L'opinione
di Merlino
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NightWarriors: DarkStalker's Revenge Con questa nuova pellicola la Orb Of the Moon torna alle origini, dopo la sfortunata parentesi goliardica di "Rochi e i suoi amici". Dopo "Max Payne" ecco infatti un nuovo videogioco portato sullo schermo dal presidente Mileto che evidentemente è un amante del genere mentre il sottoscritto, già al momento di recensire il film d'esordio del presidente Mileto, ammise di non amare questo genere di film accogliendo la pellicola in modo abbastanza tiepido. Con queste cattive premesse mi sono avvicinato alla visione del film e con un po' di sorpresa devo ammettere che questo NightWarriors ha un grossissimo pregio se confrontato con il film precedente, il cast. Al di là della storia non certo originalissima ma non per questo completamente scontata, è innegabile che questa volta la Orb Of The Moon abbia azzeccato gli interpreti del film, portando sullo schermo una serie di attori indovinatissimi nei loro ruoli ed in grado di soddisfare il palato, anche se non raffinatissimo, di una platea che si diverte un mondo (forse anche due) immergendosi per un paio d'ore in pellicole di questo tipo. Un film calibrato per un pubblico giovane, senza le pretese della grande opera, che centra gli obiettivi prefissati. Locandina adatta e piacevole. Sufficiente. Share: 65% |
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Recensione del CSF: Siamo alla seconda giornata di questa terza edizione del Cisterna Summer Festival e scende in campo anche la World Entertainment con il suo PERSECUZIONE, un film diretto da David Cronenberg ed interpretato da un grande di Johnny Depp e ad un cast di tutto rispetto che non delude le aspettative. L’ottima sceneggiatura originale di Gaetano Perrotta, chiara e sempre avvincente a parte una parte centrale che appare un po’ appiccicata tra la splendida idea che fa da traino al film ed il finale, finisce con l’essere messa sin troppo in ombra dall’altisonante nome del regista che si appropria della pellicola rendendola un po’ scontata tanto che in alcuni momenti sembra quasi che Cronenberg si compiaccia di sé stesso. Un film comunque di grande effetto e realizzato con grande professionalità dalla casa di produzione partenopea che mantenendosi sempre a livelli così alti rischia di subire l’effetto Cadillac, e cioè che tutto sia sempre così bello e perfetto che ormai si dia per scontato anche un progetto come PERSECUZIONE che nelle mani di altri farebbe gridare al capolavoro. Un bravo a Gaetano ed ¼ di voto in più per la sceneggiatura originale. Locandina triste. Merlino **** Aggiornamento al momento dell'uscita nei cinema: A distanza di qualche mese il ricordo è sempre ottimo e ben vivo nella memoria a conferma del bel lavoro fatto da World. Per finire, ora la locandina è decisamente migliorata ed inquietante, semplice ma ben fatta. Share: 80% |
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Terzo film in tre mesi per la POM, che dopo i successi di Mosquito Attack! e de Il Caso Vertigo realizza al fianco della ritrovata Arcadia Pictures un progetto molto complesso che trasuda fatica, passione e rispetto per l’originale ad ogni fotogramma. Essendo lo svolgersi degli avvenimenti inevitabilmente legata all’epoca della sua creazione, ricordiamo che il film è tratto dall’omonimo romanzo di James Ellroy a sua volta ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il sempre ottimo ed affidabile Peter Weir sceglie la strada del noir più classico lasciando briglia sciolta agli attori ed avvolgendo il tutto con azzeccate immagini cupe e torbide. La complessa ed ottima sceneggiatura ha costretto i responsabili del cast ad un superlavoro che nel complesso è da considerarsi positivo. Impossibile giudicarli tutti, diciamo che tra i promossi troviamo Laura Harring, Russell Crowe, Gillian Anderson, ed un’eccelsa Diane Wiest, fantastica nella sua pur brevissima interpretazione. Tra gli onesti lavoranti Harvey Keitel, Dennis Hopper, Sidney Pollack, e la maggioranza del cast la cui innegabile professionalità si confonde inevitabilmente nei mille rivoli del film. Passando alle delusioni invece dispiace nominare Nikki Reed il cui unico difetto non è nella recitazione ma nel fattore tutto psicologico di essere attesa come protagonista mentre in realtà risulta un opaco alone per tutto il film, ma ad essere sinceri non si tratta di una sua colpa. Deludente e senza appello invece la pessima interpretazione di Mickey Rourke. Discorso a parte per Edward Norton perfetto nella parte con i suoi ormai leggendari “occhi da pesce lesso”. Ma qui, andando incontro alla pubblica flagellazione (Mel, vieni a filmare anche questa!) mi/vi domando perché pur avendo la stessa oggettiva inespressività di, per esempio, Ben Affleck l’uno venga puntualmente, ed a volte giustamente, maltrattato, mentre Norton sia sempre supervalutato, che dipenda forse dal fatto che il primo è ritenuto un sex simbol mentre il secondo è sempre pronto a piagnucolare le sue disgrazie? Beh, sì, in effetti questa cosa fa molto più pena ed agli occhi dei critici, la maggior parte attori/registi falliti, può risultare una qualità non da poco. Nel complesso un gran bel film il cui difetto potrebbe essere l’altezzosità, rintracciabile in molti dei grandi noir della storia del cinema, con la quale sembra pretendere una rispettosa distanza del pubblico. Ottimo il sito già in pole position per i prossimi Ck Awards con approfondimenti e speciali di tutto rispetto. Locandina che omaggia Chinatown, buona scelta. Share: 76% |
