Le mappe della ricchezza idrologica
Si privatizza anche lacqua del Chiapas
di
Andrés Barreda
Mappe che multinazionali diffondono in Internet e documenti di istituzioni messicane per sollecitare finanziamenti si uniscono per dare nuovi dati sui giacimenti petroliferi nella zona di conflitto in Chiapas. Lautore "interseca" le informazioni che apportano queste mappe con i progetti pubblici e privati di costruzione di centrali idroelettriche: piani che, concretandosi, comporterebbero gravi problemi ambientali e lespulsione di migliaia di coloni che hanno popolato la selva negli ultimi quaranta anni.
Sul suo sito web, limpresa canadese Seine Rivers Resources Inc (SRR) informa i suoi azionisti delle recenti concessioni nella selva del Petén e offre varie mappe che descrivono giacimenti di petrolio in Guatemala e nel sud-est del Messico che confermano in parte luoghi da noi già segnalati e aggiungono nuovi dati. Questa informazione fa parte di un complicato rompicapo che abbiamo cercato di risolvere nella serie iniziata una settimana fa con un testo e delle mappe su esplorazione e giacimenti petroliferi nella selva Lacandona (Masiosare, 12 settembre 1999).
Le mappe dellSRR rappresentano giacimenti situati nella valle del Petén, cioè giacimenti terrestri nellest di Tabasco e nel sud di Campeche, le vecchie riserve del nord-ovest del Chiapas (nei municipi Reforma, Juàrez, Pichucalco, Sunuapa, Ostuacàn), i nuovi nel nord-est (nella sierra del Chiapas) e altri ancora nella selva Lacandona e del Petén, in Guatemala e Belice (v. MAPPA 1). Nel caso dei campi del Chiapas risalta la dimensione di cinque dei giacimenti, così come la precisione con cui quattro (uno dei Mena, Nazareth, Palenque e quello della frontiera con Tabasco) confermano fedelmente le previsioni delle prospezioni di Pemex ed i dati del macro-progetto Ocosingo-Lacantùn riportati nel precedente articolo.
Inoltre, risalta come tre regioni sulle quali non avevamo informazioni risultano essere campi petroliferi importanti. Due ampie zone di Marqués de Comillas, in cui non sapevamo dellesistenza di faglie e anticlinali né di pozzi petroliferi, appaiono come i grandi giacimenti Lacantùn e Mena; mentre la Sierra Nord del Chiapas, insieme ad unarea naturale protetta (il Parque Nacional Palenque), in una regione dellanticlinale Zona Sala sottostimata dalle brigate di prospezione, risulta evidente.
Il giacimento Nazareth non solo coincide con le previsioni della brigata di Pemex, con pozzi esplorativi o con testimonianze di abitanti della selva che riportano attività della Companìa de Geofìsica Mexicana, ma si sovrappone allabitato di Francisco Gòmez (prima La Garrucha), uno dei cinque Aguascalientes zapatisti, che "nuota" al centro di questo grande giacimento. Daltra parte, lAguascaliente Roberto Barrios risulta attaccato al giacimento Palenque, mentre gran parte del municipio autonomo Amparo Aguatinta si trova su uno dei campi di Mena.
Mappa 1
Giacimenti di petrolio e gas secondo Rio Salinas Project e Seine River Resources
Nella regione del
Tabasco si osserva lesistenza di cinque giacimenti di
grezzo (i due più importanti identificati come Agave e La Luna)
e due o tre giacimenti di gas; sebbene nel Campeche rimangano la
gran parte di La Luna e tre o quattro campi di gas. Nel Chiapas
si riconosce lesistenza di sette giacimenti, tre nella
regione nord-est (Palenque è il più grande), uno nel cuore
della regione Ocosingo (Nazareth), un altro allestremo
ovest di Marqués de Comilla (Lacantùn), ancora due ad ovest,
nellestremo sud della selva Lacandona (entrambi chiamati
Mena), uno dei quali resta diviso dalla linea orizzontale di
frontiera.
Infine, la mappa individua undici giacimenti in Guatemala: due nel nord-ovest del Petén, uno nella Laguna del Tigre (Chocop o Xan), un altro più piccolo, anonimo, e altri nove nellangolo del confine del fiume Chixoy (sei rispettivamente chiamati come Tierra Blanca, Chinajà, San Diego, Yalpemech, Rubelsanto, Las Tortugas e tre anonimi).
