Alone In The Dark
di Fulvio G.
INFOSCHEDA:
Titolo............................ Alone in the dark (1992)
Produttore..................... Infogrames
Requisiti........................ 386SX-DX, 2M Ram ,VGA, 6M Hdd...(ahh!
che tempi )
Lingua........................... Italiano, Inglese, Francese...forse
altre.
Riferimenti..................... www.aloneinthedark.com
Argomenti trattati........... Horror, spettri, mostri di
Lovecraftiana
.....................................
memoria. All'inizio del gioco si puo'scegliere
.....................................
se giocare nei panni di Emily Hartwood o di
.....................................
Edward Carnby. In entrambi i casi lo svolgimento
.....................................
del gioco e'identico.
Ambientazione............... Louisiana, 1924
Note............................. Qualche problema su macchine
troppo veloci
.....................................
(si consiglia mo-slo).
PROLOGO:
Una lettera, una casa, un uomo che si e'impiccato in soffitta
senza motivo apparente.
Sia che voi decidiate di giocare come Edward Carnby o come Emily
Hartwood, questi sono gli unici dati di cui disponete prima che
la storia cominci.
Basato profondamente su scritti di Lovecraft e forse anche di
Hodgson
(il detective hodgsoniano acchiappamostri si chiama infatti
Thomas
CARNackY), AITD e'stato a detta di molti il capostipite delle
varie
adventure horror - horror survival, stile Resident Evil e Silent
Hill.
TRAMA:
Il sole sta tramontando quando tu varchi la soglia di Derceto, la
casa
maledetta dove il povero Jeremy Hartwood si ucciso ,qualche
giorno prima,
impiccandosi alle travi della soffitta.
Tu, persona razionale, che fino a quel momento non hai mai
sentito nominare
mostri, zombie, ed amenita' di questo tipo, trovi alquanto strano
che la porta
si chiuda alle tue spalle con un tonfo appena entri: "mah....-pensi
voltandoti
nella sequenza animata di prologo- probabilmente e'il vento!"
Prosegui verso la soffitta e qui capisci subito che chiunque
abiti -o abbia abitato-
in quella casa, non ha in serbo alcunche'di gentile, visto che
vieni aggredito
dopo qualche minuto di esplorazione da un mostro saltellante e da
uno zombie.
E'proprio all'inizio dell'avventura che trovi le prove che Jeremy
si e'impiccato,
chiedendo perdono al padreterno, per impedire alle forze delle
tenebre di impadronirsi
della sua persona.
L'unica cosa che ti resta da fare e'esplorare, scoprire, capire e...salvare
la pelle
dai vari mostri che infestano la magione. Ah! -dimenticavo- non
aprire il portone di
ingresso da cui sei entrato: cercare di scappare vuol dire morire
inghiottiti da un
vortice che si apre sul nulla.
Il diario di Jeremy, la descrizione dei suoi incubi, i suoi
quadri, la grande
biblioteca e le testimonianze reperibili nelle camere della casa,
compongono
pezzo dopo pezzo un puzzle di orrore che ti accompagnera'fino
alla fine dell'
avventura, quando -nelle viscere del sottosuolo- ti troverai
faccia a faccia con
un nemico che non ha piu'nulla di umano.
PERSONAGGI:
(NOTA: Questo gioco e' -lo dice anche il nome- un avventura in
completa e stressante
solitudine (l'eco dei tuoi passi nelle sale vuote e'a volte
opprimente).
Non incontrerai praticamente nessuna delle figure descritte sotto,
ma questi personaggi
sono assolutamente legati alla casa ed all'avventura in una
specie un gioco ad incastro
che -alla fine- ti fara'dire "ah-ha...! ecco come e'andata!"
Emily Hartwood: E'la nipote del povero Jeremy, la quale non crede
che lo zio
si sia suicidato senza una grave ragione. Per questo va a
ricercare
nella soffitta dove e'stato ritrovato il cadavere, una
spiegazione
di quel gesto, che e'senz'altro sfuggita alla polizia.
