Autore: Wilbur Smith

Titolo: L'Uccello del Sole

Titolo originale: The Sunbird

Casa Editrice: Longanesi & C.

Anno: 1972

 

 

 

 

Quello che potrebbe essere scambiato dalla maggior parte delle persone come un comunissimo libro di avventura scritto dall'ormai celebre scrittore africano in realtà per me è un libro sopraffino di storia, avventura e ideologie.
Innanzitutto particolare com'è strutturato il libro in quanto possiamo benissimo parlare di due libri in uno.
Infatti metà libro parla del presente e l'altra metà del passato. Metà libro parla della scoperta della "Città della Luna" e delle avventure nell'Africa meridionale al tempo presente mentre nella meravigliosa seconda parte è spiegata la nascita, l'espansione e la caduta del Regno di Opet.
Mi ha emozionato tantissimo questa seconda parte, per la descrizione dell'economia, del modo di vivere delle idee e delle tattiche di guerra di quel tempo così lontano ma anche così vicino per gli interrogativi, i tradimenti e le gerarchie di quella società antica che ricalca quasi interamente la stessa linea di vita della società moderna (o presunta tale).
All'inzio pensavo di trovarmi di fronte ad una stesura ancor primitiva di ciò che poi sarebbe scaturito nel "Settimo Papiro" invece col macinare delle pagine una sensazione di coinvolgimento nella vita dell'archeologo Benjamin Kazin prima e di Huy Ben-Amon poi diventa sempre maggiore ed è questo che ti fa voltare una pagina dopo l'altra freneticamente.
Sorprese, avventure, cacce grosse, misticismo, amore, magia tutto questo in circa cinquecento pagine.
Forti le analogie fra quello che chiamo il primo libro (i nostri giorni) e il secondo (l'antichità).
Analogie dettate dalla deformità dell'archeologo Ben Kazin e del gransacerdote di Opet Huy Ben-Amon, dal loro coraggio, dalla loro onestà e lealtà, dalla loro ricerca di un amore che vada al di la del lato estetico, dal conflitto con gli dei e dalle doti artistiche elevate in entrambi.
Ma non solo loro: anche il magnate e padrone della fondazione che finanzia le ricerche archeologiche Louren Sturvesant e grande amico di Ben Kazin è da accostare al re di Opet Lannon Hycanus legatissimo al Sacerdote Huy.
E poi il cattivo della situazione: il gigante nero anch'egli deforme ai piedi: Timothy Mageba capo dei ribelli africani; Manatassi re di un popolo ai confini dell'impero di Opet.
Ma si potrebbe continuare con l'amore che travolgerà Sally e quello della sacerdotessa Tanith e che dire del piccolo boscimano Xhai?
Passato e presente avvinghiati insieme, ci sono molto più che semplici analogie, c'è la continuità della storia.
Alla fine vi verrà voglia di rileggere la parte moderna per raccogliere le sottigliezze che vi saranno sfuggite e per apprezzare di più la parte antica.
Il passato e il presente uniti in cerchio senza capire dove inizia l'uno e dove finisce l'altro: sarà mica la splendida ruota della vita?


Magno