Autore: W.S. Maugham

Titolo: Il Mago

Titolo originale: The Magician

Casa Editrice: Newton Compton

Anno: 1908

 

 

 

 

Questo libro l’ho scelto quando in una grigia mattinata qualunque passeggiavo per gli scaffali di una libreria e come un faro “Il Mago” mi attirò a lui.
Non mi piace leggere tutta la trama di un libro perché se è fatta male (e spesso è così) ti porta via quasi metà libro e a me ciò non va, quindi in genere leggiucchio in fretta qua e la sul retro del libro per capire di cosa si tratta. Leggendo che questo libro scritto da Maugham è nato dall’ispirazione che l’autore ha avuto dopo aver conosciuto Aleister Crowley la voglia di leggerlo tutto d’un fiato e stata esagerata, e così è stato.
Per chi non lo sapesse Crowley è considerato uno fra i più grandi occultisti del XX secolo. Essendo appassionato di tali tematiche (prima o poi lo finirò di leggere Magick ahh si, prima o poi….), nonché appassionato di metal dove per alcuni gruppi la filosofia Crowleiana imperversa, è chiaro il perché di come questo romanzo mi abbia attratto fin dal principio.
Questo romanzo, dato alle stampe nel 1908 è il precursore nel suo genere (letteratura orrorifica). Come lo è stato “Dracula” di Bram Stoker e lo sarà poi e con più successo (giustamente direi) “Lo strano caso di Charles Dexter Ward” di H.P. Lovecraft.
In questo romanzo Maugham esplora i misteri della mente, della magia, della suggestione, di come alcune persone col carisma possano far pendere l’ago delle decisioni altrui da una parte o dall’altra.
Un buon romanzo che però a mio avviso sente il peso dell’età. Non cattura e avvince il lettore fino in fondo, non riesce a infierire sulla sua psiche, è come se una voce atona e poco incisiva raccontasse dei fatti con un pizzico di verità scientifica (Maugham è un medico), con inserti di storie esotiche; tutto questo è bello, piacevole ma fa mancare quel qualcosa in più che una ventina d'anni dopo saranno ben presenti in Lovecraft.


 

Mimi Parent, Senza Titolo (1953)

Magno