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Quello che
potrebbe essere scambiato dalla maggior parte delle persone come un
comunissimo libro di avventura scritto dall'ormai celebre scrittore
africano in realtà per me è un libro sopraffino di storia, avventura e
ideologie.
Innanzitutto particolare com'è strutturato il libro in quanto possiamo
benissimo parlare di due libri in uno.
Infatti metà libro parla del presente e l'altra metà del passato. Metà
libro parla della scoperta della "Città della Luna" e delle avventure
nell'Africa meridionale al tempo presente mentre nella meravigliosa
seconda parte è spiegata la nascita, l'espansione e la caduta del Regno di
Opet.
Mi ha emozionato tantissimo questa seconda parte, per la descrizione
dell'economia, del modo di vivere delle idee e delle tattiche di guerra di
quel tempo così lontano ma anche così vicino per gli interrogativi, i
tradimenti e le gerarchie di quella società antica che ricalca quasi
interamente la stessa linea di vita della società m oderna
(o presunta tale).
All'inzio pensavo di trovarmi di fronte ad una stesura ancor primitiva di
ciò che poi sarebbe scaturito nel "Settimo Papiro" invece col macinare
delle pagine una sensazione di coinvolgimento nella vita dell'archeologo
Benjamin Kazin prima e di Huy Ben-Amon poi diventa sempre maggiore ed è
questo che ti fa voltare una pagina dopo l'altra freneticamente.
Sorprese, avventure, cacce grosse, misticismo, amore, magia tutto questo
in circa cinquecento pagine.
Forti le analogie fra quello che chiamo il primo libro (i nostri giorni) e
il secondo (l'antichità).
Analogie dettate dalla deformità dell'archeologo Ben Kazin e del
gransacerdote di Opet Huy Ben-Amon, dal loro coraggio, dalla loro onestà e
lealtà, dalla loro ricerca di un amore che vada al di la del lato
estetico, dal conflitto con gli dei e dalle doti artistiche elevate in
entrambi.
Ma non solo loro: anche il magnate e padrone della fondazione che finanzia
le ricerche archeologiche Louren Sturvesant e grande amico di Ben Kazin è
da accostare al re di Opet Lannon Hycanus legatissimo al Sacerdote Huy.
E poi il cattivo della situazione: il gigante nero anch'egli deforme ai
piedi: Timothy Mageba capo dei ribelli africani; Manatassi re di un popolo
ai confini dell'impero di Opet.
Ma si potrebbe continuare con l'amore che travolgerà Sally e quello della
sacerdotessa Tanith e che dire del piccolo boscimano Xhai?
Passato e presente avvinghiati insieme, ci sono molto più che semplici
analogie, c'è la continuità della storia.
Alla fine vi verrà voglia di rileggere la parte moderna per raccogliere le
sottigliezze che vi saranno sfuggite e per apprezzare di più la parte
antica.
Il passato e il presente uniti in cerchio senza capire dove inizia l'uno e
dove finisce l'altro: sarà mica la splendida ruota della vita?
Magno |