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Difficile non dare ragione al capo gruppo del Pds alla Provincia di Nuoro quando invoca pacatezza nel confronto, correttezza di comportamenti e rispetto reciproco nel dibattito in corso sul Parco del Gennargentu. Peccato che Nicola Corria non invochi con altrettanto calore un altro rispetto, quello per la verità e per la correttezza dellinformazione. Fra gli entusiasti dellintesa, non solo lui, ma anche lui, incorre in mezze verità che, viste da un maligno, apparirebbero mezze bugie dette per subornare i cittadini.
Per dire, Corria scrive nel suo intervento sullUnione che, sulla questione delle norme di salvaguardia, lintesa ha rispettato le indicazioni del Consiglio regionale perché tutto è posticipato allemissione del decreto del presidente della repubblica una volta che si siano pronunciate le comunità. Che ciò non sia vero lo ha affermato pubblicamente Silvestro Ladu, presidente della commissione che quelle indicazioni aveva dato. Ma qui siamo nel campo delle interpetazioni. Dove mezze verità e mezze bugie sintrecciano è nella frase successiva: vero che tutto è posticipato, non è vero, invece, che lintesa preveda un pronunciamento delle comunità prima dellemanazione del decreto presidenziale.
In un solo punto, si accenna a un atto formale di adesione dei comuni al parco: del coordinamento istituzionale di coordinamento, incaricato fra laltro di acquisire gli elementi necessari per la definizione del perimetro del parco, faranno parte - è scritto nel documento - anche i sindaci dei comuni che formalizzeranno la loro adesione al parco. Ciò vuol dire, se litaliano e la logica hanno ancora un senso, che i sindaci dei paesi che ci stanno entreranno nel comitato e niente potrebbe impedire loro di includere nel perimetro anche i comuni che hanno detto di no (o non si sono pronunciati) e che non potranno neppure aprire bocca non facendo parte del comitato che decide.
Altri entusiasti dellintesa affermano che teoricamente lente parco, pur di nomina ministeriale, potrebbe esser composto tutto di sardi. Il che è solo teoricamente vero e in più non sposta di un ette la questione: che garanzia avrebbero le comunità se nellente ci fossero due komeinisti ambientalisti con cognome sardo anziché italiano? Altri dice che si tratta di un falso problema perché i poteri veri sono nelle mani della comunità del parco, unassise in cui tutti i sindaci e tutti gli enti locali sono rappresentati. Pensate dice questo qualcuno che il parere della comunità è obbligatorio. Non si sa se per ignoranza o per malafede, alla parola obbligatorio si da un senso diverso da quello che ha: il governo del parco é obbligato, è vero, a sentire il parere della comunità, ma non è affatto tenuto a rispettarlo, non essendo vincolante.
Le mezze verità con decisa tendenza alla bugia sono molto fitte in questi tentativi di rendere digeribile una pietanza, lintesa, decisamente stomachevole. Perché avvenga questa confusione è del tutto intuibile. Una corretta informazione su quanto è imposto dalla legge indurrebbe le comunità a considerare i benefici di questo parco assolutamente incongrui rispetto a ciò che si perde. Soprattutto perché mentre sono conosciuti i difetti, continuano a essere misteriosi, aleatori e futuribili i pregi.
Ecco allora i tentativi fatti da chi, come Corria e Domenico Ruju, pur facendo una imbarazzata difesa dufficio dellintesa, sembrano più consapevoli di altri del fatto che quel documento firmato a Roma da Palomba e da Baratta ha scavato la fossa al parco concreto e, forse, a qualsiasi parco. Ruju propone di sperimentare in un solo paese volontario i benefici del parco; Corria propone alla Regione di predisporre in fretta una bozza di piano del parco con zone, vincoli e quantaltro e un piano finanziario che indichi con chiarezza tutte le risorse disponibili. Con questi due progetti ci si presenti poi alle popolazioni chiedendo che si pronuncino. Benissimo, ma perché tutto questo non è stato fatto prima dellintesa? Perché lo si propone solo dopo che si vede la mala parata? Davvero si pensa che le comunità potrebbero fidarsi di questa mossa tardiva, se prima la giunta regionale non darà segno di ripensamento ritirando la firma allintesa? Sbaglierò, ma penso proprio di no.
Pubblicato sull'Unione sarda il 28.2.96
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