Commedia dell' Arte

 

 

 

"lo spirito delle maschere alita ancora sui palcoscenici. Anche quando nessuno ci pensa e gli attori stessi ritengono di esserne le mille miglia lontani, dietro di essi, come ombre fatali, si muovono le maschere.

(Eligio Possenti, 1954)

 

Lazzi, contrasti, canovacci, commedie. Tra la seconda metà del secolo XVI ed i primi anni del XVII fiorì e si diffuse in Italia ed in tutta Europa la nuova Commedia detta in seguito "dell' Arte" ma allora chiamata in vari modi, come: "all' italiana", o "delle maschere", o "mimica", o "improvvisa".

Gli influssi che questa nuova "arte" ebbe sul Teatro di quell' epoca sono stati determinanti e più complessi di quanto si possa immaginare.

Per conoscere e capire in maniera approfondita la Commedia dell' Arte non è sufficiente la conoscenza dei suoi testi, bisogna invece capire come furono recitate e messe in scena le cosiddette commedie all' improvviso, bisogna mettere in luce le diverse "arti" degli attori che così magicamente riuscivano a trasformare un semplice canovaccio in una brillante commedia.

La grande novità apportata dai comici dell' Arte al Teatro di quell' epoca fu la riconquista di un mondo dove erano possibili tutte le invenzioni e le avventure della fantasia, riuscendo a dare una nuova dimensione d' arte alla realtà quotidiana, o alla fiaba, o al sogno, o al gioco.

Oggi, e da già qualche anno a questa parte, non senza motivo in molti Paesi del Mondo i teatranti di ogni sorta, attori, registi, attori, tornano alla Commedia dell' Arte come ad un ideale da accettare, non già integralmente, ma in ciò che essa può ancora offrire di vivo e di vitale.

 

Gli elementi essenziali che servono a definire la Commedia dell' Arte sono:

a)  la creazione collettiva degli attori che elaboravano in comune il testo dello spettacolo, e l' assenza quindi di un singolo autore: infatti generalmente gli attori sceglievano una trama qualsiasi, ricavata da una commedia antica o moderna, o da una novella, oppure creata da loro stessi, magari basandosi su fatti accaduti di recente e ben noti al pubblico.

b)  l' improvvisazione, elemento indispensabile per la creazione di una commedia: infatti il testo di ogni singolo personaggio veniva lasciato quasi esclusivamente alla libera ingegnosità dell' attore.

Ma non sempre e non tutto veniva improvvisato sulla scena, anzi assai spesso l' abilità degli attori consisteva nel saper scegliere lì per lì e nel trarre prontamente fuori dalla memoria pezzi già precedentemente assimilati che meglio si adattavano alla situazione e che potevano con maggiore naturalezza essere inseriti nel dialogo.

c)  i ruoli che, pur nella loro varietà, venivano riuniti in una determinata categoria di tipi fondamentali detti "fissi". Tutti questi ruoli venivano divisi in due categorie, una a carattere letterario "gli innamorati", ed un'altra a carattere comico "le maschere".

d)  il Teatro come professione: questa fu la grande innovazione che i comici dell' Arte portarono nel Teatro dell' epoca e che garantiva un' elevata qualità del loro prodotto artistico. Va per inciso notato che in italiano "arte" non significa solo "capacità", ma anche "mestiere, corporazione", quindi "Commedia dell' Arte" sta per "Commedia professionale".

 

 

L' improvvisazione.

"L' improvvisazione è una costante nell' arte dell' attore. E' necessario valutarla negli attori dell' Arte: primo perché toccò a loro l' elaborazione pratica di una dottrina dell' attore; secondo perché questi fecero della Commedia dell' Arte un teatro di attori, capovolgendo il loro ruolo e la loro presenza sulla scena a scapito del poeta e del coro; terzo perché non solo non è possibile senza una nozione adeguata dell' improvvisazione una conoscenza adeguata dell' Arte, ma è impossibile una conoscenza storica del Teatro dell' Occidente."

(Mario Apollonio)

 

Personaggi con o senza maschera.

"La caratteristica più peculiare e permanente della Commedia dell' Arte, il suo aspetto più noto, è costituito dai personaggi nettamente definiti e quasi immutabili detti "tipi fissi". Questi sono i personaggi principali dei comici italiani: i due vecchi (Pantalone e Dottore), il primo e secondo Zanni o servo (es. Arlecchino e Brighella), il Capitano (Matamoros, o Rodomonte, ecc), le due coppie di Inamorati (es. Florindo e Beatrice, Lelio e Clarice, ecc.), la Fantesca o serva (es. Smeraldina, o Corallina, ecc.).

I tipi scenici si suddividono in due categorie: le parti gravi e le parti ridicole. Nel primo caso si tratta di una o più coppie di Innamorati, nel secondo dei personaggi in maschera e della serva.

Sono questi i personaggi che decretarono il successo e la grande popolarità della "Commedia dell' Arte."

(Konstantin Miklasevskij, 1914)

 

Movenze ed uso delle maschere.

"Le facezie ridicole consistono negli spropositi, o deformità della natura, nei volti contraffatti, caricature di naso, fronti aguzze, calvizie, orecchie lunghe, storpi di gambe, i quali difetti, contraffacendosi con maschere e con abilità, tanto sono compatibili e commiserabili nel vero, tanto sono ridicoli nella finzione. Ridicolissimo sarà uno Zanni con occhi piccini, volto nero e ciglia irsute, buffo in tutte le posture; così come un Pulcinella tutto un pezzo, sgarbato di persona e sciocco in tutti i gesti."

