Questa è l a storia che si nasconde dietro alle parole, dietro alle musiche, del nostro primo Cd. M. ne è protagonista, ma, iniziale senza denfinizione, altrò non è che simulacro delle nostre sensazioni, di noi stessi; e le sue storie sono le nostre storie. BUONA LETTURA!

Lamore, forza che può plasmare il mondo, finisce. La persona più cara a M. muore.
Il silenzio è lunica cosa rimastagli, una prigione dovatta che assorbe i suoni lasciandolo solo a chiedersi quanto tempo è stato sprecato dietro a sogni che non savvereranno mai. Dietro a falsità infruttuose. Quante parole non dette non saranno mai sentite? La sottile apatia o forse incredulità iniziale viene sostituita da un dolore profondo.
E qualcosa che rivolta le viscere, è fuoco che non brucia ma consuma, un senso di nausea continuo. E linferno personale di M. che ora porta su di se colpe che non gli appartengono pur di giustificare una perdita tanto inaspettata.
Ma non basta, lautocommiserazione non basta a tarpare tutto il dolore che prova. Manca qualcosa, manca qualcosa alla sua anima.
Si perde così in se stesso, nella sua pazzia figlia di un violento dolore psicologico.
In un attimo di lucidità. In uno di quei pochi istanti di tregua che il "male" gli concede cerca conforto nelle persone amiche.Cerca un viso sincero, parole vere cui aggrapparsi, certezze che non lo lascino cadere.
Altro non trova che un muro dindifferenza; maschere senza espressione, trasfigurazione di volti che credeva di conoscere. Parole private di vita. Una folla insignificante di maschere e brusio di voci senza senso.
E la goccia che farà traboccare il vaso. Privo di appigli utili con la realtà che lo circonda ci si distacca completamente. Diventa autistico.
Il mondo di M. è ora nientaltro che se stesso.
Perso nel buio privo di forma della sua anima vaga senza meta.
Una voce di donna, un corpo oscenamente sensuale, due occhi luminosi, attirano la sua attenzione.
E la morte, sposa ultima, puttana ed infedele, di ognuno di noi.
La sua bellezza è folgorante, M. ne è enormemente attratto. Essa è essenza di tutti i suoi desideri, è qualsiasi cosa lui voglia che sia, ma soprattutto è la fine di tutto il dolore che prova.
Proprio quando sta per accettare linvito viene investito da unonda di colori che lo sommerge. Ogni colore, ogni pagina di quella tempesta di sabbia, ha un profumo, una sensazione tattile, una storia.
Sono pagine di vita vissuta; M. le conosce bene: sono le sue.
Una voce illustra il percorso è calda, è un insieme di colori vorticanti che formano una figura femminile. E la sua memoria.
Ogni pagina è unoasi in cui fermarsi: un viso, un bacio, carezze, pianti, voci, tristezze forse, ma vive. M. non si accorge, nascosto dal colore, della strada che percorre.
Ora il paesaggio è scuro. La nebbia, densa, forse nuvola, avvolge ogni cosa.
Davanti a se un albero dai rami canuti, grigio, con una maschera a nascondere un volto, indica lunica strada percorribile.
La maschera è bianca, cela completamente il viso dellessere, ma M. riconosce se stesso vecchio e morente vittima della sua stessa voglia di oblio.
Forse vale la pena cercare, forse qualcosa esiste la nebbia scompare, il terreno lascia il posto alle onde di un mare sconfinato.
M. non lo contrasta, assorbe con forza il fluido e si lascia trasportare verso nuove profondità.
Il mare è ampio ed infinito, M. non lo vede, lo sa e basta.
Lambiente e quieto ma loscurità impedisce di vedere. La fatica si fa sentire sempre più ma M. continua il suo viaggio; ha bisogno di trovare qualcosa, la fine di se stesso.
Lo attende una brutta sorpresa. Il fondo, le fondamenta di sabbia colorata che sperava di trovare, altro non sono che una distesa infinita di niente, di estrema, vacua, oscurità.
Questo è quello che è: niente di niente.
Assolutamente inerme non può far altro che fissare quellabisso privo di consistenza.
Una voce scioglierà limprovvisa apatia. Una bellissima sirena velata dazzurro lo spingerà in superficie cancellandone il torpore.
Non parla ma M. sente distintamente le sue parole.
Molte persone ti osservano, molte anime credono in te-
M. riprende il suo cammino verso lesterno.
Ora è in superficie. Il mare sconfinato che solo fino a poco tempo prima lo ghermiva adesso lo circonda.
Certo soffre ancora molto, e con la sua donna ha perso una parte di se ma vale veramente la pena barattare tutto quello che è stato e che potrebbe essere con loblio eterno?
Non si sa dare risposta.
Riprende a muoversi. Nuota alla ricerca della fine di quellimmenso oceano.
Una luce lo guida verso terra, un arcobaleno luminosissimo traccia la strada.
Approda in un bosco. Cè un sentiero, una strada con impronte, una strada formata dimpronte: qualcuno ha già percorso quello stesso tragitto.
Sincammina svelto, rinfrancato, senza mai deviare da quellinaspettato sentiero. Il bosco costeggia la strada senza mai interromperla, molti sono
i bivi e qualche volta, in lontananza, s' intravedono visi indefiniti.
M. osserva le sue impronte, non combaciano con quelle che hanno tracciato il percorso.
E questo che realmente vuole? Seguire strade già percorse, sicure, senza pericolo certo ma anche senza sorprese?
No. Non è questo che vuole. Senza pensare oltre lascia il sentiero e simmerge nel bosco.
Poca luce filtra attraverso i rami ma è quanto basta perché M. riesca ad andare avanti.
Adesso è egli stesso costruttore del suo percorso. Non più vittima di vita ma vita.
Il paesaggio diventa sempre più vivido, colorato. M. vede il cielo.
Si sente libero, leggero, vivo.
I suoni sono reali, quasi palpabili.
M., che ha conosciuto il silenzio estremo, il vuoto imperturbabile dello spazio, la cecità, assorbe con forza quei suoni e quei colori.
Adesso sa. Conosce se stesso e la radice solida del mondo.
Cè una porta senza porta davanti a se. La consistenza è liquida.
M. lattraverserà e sarà come rinascere, padre e figlio allo stesso tempo.
Adesso è vivo. Adesso e pronto ad esser restituito alla vita.
M. si risveglia.
E sveglio, cosciente come non lo è mai stato.
Si sente vero. Particella infinitesimale delluniverso certo, ma pur sempre parte fondamentale di esso.
Il dolore è scomparso per lasciar posto al ricordo di un amore.
Unaltra ragazza appare ad M..
E bellissima, i capelli scuri, gli occhi verde smeraldo luminosissimi, veri.
Per un attimo i suoni tacciono, non scompaiono, è un gesto di rispetto.
La stanza è luce, non ha più pareti.
M. la riconosce come lei ha riconosciuto lui. E sua madre, sua figlia, la sua amante: la vita.
Lo bacia come per dargli il benvenuto.
E in tutto quel silenzio M. può sentir chiaramente limmensità di suoni che travolgono il suo cuore.
Jeriko & Maldarte