Il programma di privatizzazione degli Stati Uniti
Richiama lattenzione il fatto che le mappe impiegate dallSRR sono utilizzate anche dal centro di ricerche più importante del sud-est del Messico, Ecosur, in un documento destinato a promuovere lo sviluppo della valle dellUsumacinta. Il testo di Ecosur richiede lappoggio di diverse istituzioni finanziarie internazionali (la Banca Mondiale, la Banca Interamericana di Sviluppo, la Comunità Europea, la OEA, la UNESCO, il Consiglio per le Zone Umide Nordamericane e alcune altre fondazioni private) per realizzare studi e ricerche che generino informazione attualizzata e strumenti per la pianificazione ed il monitoraggio della valle (v. MAPPA 2).
Si vogliono, in tal modo, creare dei meccanismi governativi "trinazionali" (messicani, guatemaltechi e statunitensi) che permettano di gestire nella regione aspetti idrologici, dellambiente, conservazione, biodiversità, energia petrolifera e dallacqua, contaminazione e impatto ecologico, popolazione, urbanizzazione, relazioni internazionali, ecc.
Per quel che ne sappiamo, il documento di Ecosur riprende almeno due incontri precedenti: uno nella città di San Cristòbal de Las Casas, luglio 96 (Prima Tavola Rotonda sulla Situazione e Prospettive di Sviluppo Sostenibile nella Grande Valle del fiume Usumacinta), in cui si valutò la possibilità di sfruttare integralmente 7 milioni di ettari della valle dellUsumacinta, e un altro a citta del Guatemala (VI Riunione Binazionale Messico-Guatemala), febbraio 98, quando il governo messicano presentò un progetto preliminare di pianificazione regionale della valle.
Mappa 2
La valle dellUsumacinta

Entrambe le riunioni derivano dalle Soluzioni e conclusioni del dialogo interamericano sullamministrazione delle acque stabilite nellottobre del 1993 a Miami durante il Primo Dialogo Interamericano sullAmministrazione delle Acque. Menzionare lincontro è di fondamentale importanza, non solo perché lì si dà inizio alla coordinazione continentale per la gestione delle valli multinazionali, ma anche perché è legittimata la promozione aperta della privatizzazione delle risorse idriche.
Ecosur arricchisce il documento presentando varie mappe, alcune proprie, recentemente elaborate con Sistemi di Informazione Geografica, che descrivono le condizioni sociali e demografiche della valle, altre che descrivono le risorse naturali della regione. Ecosur include così due mappe del petrolio: una di aree di esplorazione e sfruttamento e altre di giacimenti, entrambe quasi identiche a quelle dellSRR, nonostante la seconda abbia un sottotitolo differente: Rio Salinas Project.
Il fiume Salinas (anche conosciuto come Chixoy) è uno degli affluenti guatemaltechi dellUsumacinta: quello che viene dal sud, discende dalla Sierra de los Cuchumatanes e attraversa la principale regione idroelettrica e petrolifera del Guatemala, proprio dove i kaibiles perpetrarono il maggior numero di uccisioni e distrussero abitati durante gli anni ottanta. Ecco che Rio Salinas Project risulta essere il nome con cui gli statunitensi si riferiscono al progetto trinazionale per privatizzare le risorse dellUsumacinta.
La presenza "accademica" degli Stati Uniti negli incontri di Ecosur non deve essere interpretata come semplice aiuto tecnico neutrale, al di sopra degli interessi contrapposti che Messico e Guatemala hanno avuto per anni in questa valle, ma piuttosto come un intervento diretto del capitale globale (esattamente come è accaduto con il petrolio del Petén negli ultimi venticinque anni).
Costruzione e privatizzazione di centrali nella selva Lacandona
La prima espressione pubblica di privatizzazione delle risorse idriche dellUsumacinta è il programma proposto dal Consiglio Impresariale Messicano di Faccende Internazionali (CEMAI), secondo cui, tra le altre cose, si pretende costruire e gestire privatamente otto centrali idroelettriche nella selva Lacandona.
Tuttavia, questo progetto risulta di minore importanza se confrontato con quello che la CFE ha maturato negli ultimi 30 anni. Dal 1986 la parastatale aveva in programma la costruzione di 71 nuove centrali idroelettriche in Chiapas, che vanno sommate alle cinque che già operavano allora (La Angostura, Chicoasén, Malpàso, Peñitas ed El Retiro).
Secondo le stime di potenza generabile calcolata dalla CFE, le 76 centrali potrebbero produrre tra 45 mila 235 e 51 mila 797 gigawatt ora (GWh), cosa che moltiplicherebbe per tre o quattro lapporto idroelettrico delle maggiori centrali della zona (13 mila 315 GWh) che apportano poco più della metà dellenergia idroelettrica del paese (v. MAPPA 3).
