Sito Ufficiale dell'Autrice Sarda
Maddalena Lintas

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Alta Marea
- brano 3 -

«E' stata una bellissima festa, vero Ruben?»

«Credo proprio di sì!»

Gloria si lasciò cadere sul letto facendo volare in aria le scarpe: «Sono sfinita, sono stanchissima, sono quasi morta», e al marito che le si avvicinava «Anche tu sei stanco morto, vero Ruben?»

«Veramente mi sento fresco e riposato come non mai.»

«Non ci credo, tu sei stanchissimo!»

«No, no.»

«Tu sei stanco morto e adesso ci facciamo una bella dormita.»

Il marito rise. «Ok, sono stanco, stanchissimo, stravolto. Va bene così? Adesso sei più tranquilla?»

«Certo! Però Ruben, aiutami a sfilare il vestito e le calze... davvero, non ce la faccio proprio!»

«Lo sai che questa è una provocazione? Ti pare giusto?»

«Ti prego, Ruby, giusto o sbagliato tu adesso sei gentile, mi aiuti, poi ti metti a passeggiare avanti e indietro per la casa così ti stanchi e vieni a dormire.»

Il marito sorrise, la aiutò a mettersi a letto, si cambiò e si infilò accanto a sua moglie. Spense il lume pian piano cercando di evitare lo scatto dell'interruttore e chiuse gli occhi.

...

«Ruben, posso venire vicino a te? Ti disturbo?»

«Se ti fidi!...»

«Ci mancherebbe che non dovessi fidarmi! Non avresti il coraggio di disturbare una povera morta di sonno come me.»

«Se io fossi in te non avrei tutta questa fiducia...» e intanto pensava che mai avrebbe fatto qualcosa contro la volontà di sua moglie. L'amore è bellissimo, ma solo quando è libero da prepotenze e egoismi. Gloria si rannicchiò tutta contro il marito. Il viso nell'incavo della spalla lievemente sollevato verso l'alto, le mani a sandwich sotto una guancia.

«Ruben, da quanti anni siamo sposati?»

«Da stamattina e questa è la nostra luna di miele e proporrei di darci da fare.»

«...siamo sposati da dieci anni e non abbiamo mai pensato di avere un bambino. Non credi di essere troppo egoista? In fondo il matrimonio è stato istituito per la procreazione e noi non stiamo facendo proprio niente a riguardo!»

«Gloria, ti prego, stiamo tanto bene così! E' una vita meravigliosa, tu sai riempire tutte le mie giornate... dove troveremmo il tempo per un bambino?»

«Dai, Ruben, promettimi che ci metterai un po' più d'impegno per accontentarmi. Tanto, sai, siamo solo noi donne a desiderare i bambini. Voi pensate ad impazzirci dietro dopo che sono nati.»

Gloria continuava a parlare seguendo il corso dei suoi pensieri, come persa dietro una visione meravigliosa che la inebriava. Sentiva le risposte del marito, ma le lasciava scivolar via. «Pensa, Ruben, un bambino come te. Con i tuoi capelli, i tuoi occhi, la tua bocca...»

...

«Sarà bellissimo. Sì, lo voglio preciso a te e non lattiginoso come sono io.»

«Povero bambino! Quanti regalini dovrò fargli per farmi perdonare di avergli trasmesso i miei caratteri ereditari. Ma, in fondo, meglio così. Se somigliasse a te sarebbe troppo bello e addio pace per le ragazze.»

...

«Ci pensi Ruben, mentre noi stiamo qui vicini vicini, lui sarebbe nella sua cullina e magari adesso piangerebbe e tu dovresti alzarti, cambiarlo e dargli da mangiare.»

«Come... io?»

«Non lo sai che sono i papà che si occupano dei bambini la notte? Le mamme provvedono alle loro necessità durante tutta la giornata ed hanno bisogno di riposare... o almeno così credo che sia.»

«Eh, no! Allora non ci sto. Continueremo a comportarci come abbiamo fatto sinora e queste dolci, deliziose creature che dovrebbero torturarci le lasciamo a qualcun altro...» Ma già sapeva che avrebbe accontentato Gloria. Troppo l'amava per non volere la sua felicità.

Lo stesso pensiero aveva certamente attraversato la mente di Gloria perché fiduciosa si addormentò sulla spalla di suo marito.


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© 2008, Maddalena Lintas