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Udite udite! Torna sugli schermi un'opera targata ACP Pictures di patron Pinox! Niente di completamente originale a dire la verità, visto che il film venne presentato con tiepide critiche al Cisterna Summer Festival 2002, ma la cosa è indubbiamente positiva. Essendo presente come attore mi astengo dal giudizio globale del film che appare comunque probabilmente a tratti datato e sin troppo legato alla sua impalcatura creata per una sua precedente rappresentazione teatrale. Poiché credo che l'intento non andasse oltre alla ricerca di strappare qualche risata, qua e là il produttore Pinox dovrebbe esserci riuscito... ma senza strafare. Sufficienza solo ed esclusivamente politica. Locandina simpatica. Share: 60% |
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Sin dalle prime scene di WE NEVER CHANGE appare subito chiaro il marchio Marco Communication che anche in questa pellicola ripropone alcune delle tematiche che più gli sono care come l'amicizia, l'amore e la (im)possibilità di potere vivere un amore senza dover forzatamente rinunciare a sé stessi. Lo svolgimento della storia non è certo originale ma, grazie anche al supporto di una buona sceneggiatura nella quale si trovano alcuni spunti umoristici molto azzeccati, risulta attuale e molto realistica. La regia affidata a Stephen Frears è stata a mio avviso una buona scelta per cercare di rendere la pellicola meno zuccherosa e più "impegnata" ed effettivamente il bravo regista riesce nell'intento di creare un film che, pur ricalcando molti dei momenti classici della commedia rosa, si innalza con decisione sopra la media. Nel cast spicca Alicia Witt, una Mel insopportabile quanto basta per essere odiata da ogni uomo che non vuole vedere intaccato il proprio sogno di libertà, ma bella, dolce e dalla lacrima facile quanto basta per incastrare ogni uomo innamorato. James Spader è come sempre impeccabile e completamente immerso (del resto come potrebbe non esserlo?) in quello che ormai è da molti, troppi anni, il "suo personaggio", un Benjamin che al contrario dell'amico ha fatto le sue scelte e sa perfettamente quello che vuole, tanto che nella scena in cui sembra avere un momento di debolezza il tutto suona come un tasto stonato. Bravo anche James Caviezel , ma non sempre il suo Duffy appare credibile nella sua indecisione. Se cerchiamo qualche difettuccio lo troviamo in alcuni passaggi della sceneggiatura che collocano la storia ad un preciso periodo, direi circa 1999/2000 e fanno perdere il valore ancora attuale dello svolgimento. Inoltre trovo personalmente non sempre azzeccati alcuni passaggi temporali, come ad esempio i soli due mesi di "innamoramento" tra Ben e Monique prima che lui la lasciasse per non sposarla, vanno bene per rendere gli amori passeggeri di lui ma se una donna ti chiede di sposarla dopo due mesi... ma anche altri passaggi non mi risultano chiarissimi (si tratta di giorni, settimane, mesi?). Uno dei migliori film della Marco Communication che come sempre potrebbe faticare ad incontrare il favore dei critici, ma le soddisfazioni per il suo produttore arriveranno sicuramente dai giudizi e dall'accoglienza del pubblico nelle sale. Bella locandina, brutto titolo. Share: 78% |
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Ancora una prova di grande rilievo per Nuno che presenta questa bella pellicola tratta da un romanzo di Dean Koontz. Francesco Sodi mette nelle mani di Tony Scott un'ottima sceneggiatura ed il regista estrae dal suo cilindro uno dei migliori films presentati a Cinematik. Esagerato! griderà ora qualcuno dicendo che in fondo si sono viste sceneggiature, magari originali probabilmente ancora migliori, o che la storia pur di altissimo livello in fondo è un thriller entusiasmante ma non poi così geniale, o ancora che il finale rischia di banalizzare il tutto, etc..etc.. Forse è vero, presi singolarmente molti degli aspetti del film potrebbero apparire poi non così eccezionali ma è risultato finale che è assolutamente sbalorditivo e colloca questa pellicola nell'Olimpo delle mie preferite. Molto del merito va anche ad uno straordinario Ralph Fiennes la cui interpretazione è a dir poco magistrale e tutto il resto del cast si avvale del suo stato di grazia. Da Claire Forlani a Christian Slater, da Karl Clocker a Cristopher Plummer, quest'ultimo in una piccola ma intensa parte, tutti gli attori presenti appaiono in gran forma rendendo LA NOTTE DEL KILLER una pellicola assolutamente fantastica. Volendo proprio cercare il pelo nell'uovo ho già accennato al "colpo di scena finale" ed aggiungo qualche piccola imprecisione nella descrizione del viaggio attraverso gli USA. Infatti se è vero che Kansas City, almeno la sua parte più importante e famosa, si trova non in Kansas ma in Missouri, le città di Topeka e Wichita sono nello stato del Kansas. Bella anche la locandina molto in stile ACO Agency. Share: 90% |