Edward Carnby: E'un detective malconcio e indebitato che si
occupa per lo piu'di
ricatti e delinquentelli (e'sopranniminato "il rettile").
Viene incaricato dalla nipote di Jeremy di cercare una
spiegazione
al suicidio dello zio.
Jeremy Hartwood: E'il suicida-ex padrone di casa. Da quando si e'trasferito
a Derceto
non riesce piu'a dormire tranquillo ed il suo sonno e'agitato da
incubi spaventosi.
Dopo avere trasfigurato il suo terrore tramite i suoi quadri e
dopo
avere scritto un diario inquietante, cedera'alla follia e si
uccidera'.
Howard Hartwood: Padre di Jeremy ed amico del Marchese di
Champfrey, che stilo'un
diario sulla storia locale. Compro'la casa alla fine della guerra
di
secessione, dopo che un incendio appiccato dai Nordisti l'aveva
semidistrutta. Uomo colto e gentile, dedico'la sua vita al
restauro
meticoloso della casa ed allo studio della colossale biblioteca,
miracolosamente salvatasi dalle fiamme.
Eliah Pickford: Marinaio arricchitosi a dismisura ed -a detta del
vicinato- ex pirata.
Padrone della casa -prima di Howard Hartwood- e morto nell'incendio
che la distrusse. Esperto di occulto, fu inutilmente soccorso
dai suoi schiavi, che si gettarono tra le fiamme per salvarlo.
Compi'enormi lavori di scavo per collegare la cantina della casa
ad un
sistema antichissimo di grotte presenti nel sottosuolo. Fu lui a
battezzare la casa con il nome di Derceto, in omaggio alla dea
della
prosperita' Astarte, da lui chiamata anche Shub Niggurath (?!?).
Ludwig Prynn: Potente negromante autore di testi blasfemi quale
il terribile
"De vermiis misteriis". Citato da H.P. Lovecraft,
sembra aver
lasciato traccia di se nella biblioteca di Derceto. Citato da
Lovecraft (!) nei suoi racconti sul Necronomicon.
Capt. Norton: Era presente il giorno che Derceto fu incendiata e
sostiene, in un
diario, che Pickford tento' di ucciderlo offrendogli un "sigaro
avvelenato". Fortunatamente per lui, poco prima che le forze
lo
abbandonassero, trovo' la forza di sparare contro Pickford tre
revolverate e di fuggire fra le fiamme, con l'aiuto del suo
luogotenente.
Ezechiel Pregzt: Si trovano tracce delle su gesta sue di un
giornale di bordo del 1500.
E'un disgustoso pirata in odore si satanismo che e'legato in
qualche
modo a Pickford.
CONSIDERAZIONI:
Che dire....il gioco e'da considerarsi preistorico per quello che
riguarda qualita'
grafica ed interfaccia, ma conserva a mio avviso un fascino unico.
La trama che si scopre poco a poco, i numerosi "libri"
da leggere ed i profondi riferimenti
a classici dell'Horror con l'H maiuscola, uniti ad un background
accurato sulla storia del
luogo e sui personaggi che lo hanno visitato, compensano bene i
difetti delle adventure
prima maniera, dove era facile morire ed incappare in situazioni
di deadlock (salvare spesso!!). Quando Eddie entra nella
biblioteca -completamente al buio- e sente il tenue gorgoglio
dello spettro del Vagabondo, non si puo'non avere un po'di paura.
Inoltre c'e'un altro fattore che secondo me e'importante e che
non ho piu'incontrato in
nessun altro gioco a parte -forse- Silent Hill per playstation:
Qui non esiste un eroe
alla Doom, od un superduro semi invulnerabile alla Duke Nuken, ne'-tantomeno-
un
avventuriero incallito alla Indiana Jones, ma un individuo non
particolarmente forzuto o
palestrato, che si ritrova a dover affrontare una sfida con l'orrido
e l'occulto.
Forse questo, favorendo l'immedesimazione in un personaggio tutto
sommato normale, fa si
che ancora oggi AITD rappresenti un gioco godibile al di la'dei
limiti dell'eta'.