(Angelo Perrucci, 1699)

 

Scene e canovacci

Soggetto, canovaccio, scenario.

"Il soggetto non è altro che la tessitura delle scene sopra un argomento formato, dove in compendio si accenna un'azione che deve dirsi e farsi dal Recitante all' improvviso, distinguendosi per atti e scene."

(A. Perrucci, 1699)

"Talvolta lo scenario viene chiamato anche canovaccio, ma più precisamente il primo è solo una traccia scheletrica su cui si può ricamare quel che si vuole. Lo scenario includeva invece, tutto il sapore dell' azione scenica che nascondeva, tutto il suo intreccio."

(K. Miklasevskij, 1914)

 

 

 

- Le grandi città sono invase dai ciarlatani e da una specie più raffinata di comici, non più acrobati, ma attori in sale per spettatori paganti. Nel 1611 il viaggiatore inglese Coryate descrive quello che ha visto di più strano nel suo viaggio a Venezia: "i saltimbanchi ed i teatri". Poi aggiunge: "In questo teatro ho visto cose mai viste prima: ho visto recitar le donne!"

 

La Commedia dell' Arte rappresenta i costumi e le consuetudini delle diverse parti d' Italia: ogni provincia, ogni città,  ogni borgata quasi, forniva al teatro il suo personaggio.

Pantalone, il vecchio mercante veneziano, ora splendido, ora avaro, vanitoso e galante.

Il Dottore bolognese, Graziano, Baloardo o Balanzone, prototipo del dotto, del ridicolo pedante che sputa latino e trincia sentenze a dritto e a rovescio.

I servi, Brighella, Arlecchino o Pulcinella, a volte astuti altre goffi, semplicioni ed ipocriti, golosi ed ignoranti, intriganti ed impiccioni.

Il Capitano, personaggio dai nomi e dalle posture grottesche, caricatore dello spagnolo millantatore ed oppressore, che sotto le spoglie di Matamoros, o Spaventa, o Bellerofonte, o Escarabombardon della Papirotonda, fa rivivere il  Miles Gloriosus di Plauto.

Coviello, lungo e allampanato, che suona il violino mentre inciampa e fa capitomboli per terra.

E poi la schiera quasi infinita di Pedrolini, Mezzettini, Beltrami, Truffaldini, Cavicchi, Scapini, dei Burattini, Giangurgoli, Pasquarelli, Travaglini, Meo Patacca, i quali irrompono pieni di brio sul palco, si trasformano e scompaiono, figli dell' attualità, dell' estro d' un attore o del capriccio d' un momento, ma che dànno alla Commedia dell' Arte il più potente palpito di verità e di vita.

I tipi, i modelli in realtà sono pochi: Pantalone, Dottore, Arlecchino, Brighella nell' Italia settentrionale, Pulcinella, Scaramuccia, Tartaglia, Coviello nel centro-sud.

Ogni attore, impossessandosi di un tipo, lo trasforma secondo la sua speciale natura artistica e la sua abilità. Ed il teatro brulica di una quantità di creature, e dappertutto, tra le quinte, negli stanzini, sul palcoscenico, freme ed irrompe la vita: basta scrivere su un foglio due nomi perché dal semplice incontro di due Maschere sulla scena scaturisca, per conflitto automatico di caratteri, un' azione, un dialogo teatrale.

 

"I comici - dice Niccolò Barbieri, celebre attore del XVII secolo- studiano e si muniscono la memoria di una gran farragine di cose, sentenze, concetti, discorsi d' amore, deliri, disperazioni, per averli pronti all' occasione. Ed i loro studi sono conformi al costume dei personaggi che loro rappresentano."

 

La Commedia dell' Arte è sempre commedia d' intreccio: i più strani imbrogli, le più pazze e scapigliate avventure, i casi più comici, s' avviluppano, s' intrecciano, si sciolgono come al tocco di bacchette magiche. Abbondano i riconoscimenti, le agnizioni, come nella Commedia Erudita, gli equivoci, le burle, gli imbrogli, i rapimenti di Turchi, di corsari, le fughe, le apparizioni, i travestimenti, le serenate, gli amori e le gelosie, i pianti e le risate.

Il comico dell' Arte si guarda intorno, le sue ispirazioni sono tratte dalla vita, dalla natura: dissensi di famiglia, discordie tra cittadini, scandali, fatti di cronaca, scherzi, buffonerie, allusioni poetiche, riempiono lo scenario facendo della Commedia dell' Arte la più viva ed esatta manifestazione della vita italiana del Seicento.

Le maschere sono la rappresentazione del comico, del ridicolo, del grottesco, della vita. Esse stanno terra terra, radono quasi il suolo: più del cervello consultano lo stomaco, e più dei ragionamenti adoperano le mani e, quando sono in pericolo, le gambe!

 

"Questo Teatro, nato nelle bettole, nelle fiere, nella miseria, sulla strada, riuscì a conquistare l' Europa e finì per sentirsi egualmente a suo agio tanto nei palazzi che sulle piazze dei mercati."

(K. Miklasevskij, 1914)