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Il mio rapporto con i lavori della Nuoro Production è da sempre un po' difficile. Se da una parte infatti il bravo Fabrizio Casu è indubbiamente uno dei migliori sceneggiatori e scrittori (perché non dimentichiamo che i suoi lavori sono sceneggiature originali) di Cinematik, dall'altra sembra che scelga accuratamente i suoi soggetti tra quelli che meno potrebbero interessarmi ed infatti, visto che i gusti son gusti, spesso dalla media tra le due cose ne scaturisce un giudizio discreto ma nulla di più. Tra questi Saga, Saga II e Dietro il Sipario, tutti ottimi lavori ma che non sono riusciti ad avere la mia attenzione al momento della visione, od anche Doppio Colpo, altra sceneggiatura originale scritta in maniera magistrale ma che sprizzava omaggi a Tarantino da ogni scena quando ormai da parte mia avevo raggiunto la saturazione di "Tarantinate", insomma, sembrava proprio che nonostante il mio amore per il Cagliari e la Sardegna il mio rapporto con Nuoro non non riuscisse a decollare ma ora, finalmente, dopo la visione di Grafite posso sinceramente scrivere una recensione completamente positiva. Come la solito ottimo script semplice all'apparenza ma in realtà solido e molto curato. Buona la scelta del cast con Eastwood, Goodman e Pepper, senza dimenticare il sempre bravo William H. Macy, a gareggiare in bravura. Sotto tono, ma in questo genere di film purtroppo è normale, i personaggi femminili. Il personaggio di Cate Blanchett mi è sembrato un po' forzato anche se comunque chiaramente necessario, mentre purtroppo mi è parsa sciupata l'immensa bravura di un mostro sacro come Vanessa Redgrave. Bel titolo, discreta locandina. Share: 82% |
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Torna nei cinema virtuali la Cristian Production e lo fa con la consueta professionalità che lo contraddistingue ormai da diversi anni e che ha permesso alle sue opere di andare sempre più perfezionandosi. BLUE MOVIE è stato forse il film più chiacchierato e più atteso del CSF 2003 e di certo non ha tradito le aspettative confermandosi opera di indubbio valore stilistico e stravincendo non solo come miglior film ma affermandosi anche nelle categoria miglio regia e miglior sceneggiatura. Curato nei minimi dettagli non lascia spazio a sbavature ed offre allo spettatore uno spettacolo chiaro ed apparentemente senza difetti. Danny De Vito si dirige e recita in maniera strepitosa duettando con un John Travolta ed una Mira Sorvino che gareggiano in bravura, ma è tutto il cast che trascina il film in un modo a dir poco travolgente. L’idea del film nel film pur essendo stata sfruttata nei modi più disparati rimane sempre affascinante ed anche se in questo caso appare impossibile non pensare a “Boogie Nights” il contesto è assolutamente diverso. Mentre nel film di Paul Thomas Anderson si trattava il tema dei films hard-core di serie B, quelli destinati al circuito a luci rosse se non addirittura al mercato Home Video, nella pellicola di Danny De Vito è la cinematografia più seria ed impegnata che vorrebbe sdoganare l’hard e portarlo ad un livello artistico al pari degli altri generi e quindi sarebbe logico pensare che questa seconda pellicola venga accolta con maggior simpatia da una platea sempre avida di novità e di eccessi. Ma mentre i protagonisti di Boogie Night riuscivano con la loro naturalezza ad accattivarsi le simpatie del pubblico quelli di BLUE MOVIE con i loro eccessi ingigantiti fino all’esasperazione lasciano il fondato sospetto di un’operazione volutamente troppo sopra le righe che non portano il pubblico a parteggiare per la sua riuscita finale e l’unica pecca di BLUE MOVIE, film che se non vogliamo definire apertamente porno potremmo eufemisticamente definire come “fortemente erotico”, è che per assurdo finisce a lungo andare con l’apparire come una pellicola un po’ freddina e fine a sé stessa. Certamente gli eccessi sono voluti e necessari per la buona riuscita del film ma forse un leggero ammorbidimento ed un po’ più di umanità avrebbe potuto giocare a favore dei protagonisti di questo bellissimo film. Locandina anonima. Share: 84% |

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