci e amministratori pro tempore. Una giovane laureanda di Oliena ha fatto un sondaggio nel suo paese: il 90 per cento degli intervistati è contrario al parco. Se questo rispondesse a realtà, si porrebbero sostanziali problemi di democrazia al Consiglio comunale che dovrà decidere.
Non solo, resta sempre il fatto che il Parco del Gennargentu nasce senza il Gennargentu i cui paesi, però, vogliono attuare un progetto alternativo di sviluppo ambientale con il Gennargentu dentro. La svolta data dallassessore dellambiente alla questione consente di intraprendere un cammino originale per la costituzione di quel parco sardo prospettato da Palomba durante la riunione del Comitato di coordinamento.
Il Parco nazionale (governato, cioè, prevalentemente dallo stato) si farà con i territori che da Seulo vanno a Sorgono e poi a Orani circondando il Gennargentu. Su parcu natzionale (governato dalle comunità) potrebbe nascere dalla volontà dei paesi restii a entrare nel primo. Entrambi potrebbero poi essere coordinati da un consorzio del Gennargentu parco dEuropa, sulla scorta dellAppennino parco dEuropa il cui progetto è stato annunciato dal ministro Ronchi alla fine di settembre. Un consorzio composto da un giusto equilibrio di gestione politica affidata alle comunità e di amministrazione tecnica affidata a tecnici e scienziati dellambiente.
Pubblicato sull'Unione sarda il 12.10.97
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