Mappa 3
Progetti di centrali idroelettriche della CFE e CEMAI

La Segreteria dellEnergia affermò allora che il governo federale non intendeva privatizzare La Angostura, Chicoasén, Malpàso, ma che stava solo pianificando la concessione di nuove centrali medio-piccole. Una dichiarazione inquietante se si tiene conto che quasi tutte le nuove centrali proposte dalla CFE (ad eccezione di Boca del Cerro e forse Izantùn) sono centrali medio-piccole. Trentanove di quelle sono programmate per la grande regione che fu una volta la selva Lacandona. La considerazione dei programmi idroelettrici per la Lacandona risulta essenziale, non solo per lappoggio che potrebbero dare a nuovi complessi urbano-industriali nel Tabasco, listmo di Tehuantepec e altre regioni, ma anche per la forma estrema con cui pretendono di saturare luso dello spazio, annunciando, come nel caso del petrolio, nuove espulsioni della popolazione.
Le centrali citate sono ovviamente pianificate per le valli e le cañadas, cioè i principali terreni fertili dove si trovano centinaia di migliaia di coloni che negli ultimi quarantanni hanno popolato la selva.
Il carattere problematico di queste espulsioni è riportato da questi dati: il progetto della centrale Perlas, proposto dalla CFE, si posiziona nella Valle Amador; il progetto della centrale Altamirano o Nance, proposto da CFE e CEMAI, si situa nella cañada dove si trova lAguascalientes di Morelia; mentre i progetti di Colorado, Catarata, Ràpidos de Santo Domingo, Zapotal, Santa Elena, San Vicente e Santo Domingo, proposti dalla CFE, si trovano tutti nel cuore del Municipio Autonomo di Amparo Aguatinta.
Come è stato ampiamente denunciato, la Banca Mondiale si caratterizza per una lunga tradizione di finanziamento di processi di costruzione di centrali che, non solo producono un deterioramento della qualità della vita delle regioni "modernizzate" (soprattutto in quanto a grandi squilibri ambientali), ma anche espulsioni della popolazione e persino massacri, comè già accaduto nella comunità Rio Negro de Guatemala durante la costruzione della centrale Chixoy nella valle dellUsumacinta.
Mappa 4
Centrali, petrolio e biodiversità nelle regioni zapatiste

Nonostante la sua importanza, la produzione di elettricità non raggiunge il grado di importanza della biodiversità o del petrolio, cosa che si riflette nel modo in cui i progetti dellacqua hanno ceduto i propri principali spazi ai due suddetti interessi strategici. La mappa mostra come quasi tutti gli spazi di centrali idroelettriche sono assegnati a luoghi dove non esistono giacimenti né aree naturali protette, cosa che non accade con altri tipi di risorse e usi meno importanti e di sviluppo posteriore, come le abbondanti rovine archeologiche (anchesse in corso di privatizzazione), la piantagioni forestali, il narcotraffico, ecc.
Nella misura in cui gli attuali processi di privatizzazione dellelettricità rispondono ad accordi governativi contratti segretamente con la Banca Mondiale, risulta impossibile per la società civile non osservare che le regioni studiate per queste centrali si stanno saturando, come altri luoghi, di presenza militare. Ciò avviene soprattutto nelle zone in cui coesistono importanti giacimenti petroliferi e progetti idroelettrici (è il caso della Sierra Norte, ma soprattutto di Amparo Aguatinta); lì, infatti, analogamente ad altre zone di frontiera tra biodiversità e petrolio (a nord di Montes Azules e ad est della regione Ocosingo) sembra che la militarizzazione aumenti in forma allarmante.
In realtà non sappiamo fino a dove lEsercito Messicano è consapevole o se lo preoccupano gli attuali programmi di controllo delle nostre ricchezze strategiche. Neppure sappiamo se nella selva si applica deliberatamente, come nel Guatemala degli anni 80, una coordinazione castrense contro le comunità con i programmi economici di appoggio comunitario selettivo ed i programmi di privatizzazione delle risorse strategiche.
Per questo non sarebbe male se il Segretario dellEnergia, la Pemex e la CFE spiegassero dettagliatamente alla società qual è stato il vero accordo contratto con le istituzioni finanziarie internazionali per modernizzare e ripulire etnicamente la selva Lacandona.
Limportanza dellacqua chiapaneca
Il Chiapas possiede circa il 30% di tutta lacqua del Messico; inoltre, il fiume Usumacinta, attraverso il quale scorre buona parte delle precipitazioni del Guatemala, è quello di maggior portata del Paese. Tuttavia limportanza idrica del Chiapas sarà sempre maggiore in proporzione, come previsto da studi scientifici, allaumento della desertificazione nel Paese e nel mondo e allincremento significativo dei livelli di umidità del Sud-Est messicano.