NOTIZIE STORICHE SU BARATILI S.P.

Tutta la zona circostante lo stagno di Cabras costituì un luogo ideale per l'insediamento dei primi gruppi umani, che si dedicavano alla raccolta dei frutti di mare e di stagno. Baratili S.P. e situato in una zona importante sotto il profilo geologico - geografico, " SA PAUI DE BOATIRI", oggi in parte prosciugata e in parte convogliate nel rio "MARE FOGHE", che va a toccare Riola e da li sfocia in "PISCHEREDDA".
Dal momento che recenti ricerche archeologiche hanno individuato tracce di insediamento preistorici in tutto il territorio al nord dello stagno di Cabras, una ricerca più attenta potrebbe forse, individuare tracce di insediamenti anche nel territorio di Baratili San Pietro. 
Secondo alcuni storici il rio Marefoghe corrisponderebbe al " rio Zenu " citato nel condaghe di S. Maria di Bonarcado, proprietà dei monaci Camaldolensi, che vennero chiamati dai giudici sardi intorno al 1100 - 1140. L'esistenza di Baratili è documentata fin dalla metà del secolo XII, con il nome di "Oiratili". 
Infatti, nell'atto redatto il 31 ottobre 1157, Barisone, giudice di Arborea, da, a titolo di " antefatto" e donazione per nozze, a favore della sua sposa, la nobil donna catalana Agalbursa, le tre corti di San Teodoro, Bidoni e Oiratili. Baratili, col nome di "Baratuli", "Baracoli", figura nell' elenco dei paesi che pagavano le "decime" e i censi nel 1341, 1342, 1350, 1357 e 1359. 
In occasione del trattato di pace, stipulato il 31 agosto 1368 e trascritto il 24 gennaio 1388, tra Eleonora D'arborea e Pietro IV d'Aragona, tra rappresentanti delle "ville" presenti all'adesione di pace vi erano anche quelli di Baratili, che a quel tempo aveva il nome di "Ville de Baratili".
Nel 1410 il giudicato di Arborea fu smembrato e ridotto al Marchesato di Oristano. Baratili, in questo periodo, è un villaggio rurale di modeste dimensioni, appartenente al marchesato di Oristano; questo fu confiscato a Leonardo d'Alagon il15 ottobre 1477 e incorporato nella Corona, sotto la dominazione Spagnola sino al 1762 circa.
A Baratili si potevano leggere fino al 1957 nelle 2 campane le date 1545 e 1662; attualmente si può leggere solo l'anno 1545. Nel 1720 la Sardegna cadeva in mano ai piemontesi. Baratili e altri paesi verso il 1767 erano stati incorporati nel Marchesato di Arcais, feudo per i soli redditi civili perché la giurisdizione era prerogativa riservata alla Corona. Con il R. editto del 30 giugno 1937 fu accertato il corrispettivo delle prestazioni feudali dovute da ogni villaggio del feudo al Marchesato di Arcais. Baratili vi contribuiva con le lire sarde 502,7,4. Tutto il feudo, comprendete i tre campidani (Campidano Maggiore, di Milis e di Simaxis ) fu riscattato dal R. Patrimonio nel 1838 mediante la somma di lire sarde 400.000, con la corresponsione di lire 20.000 annue a D. Francesco Floris Nurra, ultimo feudatario. 


Muratori baratilesi all'opera (anni 60 circa).

1950 - 2000 (piazze, edifici, nuove zone).

Nel 1954 a ricordo del anno Mariano viene innalzato il monumento alla Madonna e nel 1958 il monumento alla croce di via Oristano è già restaurato.
In località "S' arzoa" vengono costruiti gli edifici scolastici; il viale del Prauchi, che collega Riola a Baratili, è privato dei suoi ombrosi alberi e da zona di pianeggiante diventò zona industriale e di insediamento abitativo.
Gli anni 70' e 80' vedono lo sviluppo di nuove zone abitative e di nuovi edifici.
Nel 1981 viene eretto il monumento ai caduti, nel 1982 si gioca a calcio nel nuovo impianto sportivo, nel 1983 viene inaugurata la Biblioteca Comunale - nel 1990 si brinda con "vernaccia" alla inaugurazione della "Cantineta" (ex lavatoio).
Nel 1994 grande festa al Circolo ACL Roxy Pub.
Nel 1996 la parrocchia ha un nuovo salone Parrocchiale.
Nel 1997 l' edilizia popolare è una realtà, accanto a nuove abitazioni "stile villetta". 


