LE OPERE PRINCIPALI

Nell’attività letteraria del Verga si distinguono tre periodi; il periodo romantico patriottico, il periodo romantico passionale e il periodo verista.Al primo periodo appartengono i romanzi giovanili Amore e patria (incompiuto), I carbonari della montagna, Sulle lagune, tutti ispirati alla storia del Risorgimento e a motivi patriottici e amorosi.Al secondo periodo romantico passionale appartengono i romanzi scritti durante il soggiorno fiorentino e milanese quando il Verga viene a contatto con la cultura positivistica e con gli ambienti della Scapigliatura. Sono romanzi in cui si narrano torbide storie d’amore e di morte in ambienti aristocratici e borghesi.

Una peccatrice: è la storia dell’amore tra la contessa Narcisa e il giovane scrittore Pietro Brusio, il quale, dopo aver destato in lei una tormentosa passione, la trascura, spingendola al suicidio.

Storia di una capinera: pubblicato nel ’71 dove Verga svolge un tema che in passato aveva ispirato vari autori tra i quali Manzoni. La fanciulla Maria, costretta dalla matrigna a farsi novizia, torna per breve tempo in famiglia conoscendo la libertà e innamorandosi di Nino, il fidanzato della sorellastra. Il ritorno al convento con la definitiva assunzione dei voti scatena in lei una follia mortale. Il romanzo ha il carattere di una confessione intima, orientata verso la resa dei sentimenti e di nascoste passioni ma vi è anche la documentazione dell’inflessibile autorità familiare e del rigido cerimoniale dei conventi.

Eva: attraverso la vicenda del pittore Enrico Lanti, che conquista una danzatrice e, dopo averla lasciata, muore, si ripresenta il tema dell’amore passione che a un certo punto si esaurisce nella sazietà e nell’apatia.

Tigre reale: compare un altro contrasto doloroso, anch’esso di stampo romantico, quello tra la seduzione di una passione d’amore e l’opposto richiamo alla semplicità degli affetti familiari: il diplomatico Giorgio La Fertlita è diviso tra Nata, la contessa russa sua amante, e la moglie Erminia.

Eros: il marchese Alberto Alberti, dopo aver interrotto la sua relazione con l’amante Velleda, sposa la virtuosa e riservata Adele, ma, in seguito ad un nuovo incontro con Velleda, si rituffa nella vita dissoluta; la conclusione è il suicidio di Alberto sul letto di morte di Adele, ammalatasi per il dolore provato dopo l’abbandono del marito.

La svolta verista si ha con la novella Nedda del 1874 ed è dovuta alla scoperta dei naturalisti francesi, all’amicizia col Capuana, alla letteratura della prosa asciutta e distaccata di un giornale di bordo.

Nedda: nella novella si narra la storia triste di Nedda che lavora come raccoglitrice di olive per curare la madre malata. Ella si innamora di un giovane, Janu, ma prima perde il suo uomo, morto per la caduta da un albero, poi la bambina nata da questa relazione. Con Nedda il Verga abbandona i personaggi passionali, evoluti e raffinati dei romanzi giovanili e ritrae la vita degli umili, che vivono rassegnati e silenziosi tra gli stenti e le fatiche; abbandona anche le complicate analisi psicologiche ed i lirismi dei primi romanzi iniziando una narrazione in un linguaggio semplice e scarno. A Nedda seguono le grandi opere d’ispirazione verista, le due raccolte di novelle Vita dei campi e Novelle rusticane e i due capolavori, i romanzi I Malavoglia e Mastro Don Gesualdo.