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Le arti

 

Tempio della Concordia
di Paestum,
colonia di Sibari

 

La magnificenza delle cittÓ.

Lo splendore delle cittÓ, che da Agrigento, risalendo fino a Paestum, si presentavano dotate di imponenti edifici, templi maestosi, teatri e terme di squisita fattura.
Crotone, cittÓ leader della Magna Grecia, esempio di metropoli razionale, caratterizzata dalla presenza d'istituti culturali.
A Capo Lacinio la solitaria colonna superstite del tempio nazionale della Magna Grecia, sfuggita allo spoglio degli elementi architettonici, che per la loro eccezionale bellezza, furono smantellate su ordine di Quinto Fulvio Flacco e trasportate in Roma per abbellire il tempio della Dea Fortuna, in Campo Marzio.
Le cittÓ della Magna Grecia costruite secondo criteri urbanistici e razionali, come si pu˛ vedere dal confronto tra l'impianto dell'antica Pompei, di concezione romana, con le sue strade anguste e tortuose e quello di Paestum, antica colonia di Sibari, che ancora oggi presenta, nella sua magnificenza e sontuositÓ, ampiezza e razionalitÓ di vedute.
Le cittÓ rigorosamente chiuse e turrite, secondo un criterio costantemente seguito fino all'etÓ moderna, non sono di ispirazione magnogreca, le quali, invece, presentavano una conformazione aperta, disposta all'accoglienza, senza soluzione di continuitÓ tra l'abitato e la campagna circostante.
Alla loro difesa non erano previste mura di cinta, ma si riteneva fosse bastevole la presenza dell'Acropoli, posta al centro della cittÓ.
Quando il console romano, Marcello,ebbe ragione della resistenza di Siracusa e si accinse ad occuparla per distruggerla, ammirandone per l'ultima volta da un altura la grandezza e la bellezza, ebbe una strana sensazione di compassione, rendendosi conto che stava per radere al suolo la cittÓ pi¨ splendida della terra.

 

Le Arti Belle.

Le arti belle hanno segnato un grado di perfezione, mai pi¨ raggiunto, sia nella pittura, con i dipinti di Zeusi, nativo di Eraclea, il pi¨ grande pittore dell'antichitÓ, che nella scultura per la notorietÓ della bronzistica di Reggio.
A tale scuola si fanno risalire le statue dei Bronzi di Riace, emerse dalle acque dello Ionio, il mare classico dell'antichitÓ. 
Gli argomenti che portano all'ipotesi della fatturazione locale dei due capolavori.
Zeusi fu considerato superiore a tutti i pittori che lo avevano preceduto; nÚ vi f¨ poi chi fosse riuscito, in seguito, a superarlo. 

Maiolica di Luca della Robbia.
Pitagora ricava le regole della musica dalla tonalitÓ dei colpi sull'incudine di un fabbro.

La Musica.

Le regole musicali scoperte da Pitagora, un giorno che passava davanti la bottega di un fabbro.
Il ritmo musicale che presiede all'andamento della vita.
Valore numerico espresso dalle composizioni musicali.

Incedere di una donna di Sibari elegantemente vestita.
Terracotta - circa 100 anni A.C.

La Moda.

Corre per il mondo la fama delle donne sibarite per il gusto raffinato del bel vivere e l'eleganza del vestire , al cui modello volentieri si ispirava anche il comportamento delle matrone romane.

 

L'arte del bel dire.

Reggio primeggia alle competizioni olimpiche nella gare oratorie.
Taranto presenta i suoi titoli di nobiltÓ.
Archita maestro di filosofia pitagorica, uný l'attivitÓ speculativa alla vita operosa: fu allo stesso tempo, filosofo, astronomo, matematico, statista, meccanico, musico, uomo di stato, stratega, grande oratore, in una societÓ in cui l'arte del bel parlare era una dote personale, indispensabile per accedere alla cosa pubblica, non un semplice ornamento della persona.
I tarantini espulsero dal teatro Postumio, ambasciatore romano, quando si sono accorti che non sapeva esprimersi con tutta l'eleganza del dire, che il greco idioma comporta.

 

SensibilitÓ artistica e morale di una cittÓ

Reggio andava famosa per la presenza di tante statue, autentici capolavori, esposte lungo le strade a diletto estetico dei cittadini, in omaggio al principio della fruizione pubblica delle opere d'arte.
Alla morte di Anassila, signore di Reggio, un esempio di buon governo.
A Reggio si praticava il giorno del digiuno per solidarietÓ con le altre cittÓ della Magna Grecia.