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Quando venne la  pienezza del tempo. Dio mandò Suo Figlio, nato da donna nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perchè ricevessero l'adozione di figli.

S. Paolo ( Gal 4,4)

Maria Stella del mattino

 

 

 

 

 

"Cari figli, questo tempo sia per voi il tempo della preghiera personale affinché nei vostri cuori cresca il seme della fede e che cresca nella gioiosa testimonianza agli altri. Io sono con voi e vi voglio esortare tutti: crescete e rallegratevi nel Signore che vi ha creati. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

 

La madre dice ai servi:

«Fate quello che vi dirà».

Giovanni 2,5

sito cattolico mariano

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A breve saranno disponibili tutte le funzionalità

 
 

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Che cosa strana!

Noi cor-

riamo dietro ai medi-

ci che sono mortali

come noi, e dimentichiamo Dio

che è l'eterno

onnipotente medico!

Gandhi

 

Ovunque imperversa-

no i telefonini. E' il

sintomo del bisogno

che abbiamo di

comunicare. Per fortuna c'è uno con cui posso

sempre sfogarmi...

 

fino ad urlare!

Ho Te,

 mio Signore!

Pino Pellegrino

 

 

 

 

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L'anima nostra ha certo bisogno di venir illuminata dalle verità della fede, ma in un secolo di miscredenza come questo, anche i cuori hanno bisogno di essere mossi. Appena si ammorbidiscono un poco, l'influenza della Vergine Maria ci penetra sempre più profondamente, come se fosse stata rimossa una barriera. La sua umiltà, la sua purezza, la sua delicatezza si svelano subito e prendono possesso dell'anima; sembra che Dio le abbia dato

il diritto materno di formare i suoi figli a propria somiglianza, purchè essi abbiano la volontà di riceverla. E' da notare che i Santi furono non solamente devoti alla Madre di Cristo, ma crebbero in questa devozione a mano a mano che cresceva la loro santità, e che il loro amore per Maria andava di pari passo, per così dire, con l'amore per il Figlio.

Il mondo ha bisogno di voi

Il mondo ha bisogno di voi per cambiare, per ribaltare la logica corrente che è logica di violenza, di guerra, di dominio, di sopraffazione.
Il mondo ha bisogno di giovani critici.
Vedete! Gesù Cristo ha disarmato per sempre gli eserciti quando ha detto: "Rimetti la spada nel fodero, perché chi di spada ferisce, di spada perisce". Ma noi cristiani non siamo stati capaci di fare entrare nelle coscienze questo insegnamento di Gesù.
Diventate voi la coscienza critica del mondo. Diventate sovversivi.
Non fidatevi dei cristiani "autentici" che non incidono la crosta della civiltà.
Fidatevi dei cristiani "autentici sovversivi" come San Francesco d'Assisi che ai soldati schierati per le crociate sconsigliava di partire.
Il cristiano autentico è sempre un sovversivo; uno che va controcorrente non per posa ma perché sa che il vangelo non è omologabile alla mentalità corrente.
E verranno i tempi in cui non ci saranno più né spade e né lance, né Tornado e né aviogetti, né missili e né antimissili. Verranno quei tempi. E non saremo più allucinati da questi spettacoli di morte!
Non so se li ricordate, se li avete letti in qualche vostra antologia quei versi di Neruda in cui egli si chiede cosa sia la vita. Tunnel oscuro - dice - tra due vaghe chiarità o nastro d'argento su due abissi d'oscurità? …Perché la vita non può essere un nastro d'argento tra due vaghe chiarità, tra due splendori?
Non potrebbe essere così la vostra vita?
Vi auguro davvero che voi la vita possiate interpretarla in questo modo bellissimo.
don Tonino Bello
(tratto da "Senza misuRA")

 

 

 

 

 

L'Eucarestia sparge nel nostro corpo e nel nostro sangue il seme

della sua resurrezione...L'Eucarestia è la legge della contemplazione...

Fernando Rielo

”Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva (…).Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà(…).Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

Don Tonino Bello

Il Beato amerà con una intensità inconcepibile

perchè sarà Dio stesso a dargli quella potenza indefinibile di amare...

L'amore in terra si nutre di sacrifici,

in Paradiso invece si nutre di dolcezze.

Don Pietro Santangelo

Sono padrone di tutto e non possiedo nulla: ho niente e sono il più ricco perché nessuno ama le creature e le possiede come colui che le ama e le possiede unicamente per il Signore.

Don Primo Mazzolari

 

Dio ci sta cercando per farci sempre più felici come Egli Dio è felice e fa felici. .

Sant'Agostino

 

 

 

 

Mi domandi se sono allegro? E come potrei non esserlo? Finchè Cristo mi dà forza, sarò sempre allegro.

Pier Giorgio Frassati

 

 

 

 

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Sii con Dio come l'uccello che sente tremare il ramo,e continua a cinguettare perchè sa di avere le ali. San Giovanni Bosco

Il cristianesimo non esalta per se stessi nè il dolore, nè l'infermità, nè la morte... Essi

sono via, non traguardo; sono mezzo, non fine.

Non è il Venerdì Santo la pagina conclusiva della  storia della salvezza, ma la Pasqua di resurrezione.

 

Card. Giacomo Biffi.

