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Nato il 31 gennaio del 1921 a
Filadelfia in una famiglia di umili emigrati italiani,il padre
Antonio di Filignano nella provincia di Isernia, la mamma Maria
Lanza di Tocco da Casauria in provincia di Pescara in
Abruzzo; Mario Lanza (nome d'arte preso dalla madre, il suo nome
originale Alfredo Arnaldo) si dedicò, dopo i normali studi
scolastici, alle più svariate attività, mostrando soprattutto una
particolare attitudine per le discipline sportive.
Ma fu solo verso i diciannove anni che iniziò a dedicarsi al canto e
prese a seguire le lezioni di Irene Williams, la quale, entusiasta
delle sue non comuni doti vocali, volle farlo sentire al celebre
direttore d’orchestra Serge Koussevitzky.
Mario Lanza cantò in quell’occasione «Vesti la giubba», dai
Pagliacci, e Koussevitzky, restato sbalordito, pare esclamasse:
«Questa è davvero una voce eccezionale: devi venire con me nel
Berkshire». Con l’espressione “nel Berkshire” egli intendeva
alludere ai corsi di perfezionamento che si tenevano annualmente al
Festival di Tanglewood nel Massachussets, ove convenivano musicisti
e cantanti semiprofessionisti per studiare, perfezionarsi e
risposarsi insieme. Lanza si impegnò con serietà a migliorare e a
raffinare le sue doti naturali e poté così ben presto esordire nelle
Allegre Comari di Windsor di Nicolai riscuotendo unanimi consensi,
Il critico del New York Times, fra gli altri, lodò in particolar
modo « la superba potenza della sua voce ».
Scritturato, poco dopo il suo esordio, dalla RCA VICTOR, Lanza
dovette momentaneamente interrompere la sua carriera per assolvere
gli obblighi di leva e tuttavia, anche durante il servizio militare,
ebbe modo di esibirsi con successo in alcuni spettacoli organizzati
dalla aviazione americana: « On the Beam » e « Winged Victory ».
Andato in congedo all’inizio del 1945 e sposato pochi mesi dopo
Betty Hicks, Lanza si trasferì a New York, dove iniziò la sua
fortunata carriera sostituendo per un certo tempo, d’estate, Jan
Peerce nella trasmissione radiofonica «Celanese Hour» -
Contemporaneamente, grazie all’aiuto del ricco mecenate Sam Weiler,
continuò a perfezionare i propri mezzi vocali seguendo le lezioni
del celebre Enrico Rosati e del maestro Grant Garnell, ciò che gli
permise di lanciarsi in una fortunata serie di esibizioni e di
recitals, ottenendo un enorme successo in special modo al Grant Park
di Chicago.
Mario, ” come riferì in seguito la sorella della moglie “ era
celebre per la sua generosità, senza freni. Arrivò per il concerto
da New York, mentre Betty ( la moglie ), era già qui e abitava in
casa nostra. Il biglietto ferroviario di Lanza era già stato pagato
ed egli aveva in tasca cento dollari per le piccole spese che gli
sarebbero potute capitare in quel breve viaggio, ma era stato tanto
generoso nelle mance che, quando giunse a casa, non aveva in tasca
neppure il denaro sufficiente per il taxi. Nella sua prodigalità
rasentava la stravaganza.
Andava a prendere un giornale a tarda sera e dava all’edicolante
dieci dollari, ma, se era la sera di Natale, poteva dargliene anche
cento. Vi furono autisti di taxi che diventarono ricchi soltanto
parcheggiando la macchina di fronte a casa sua, in attesa del suo
arrivo”,
L’attività di Lanza andava frattanto facendosi sempre più frenetica,
ed egli si era anche impegnato, con il celebre produttore Louis B.
Mayer, ad apparire come interprete in una serie di film.
Lo stress nervoso al quale l’artista doveva sottoporsi cresceva cosi
di giorno in giorno e le sue capacità di padroneggiarlo potevano
cambiare di momento in momento.
Dopo l’esordio in «That Midnight Kiss», il suo successivo film fu «
The Toast of New Orleans » ( Il brindisi di Nuova Orleans ) del
1950, dove egli interpretava la celebre canzone « Be My Love ».
Sammy Cahn, che aveva scritto il brano in collaborazione con
Nicholas Brodzsky, fu sbalordito dalla “smagliante brillantezza di
quella voce, capace di scatenare l’inferno in chi l’ascoltava.
Ero convinto che Lanza possedesse nei suoi mezzi vocali la capacità
di passare dai registi più dolci a quelli più potenti”. E un
recensore aggiunse sul New York Times: “Mai avremmo creduto che si
potesse godere tanto ad ascoltare la straordinaria e dotatissima
voce tenorile di Mario Lanza”.
Lanza, che aveva fin dalla prima gioventù, una vera e propria
idolatria per Caruso, insistette caldamente perché il suo prossimo
film fosse basato sulla vita del suo idolo. « The Great Caruso » (
Il grande Caruso ) fu realizzato nel 1951 e diede la possibilità a
Lanza di cantare 1 5 arie solistiche del suo eroe prediletto, con
tale successo non solo da venir immediatamente soprannominato
“l’emulo di Caruso”, ma da raggiungere un vero e proprio boom nelle
vendite dei propri successi discografici.
Nel 1952 Lanza interpretò un nuovo film, « Because You ’re Mine » (
Da quando sei mia ).
A dire il vero non aveva simpatia per il soggetto e durante la
realizzazione del film fu preda di continui alti e bassi d’umore,
dando non pochi grattacapi ai produttori, con i quali aveva
frequenti dispute. Da allora in poi fu chiamato “il ragazzaccio
dell’industria cinematografica” per le sue intemperanze verbali.
Ancor oggi, a quarant’anni di distanza dalla sua morte avvenuta a
Roma il 7 ottobre del 1959 per un’embolia.
Mario Lanza continua ad essere letteralmente “venerato” da una
quantità innumerevole di fans entusiasti.
Sono inoltre sorti club «Mario Lanza» e siti internet , in parecchi
paesi, fra i quali: Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Ungheria,
Nuova Zelanda, Australia e perfino in Russia.
A Filadelfia poi il 7 ottobre è ufficialmente considerato come il
“giorno di Mario Lanza”. L’ascolto della sua voce procura sempre
agli appassionati un grande piacere e i suoi dischi sono tuttora fra
i best sellers del suo particolarissimo e indimenticabile
repertorio.
" articolo scritto da
Benito Vassura
tratto dal sito web
MARIOLANZA.INTERFREE.IT di Roberto Scandurra "
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