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Novembre 2000

Indagini a quattro zampe

Se un vecchio adagio consiglia di non cambiare una squadra vincente, nel campo televisivo la formula diventa addirittura "format che vince si moltiplica" e di conseguenza, in costante e deferente omaggio ai dati Auditel, si assiste ad un moltiplicarsi di trasmissioni e programmi di intrattenimento vario che ricalcano, con poche ben varianti, uno stesso format (termine inglese di gergo televisivo che manda in soffitto la storica e tradizionale dizione ‘canovaccio’…).

Capita dunque che per questi mesi imperversino nei palinsesti nostrani una quantità di investigatori a quattro zampe, con intuito e sagacia canine transfrontaliere ed accanto qualche bipede in uniforme e distintivo che prende parte, naturalmente nei limiti delle sue possibilità, alle indagini del protagonista.

Non che la nostra televisione fosse digiuna di interpreti canini, anzi l’antesignano più illustre del genere è di certo quel Rintintin che affiancava le giacche blu americane ed il piccolo Rusty, ma poteva ritagliarsi l’attenzione del pubblico nel limitato spazio della ‘tv dei ragazzi’, programmazione pomeridiana e fascia di ascolto penalizzante; oggi i suoi ‘nipotini’ hanno scoperto il grande pubblico ed il fascino del genere ‘giallo’ e rifiutano quasi sdegnosi di comparire accanto a qualche pargolo in difficoltà, a meno che non si tratti di salvargli la vita o dirimere un intrigo internazionale…. Mica sono cani da salotto! L’azione è il loro mestiere!

Qualche anno fa Raidue lanciò nel preserale una nuova serie di telefilm di produzione mitteleuropea e fu subito successo: protagonista era un pastore tedesco di nome Rex, nazionalità austriaca e passione per i panini con affettati (…dimostrando ben poco amor patrio nello snobbare il panino al bratwurst, cioè un wurstel arrostito), elemento indispensabile della squadra omicidi di Vienna e compagno inseparabile del detective Richie Moser (Tobias Moretti); quella che era stata programmata come una serie sperimentale, divenne in breve un campione d’ascolto ed uno dei programmi di punta, fino a guadagnarsi una prima serata ed il passaggio alla rete ammiraglia della televisione pubblica. Frattanto erano cambiati anche i protagonisti: Tobias Moretti, convincente e misurato, aveva optato per una eroica uscita di scena del suo personaggio, che cade sotto i colpi del criminale di turno, lasciando il posto ad un Gedeon Bukhart di certo più prestante, ma anche più spento: e questo è stato il cambiamento evidente; ma ben altra sostituzione si era consumata dopo la morte di Reginald, il pastore tedesco protagonista delle prime serie: rapida sostituzione con Rhett Butler, altro pastore tedesco che già aveva ‘interpretato’ Rex da cucciolo in un prodromo della serie, e pubblico indifferente; ben pochi riescono a distinguere due cani della stessa razza, per quanto star e beniamini siano!

Se l’investigatore a quattro zampe piace, non c’è che da apportare i necessari adattamenti e far sbarcare sul piccolo schermo alcune idee di matrice cinematografica made in Usa; basta frugare in qualche cassetto hollywoodiano per recuperare un detective un po’ stralunato ed un cane ‘parlante’, meglio se di grossa mole e molto incline a combinar pasticci: una sapiente frullatina alle sceneggiature ("Poliziotto a quattro zampe" e "Turner e il casinaro", per i riferimenti più evidenti) ed ecco sbarcare in tv "Tequila e Bonetti" che dopo una prima serie di ambientazione newyorkese approda a lidi e produttori italiani e ritrova accanto ad uno stranito Jack Scalia ed al macchiettistico cagnone (‘torturato’ da un doppiaggio dialettale romanesco), la bionda Alessia Marcuzzi, impegnata a crearsi una credibilità come attrice oltre l’immagine di pin up da calendario. Il risultato è davanti agli occhi, sconsolati, del pubblico e nei dati auditel che, ogni tanto, possono anche essere specchio del reale valore di un programma.

In questo excursus di quadrupedi investigatori c’è da segnalare anche un prodotto interamente italiano: "Turbo", che vede protagonista un border collie dalla lunga esperienza televisiva (più di dieci diverse fiction ed una nota campagna pubblicitaria nel campo delle comunicazioni) al fianco di un giovane ispettore di provincia (Roberto Farnesi) con fidanzata (Anna Valle…dai giorni contati).

Il palinsesto canino presenta dunque orgoglioso i suoi protagonisti, capaci, in più di un’occasione, di rubare la scena ai compagni bipedi… cosa dire a questo punto?

Quell’attore è un cane?

Battuta vecchia e scontata… la verità piuttosto è che in questo proliferare di fiction e telefilm che sposano il genere giallo, genere di sicura presa sul pubblico, ed il fattore- simpatia per il protagonista a quattro zampe, si cerca di far presa su un pubblico memore dei pomeriggi trascorsi con la tv dei ragazzi senza rendersi conto che quello stesso pubblico è inevitabilmente cresciuto e che l’offerta televisiva, ormai moltiplicatasi esponenzialmente, porta lo spettatore, esausto di cloni, ad una scelta; e capita altresì che quella scelta tenga conto anche di qualche ‘trascurabile dettaglio’ che spesso viene penalizzato dai producer, nuovi sacerdoti e geni dei palinsesti televisivi, qualche esempio? Giusto i primi due che vengono in mente, l’originalità e la qualità della produzione… già proprio ‘trascurabili dettagli’!

Angela Busacca