 

 

 

 

 
Un cuore soltanto in apparenza silenzioso
 
Che rapporto c'è fra eucarestia e silenzio? Mi sembra evidente: l'eucarestia non parla, apparentemente. L'eucarestia ci insegna che il cuore del mondo è una Presenza di fronte alla quale dobbiamo metterci in ascolto. Una Presenza reale, ma per i più invisibile; per i più quel pezzetto di pane non dice niente.
Il cuore del mondo è dunque una cosa banale - un pezzo di pane - il cuore del mondo è una banalità impregnata di Mistero, rivelatrice del Mistero. Se ci mettiamo in ascolto o se ci mettiamo a guardare -  non semplicemente con gli occhi del corpo, anche se è da qui che si parte - l'eucarestia diventa una grande scuola. La più grande scuola del Mistero che esista.
Massimo Camisasca - La Luce e Il Silenzio - Fogli di diario sull'Eucarestia - ed. Rubbettino
 

Suor Consolata Betrone

 

Gesù parla anche qui per tutte le anime.

E’ dunque sommamente importante che i fedeli siano ben illuminati su questo punto. Perché temere di parlar loro di santità, o perché dal distoglierli aspirare alla santità, se essa è un preciso dovere di ogni cristiano? L’importante è farsi un giusto concetto della santità stessa, sia per non errare nella pratica e poco o nulla concludere, credendo di far molto; sia per non lasciarsi allontanare da così nobile impegno, a motivo della propria meschinità o debolezza.

E’ un errore – e lo dichiara espressamente Gesù a suor Consolata, come abbiam visto – parlando di santità o di Santi, far cadere l’accento sui doni straordinari o grazie gratis datae; ed è pure un errore farlo cadere sulle penitenze straordinarie, sulle austerità, ecc.: quasi che il primo e grande comandamento della Legge, e quindi il primo e grande dovere del cristiano, non sia l’amore di Dio e del prossimo, ma la macerazione del proprio corpo.

Non bisogna travisare il Vangelo né ridurre o abbassare i Santi del cristianesimo quasi al livello di una setta di flagellanti, non ponendo nel dovuto rilievo quella interiorità – unione con Dio: amore – da cui tutte le opere e tutte ancora le virtù traggono vita, valore e perfezione. E neppure il Vangelo è un Messaggio di tristezza, bensì di gioia, dal lieto annunzio degli Angeli a Betlemme, a quello trionfante degli Angeli presso il sepolcro vuoto di Gesù. E chi può affermare che Gesù abbia vietato ai suoi discepoli di usare delle pure e caste gioie della vita, quando è il suo amore che le semina, intrecciate al dolore, sul nostro cammino? E non è pure lo stesso sacrificio quotidiano trasfigurato dalla luce della speranza cristiana? Già in questo Messaggio abbiamo trovato parecchi accenni al riguardo; ne riporteremo alcuni altri.

Un giorno suor Consolata, colpita da influenza maligna, si appoggiò al banco stando in Coro, poi ancora sedette, (cosa che mai faceva per spirito di mortificazione). In seguito però ne sentì un po’ di pena e ne chiese perdono a Gesù. E Gesù a lei: Sta in pace, non farmi severo, Consolata! Gesù, che al Padre tuo S. Francesco mandava il corvo a svegliarlo più tardi il mattino, unicamente perché la notte aveva dormito meno, può anche permettere a una sua creatura di appoggiarsi, di sedersi in Coro, perché hai… l’influenza! Hai capito che Gesù è la bontà, la misericordia, l’indulgenza?

Suor Consolata era attaccatissima alla vita comune in tutto, anche nel vitto; rinunziava perciò volentieri e di proposito a ciò che la Comunità era solita passare alle più deboli, e a questa regola mai avrebbe voluto derogare, neppure nei giorni di prostrazione fisica o d’infermità. Ora ecco la bella lezione di Gesù (24 settembre 1936).

Consolata, ricordati che sono buono, non mi trasfigurare. Vedi: la santità il mondo ama figurarla con immagini tutte di austerità, flagelli, catenelle…

No, non è così. Se il sacrificio, se la penitenza entra a far parte della vita di un Santo, non ne è poi tutta la vita.

Il Santo, ossia l’anima che si dà generosamente a Me, è l’essere più felice della terra, perché Io sono buono, esclusivamente buono.

Quindi nelle tue necessità non mi trasfigurare, pensa che Gesù è sempre buono, che per te è e sarà, sino all’ultimo tuo respiro, la tenerezza materna.

Se amo la fedeltà alle tue promesse, amor ancora la tua confidenza nella mia materna bontà e, quando ne sentirai vero bisogno, sarò felice che tu faccia eccezioni.

Ricordalo, non dimenticarlo mai: Gesù è buono; non mi trasfigurare![43]

Questa santità sta essenzialmente nell’amore: come quello che unisce l’anima alla sorgente di ogni santità, che è Gesù Cristo. Quindi, mentre non da tutti Egli esige gli stessi sacrifici o nella stessa misura, da tutti invece vuole essere amato; non solo, ma essere amato con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, con tutta la forza. Di questo amore così totale ne ha fatto un preciso comandamento per tutti, compendio di tutta la Legge. Quando perciò un’anima gli dà questo tutto, è santa e lo è nella misura che lo ama così totalmente (Cf. Mc 12, 34). Ma ciò non si può attuare senza rinunciare a tutto (Lc 14, 33) quanto si oppone all’amore perfetto.

E’ quindi facile comprendere nel suo preciso significato la seguente lezione di Gesù a suor Consolata, nella quale si ribatte lo stesso concetto precedente (16 dicembre 1935):

Consolata, dì alle anime che preferisco un atto di amore e una Comunione di amore a qualunque altro dono che possono offrirmi. Sì, un atto di amore a una disciplina, perché ho sete di amore.

Povere anime! Per giungere a Me credono che sia necessaria una vita austera, penitente[44]. Vedi come mi trasfigurano! Mi fanno temibile, mentre Io sono solamente buono.

 

 

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