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Camillo Gasbarri

All’ombra della Majella, nella stretta valle dell’Aventino, si stende Taranta Peligna, in prossimità di numerose grotte di cui la più famosa è quella del Cavallone da cui D’Annunzio trasse ispirazione per la tragedia de "La Figlia di Jorio". Della sua secolare storia Taranta conserva molte pregevoli testimonianze, come l’elegante portale marmoreo di San Biagio arricchito da splendide ante lignee intagliate da artisti locali.

San Biagio è il suo patrono, a testimoniare la radicata vocazione del paese per la lavorazione della lana, da cui Taranta ha tratto ininterrottamente una notevole agiatezza. "Tarante", infatti, vengono chiamate ancora oggi le sue famose coperte tessute a ricchi colori e ricercati disegni floreali e geometrici che gareggiano con i più sofisticati tappeti orientali.

Poco distante dall’abitato zampillano le sorgenti delle "Acquevive" un suggestivo parco naturalistico che richiama numerosi visitatori, i quali possono godere anche del tumultuoso scorrere del prossimo Aventino.

In questa località potrete degustare l'inimitabile Centerba Toro.