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Air Terminal Ostiense
23 aprile - 5 maggio 1996

logo della manifestazione
(di Silvia Girlanda e Livio Toschi)
Livio Toschi
IMPIANTI PER IL CALCIO A ROMA

disegno di Silvia Girlanda
IL CAMPO TESTACCIO
Allavvento del fascismo le squadre di calcio romane erano 8: Pro Roma e U.C. Romana si fusero, confluendo poi nella Fortitudo; la Juventus si sciolse e lAlba ne ingaggiò i migliori giocatori; lAudace venne assorbita dallAlba. Nel 1927, quindi, le squadre romane si erano ridotte a 4: Alba, Fortitudo, Roman e Lazio. La Fortitudo disputò la finale per lo scudetto nel 1922 (fu battuta dalla Pro Vercelli), la Lazio nel 1923 (fu battuta dal Genoa), lAlba nel 1925 e 1926 (fu battuta dal Bologna nel 1925 e dalla Juventus lanno dopo).
La A.S. Roma nacque ufficialmente il 22 luglio 1927 dalla fusione di tre delle squadre citate (solo la Lazio si rifiutò: lU.S. Alba, che aveva la maglia biancoverde e giocava in un campo dove oggi è piazza Melozzo da Forlì, presieduta dallon. Ulisse Igliori; la S.S. Fortitudo, che aveva la maglia rossoblu e giocava alla Madonna del Riposo, presieduta dal marchese Giovanni Sacchetti; il Roman Football Club, che aveva la maglia giallorossa e giocava ai Due Pini in viale Tiziano, presieduta dallavv. Vittorio Scialoja. Suo primo presidente fu Italo Foschi (nel 1926 era stato uno degli autori della famosa Carta di Viareggio), presidente onorario il comm. Umberto Guglielmotti, amministratore delegato lon. Igliori. I colori sociali furono il giallo e il rosso, lemblema la lupa capitolina. La sede venne fissata in via degli Uffici del Vicario 35, già sede del Roman. A comporre la rosa della nuova squadra si selezionarono 13 giocatori della Fortitudo, 10 dellAlba e 5 del Roman, acquistando solo il centravanti Bussich dalla Triestina.
Il 22 luglio fu stilato lOrdine del Giorno n. 1, con cui si procedeva alla nomina dei quadri direttivi, ma l8 giugno 1927 Il Messaggero aveva già pubblicato la notizia della fusione, precisando che «laccordo era stato raggiunto con rapidità fascista». Pochi giorni dopo Foschi dichiarò in unintervista che la Roma avrebbe formato «una squadra composta in prevalenza di romani» e non avrebbe mai ceduto i suoi migliori giocatori, come Attilio Ferraris. Circa il terreno di gioco, aggiungeva:
«Il nuovo campo, che sarà costruito al quartiere Testaccio, presso la piramide di Caio Cestio, sarà munito di una pista podistica e di palestra coperta e scoperta. Il Campo di Testaccio sarà destinato per ora agli allenamenti e il campionato verrà disputato al Motovelodromo Appio, al quale saranno apportati notevoli miglioramenti».
(Il Messaggero, 26 giugno 1927)
Nel 1928 Foschi dovette lasciare la società perché nominato prefetto a La Spezia, ma indicò alle superiori gerarchie sportive il nome del vicepresidente Renato Sacerdoti quale suo successore. Foschi fu acclamato presidente onorario dal consiglio direttivo della Roma, che nella seduta del 28 marzo gli espresse «il suo plauso entusiasta per lopera mirabile di organizzazione da lui compiuta», additandolo «alla riconoscenza degli sportivi romani».
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