SVILUPPO DEL CENTRO URBANO

Il primo nucleo abitativo, intorno alla fine del 1800, si estendeva prevalentemente sul lato sinistro della via Roma, che collega Riola con Zeddiani, parallelamente alla zona paludosa "sa paui de mare foghe ".
Al centro la chiesetta "sa Cresia de Is Animasa" dalla caratteristica pianta a croce, demolita intorno agli anni 60 per far posto a un anonimo salone parrocchiale affiancata alla più imponente e attuale chiesa di San Salvatore circondata dalla zona cimiteriale. 
La piazza della Chiesa era ed è attraversata dalla via chiesa che inizia da una piazza che s' affaccia sulla via Roma denominata piazza dei balli, perché vi si svolgevano e si svolgono i balli sardi, occasione di divertimento è d'incontro durante le feste e il Carnevale.
Alberata fino a qualche anno fa, ombrosa e fresca d' estate, era anche luogo d' incontro dopo una piacevole passeggiata lungo la via Roma, alberata anch'essa, che si prolungava nel viale dei Prauchi.
La via Roma aveva inizio prima dell'attuale via Grazia Deledda. Da Piazza della Chiesa, un tempo anche luogo di mercato, si diramano via Eleonora, via Dante, che confluisce nell'attuale Piazza del Monumento; in questo piazzale si trova una casa dagli stipiti della finestra e della porta particolarmente intagliati e decorati con motivi di tradizione presumibilmente islamica, (anni fine 800).
Il centro abitato antico prosegue fino all'incrocio in via Roma e sul lato sinistro di questa fino alla Croce.
Il lato destro della via era presumibilmente, intorno alla fine del 1800, abitata fino all' attuale edificio ristrutturato in Bar.
L'espansione urbana proseguiva in via Nuova, parte via Zeddiani - attuale via Vivaldi e angolo via S. Pietro.

Durante i primi decenni del novecento su questo lato sono stati costruiti importanti edifici di grande interesse collettivo come il monte granitico "Su Magasiu de su Monti" e il lavatoio . Questo iniziale tessuto urbano, era circondato da zone incolte di proprietà Comunale. Una grande area di essa "Is Arzoas" era adibita a deposito dei manipoli dei cereali (grano, fave, orzo, avena) portati con i carri giornalmente dai contadini, pronti per essere trebbiati.
Un grande fervore di attività si svolgeva per un periodo che oscillava , a seconda dell'annata, intorno ai 30 giorni, tra la metà di Luglio e la metà di Agosto.
Dopo il trasporto dei cereali che servivano per l' alimentazione degli animali da cortile e per il pane, avveniva il trasporto della paglia con carri la cui portata era aumentata da particolari intrecci con su "Feu": I ZEDRASA. 
Questa veniva riposta nei pagliai o negli spazi ai lati del cortile.
La via Roma, in direzione di Riola, era alla fine dell'800 terreno prevalentemente agricolo adibito a vigne e orti dell'avvocato Pischedda originario di Seneghe.
Questo notabile, particolarmente importante per la sua attività di promotore dell'antiquarium Arborense, possedeva in questa proprietà un casa- fattoria che corrisponde all'attuale abitazione della Signora Carta Maria Luisa. Questa casa era circondata da un ampio giardino con ogni tipo di piante e di fiori; ampie cantine e magazzini, spazi e recinti per l'allevamento degli animali. Questa casa venne acquistata intorno agli anni 40 e il terreno circostante lottizzato e adibito a costruzioni private che si sono estese fino all'abbeveratoio, intorno agli anni 50 e successivamente a occupare tutto il viale Prauchi.
L'attuale centro storico di Baratili previsto dal piano urbanistico, occupa una ristretta zona del paese intorno alla Chiesa e non tiene conto della esistenza di edifici interessanti dal punto di vista urbanistico - storico situati nelle altre parti del paese. Particolarmente interessato è l'edificio situato in via Roma, antica abitazione alla fine dell'800 di un'importante proprietario terriero, il Signor Carta e successivamente donata alla Chiesa, adibita ad asilo intorno agli anni 50, e attualmente proprietà del comune. Particolarmente interessanti sono gli stipiti in basalto e le lavorazioni artigianali della porta d'ingresso e delle stanze. Un'altra casa di particolare interesse urbanistico storico è quella situata in via Roma di proprietà Perra, sia per la sua struttura tipologica e per i particolari degli interni.
Originalissimi, per la ricchezza e varietà di particolari, sono gli stipiti dell'abitazione situata in piazza del monumento dei signori Masala - Murru, importante per la sua caratteristica tipologia.
E auspicabile che queste abitazioni vengano tutelate e adeguatamente ristrutturate e mantenendo le loro originarie caratteristiche storiche - urbanistiche.