La montagna

Dalla piazza antistante la Cattedrale di Lungro si percorre per circa 500 metri la strada nazionale per Acquaformosa e, svoltando a destra al primo incrocio, si risale verso la parte alta del paese da dove, con una carrozzabile male asfaltata, dopo alcuni chilometri di salita e di tornanti, ci si immette nei boschi di ontani prima e di faggi poi, fino a Piano del Faggio (mt.1350 s.l.m.).

montagna1.gif (38711 byte) Da qui, sulla sinistra, si sale al Santuario di Santa Maria del Monte in territorio di Acquaformosa, meta di pellegrini in estate, mentre continuando sulla destra, dopo qualche centinaio di metri, si può lasciare la strada nella zona detta del Faggio con l’acqua (così chiamata per la presenza al margine della carreggiata di tre grandi faggi con alla base una buca quasi sempre piena d’acqua) per visitare una colonia di pini loricati e abeti bianchi posti sulla sinistra.

Ritornati sulla strada, di lì a qualche chilometro, si raggiunge il grande e soleggiato Piano di Campolongo (m 1315 s.l.m.) circondato di boschi e cime ricche di vegetazione.

Suggestivo è in questa zona il Piano della Giumenta posto al centro della Montagnola. Il faggio è predominante, anche con esemplari di notevoli dimensioni, con boschi suggestivi anche di aceri montani, agrifogli, tassi e abeti.

Procedendo sul tracciato appena riconoscibile di una ferrovia a scartamento ridotto, costruita nel 1910 da una ditta tedesca la Rueping S.p.A., che per un ventennio sfruttò questi boschi tagliando faggi secolari, si incontrano gli altopiani di Minatore e più avanti di Novacco, da dove si può raggiungere Saracena oppure continuare per raccordarsi con l’autostrada SA-RC a Campotenese.

Fatta eccezione per qualche mulattiera e pochi sentieri, queste montagne sono fatte ancora e soltanto delle cose che la natura ha sempre usato per costruirle: i boschi, i pascoli, le acque e le rocce.