Accettò la proposta di Giorgio, prese la sua decisione, da sola, per la prima volta nella sua vita, e volle incontrare suo fratello a casa dei genitori, senza nessun altro, soli, come per tanti anni era stato per loro.
Giorgio ne fu felice. Che Ivana stesse crescendo una volta per tutte? Poteva mai essere che lei divenisse una donna indipendente? Poteva mai essere che lei acquistasse fiducia nella propria volontà e nelle proprie decisioni? Che riuscisse finalmente a vivere gli eventi e non a lasciarsi trasportare come un relitto dagli stessi?
A Ivana pareva di vivere un momento magico, di ricevere doni incommensurabili dalla vita e per la prima volta lei avvertiva la netta sensazione di essere pronta ad accogliere questi doni, accoglierli e farne omaggio ai suoi cari. Da che si era sposata, vedeva spessissimo il fratello, ma sempre in occasione di ricorrenze, feste o cerimonie. Provava sempre un gran piacere ad incontrarlo, lui, Giorgio e la carissima Monica, ma ora era come se stesse vivendo l’esperienza del primo appuntamento.
Un sottile senso di ansia la pervase. Indossò un abito scuro molto elegante, pettinò i suoi folti capelli con una cura particolare e indossò occhiali a montatura pesante che nascondevano qualche imperfezione del suo viso rendendola signorile ed attraente. Il suo volto era illuminato di felicità e si realizzava quanto Giorgio le aveva sempre detto: «Ivana, tu sarai bella fino a che resterai buona.»
Ed ora lei si sentiva buona perché aveva tutte le intenzioni di superare la crisi matrimoniale con suo marito, quella crisi così stupida e inutile che lei nemmeno sapeva come avesse potuto permettere. Era convinta che sarebbe riuscita a dimenticare i suoi egoismi e far felici i suoi figli e, quel che era più importante di tutto, stava vincendo la durissima battaglia con la cocciuta e viziata Ivana Baldi. L’unica sua grave preoccupazione era che le sue decisioni rischiassero di arrivare troppo tardi.
Quando Giorgio la vide non volle credere ai propri occhi. La sua dolcissima Ivana stava finalmente crescendo. Lo capì dalla luminosità del suo volto e dall’abbraccio tenero che gli riservò. Se la sentì tra le braccia viva e palpitante e la trattenne al suo petto per un lungo attimo. Quando lei si discostò da Giorgio, lo guardò con la solita ammirazione di quand’era bambina.
«Sai, Giorgio, che sei sempre bello? Non è gelosa Monica? Non ha paura che ti rubino a lei? Sei sempre il mio meraviglioso fratello, il mio unico amico.»
Giorgio sentì un nodo che gli stringeva la gola e per un attimo restò ad osservare Ivana. Poi il nodo si allentò e, riacquistata la padronanza di sé, tolse gli occhiali ad Ivana e le disse: «Perché non ti metti le lenti a contatto?»
Lei sorrise. Ripensò a quel giorno lontano nella sua camera quando le aveva detto le stesse cose. Quanto tempo era trascorso da allora! In silenzio si presero sottobraccio e si aggirarono per la casa.