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veduta del lago di Martignano
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il lago di Martignano visto dal centroL'Ambiente e la Natura
Il lago di Martignano si potrebbe definire come il fratello minore di Bracciano, è di origine vulcanica con la tipica forma circolare di questo genere di laghi; misura una superficie di 2,4 Kmq ed arriva ad una profondità di 54 metri. Il lago ospita numerose specie animali tra cui anatre, trampolieri , rapaci e numerosi pesci, oltre a cinghiali, volpi, donnole, lepri, istrici e tassi .
La vegetazione nel lago e lungo le sponde è particolarmente ricca e varia. Tra le varie piante ricordiamo l'alloro, il corbezzolo, l'olmo ma anche piante aromatiche. Il terreno vulcanico favorisce la presenza della quercia e l'umidità quella del salice. Caratteristica particolare della zona di Martignano è la grande abbondanza della ginestra che spicca nel suo giallo intenso durante la fioritura primaverile.

Queste caratteristiche rendono il lago di Martignano un ambiente unico, ma è necessario ricordarsi che il lago è come un bicchiere d'acqua, solo più grande. Se l'acqua si sporca o finisce, bisogna cambiarla e se a cambiarla ci deve pensare la natura, dobbiamo rispettare i suoi tempi, che sono lunghi.
Al lago di Martignano non bastano due secoli per rigenerare le sue acque, per questo è necessario che tutti coloro che si avvicinano a questa zona ne facciano un uso corretto e rispettoso.



La Storia
resti dell'antico casaleL'area di Martignano fu frequentata dall'uomo sin dai tempi più remoti come indicano i resti di un villaggio di palafitte rinvenuti nella zona Nord-Orientale a circa 3 mt di profondità.
I romani chiamavano il lago di Martignano, "Alsietinus" e ne convogliarono le acque a Roma per volontà dell'imperatore Augusto nel 2a.C. I successori di Augusto cercarono di incrementare le acque dell'acquedotto attingendo a nuove fonti e principalmente dalle acque del lago di Bracciano. L'effettivo incremento si ebbe poi con papa Paolo V da cui poi l'impianto prese il nome: Acqua Paola.

Con la fine dell'Impero Romano (476 d.C.) non si hanno più notizie della zona e solamente dal 800 d.C. l'area comincia a ripopolarsi e si torna a parlare di Martignanum (da un possessore di nome Martinus). Nel XII secolo furono costruiti a Martignano un castello e un piccolo borgo, di proprietà della famiglia Curtabraga e dei Normanni. I resti dell'abitato medievale di Martignano consistono nel casale diroccato situato in prossimità del centro ippico che riutilizza, nelle pareti, materiali più antichi. Successivamente la zona si spopolò per la peste e le continue lotte tra le famiglie feudali per arrivare sostanzialmente intatta fino ai nostri giorni.

Nel 1828 la Presidenza delle Acque e delle Strade, per sopperire alla deficienza dell'acquedotto Paolo, aprì un traforo di comunicazione tra il lago di Martignano, quello di Bracciano ed una diramazione con quello di Stracciacappa. Ciò determinò il definitivo prosciugamento dell'alveo paludoso di Stracciacappa e fece abbassare il livello del lago di Martignano di circa 12 metri.

 
 
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