Cenni storici.

 Gavoi  fa parte della Barbagia di Ollolai, al centro della Sardegna, è situato a 777 s.l.m. e conta circa 3.100 abitanti. Ancora incerte le origini e il significato del toponimo Gavoi. Il paese è citato da diversi viaggiatori stranieri dell'ottocento e descritto, come gli altri centri della Sardegna, da Padre Vittorio del Casalis. "Questa terra, presentasi in bell'aspetto da certo punto per la disposizione delle case in luogo declive e per l'ornamento interno ed esterno d'una amenissima vegetazione nella primavera ed estate ... non posso tacere come né più di questo popolo vedansi cuori magnanimi e cortesi".

   La Chiesa di San Gavino ( XVI sec.) patrono del Paese, è di stile tardo gotico, ha una interessante torre campanaria alta 30 metri, un bel rosone gotico e all'interno un fonte battesimale in marmo con sormontato un tempietto ligneo poligonale con decorazioni ad intaglio del 1706; tra le opere lignee dell'epoca: il coro (castagno e noce) ed il pulpito barocco assieme a due confessionali in legno dorato e dipinto di epoca barocca, recentemente restaurate. Nella Chiesa di Sant'Antioco ( XV sec.) si possono osservare affreschi del 1701. Nella parte alta del paese vi è l'antica Chiesa di San Giovanni. Il centro storico è caratterizzato da costruzioni in granito rosa con i tetti rossi e i balconi in legno o ferro battuto che riversano sulle vie cascate di gerani in fiore.

Il territorio.

Il territorio ha una superficie di 3.150 ettari, di cui ben 2.113 sono ricoperti di boschi di leccio e roverella e altre specie arboree (castagni, agrifogli, noci, ciliegi). Assistiamo ad un continuo alternarsi di monti, colline e altopiani, destinati quasi sempre a l pascolo degli ovini e, in minor misura, accanto ai ruscelli, alla coltivazione degli ortaggi e ai frutteti. La parte meridionale è occupata quasi completamente dal LAGO DI GUSANA, un bacino artificiale che raccoglie quasi 60 milioni di metri cubi d'acqua e raggiunge una punta massima di profondità di circa 90 metri. Notevole la rilevanza naturalistica e paesaggistica del lago e delle vallate circostanti, che rappresentano una delle più significative attrattive turistiche della Barbagia: per gli sport sull'acqua (canoa, windsurf) e la pesca alla trota, persico e alla carpa, le escursioni a piedi e a cavallo, la raccolta dei funghi, la fotografia naturalistica, le strutture ricettive di qualità (alberghi, ristoranti, agriturismo). In tutto il territorio sono presenti diverse specie faunistiche di particolare interesse naturalistico: l'euprotto sardo (anfibio), il nibbio reale, il falco pellegrino, il corvo imperiale, il gatto selvatico, la martora e così via.

Strumenti musicali e folklore

A Gavoi si costruiscono e si suonano alcuni tra i più arcaici strumenti musicali presenti in Sardegna: "sos tumbarinos" di pelle di cane, capra e asino; zufoli di canna palustre; triangoli di ferro battuto. Con essi si accompagnano i balli tradizionali di Gavoi che coinvolgono tutta la comunità.

Gavoisentiero.jpg (107804 byte)

Le feste

Le feste più importanti sono:

il Carnevale: si inizia il Giovedì Grasso, giorno in cui si tiene "Sa sortilla 'e tumbarinos", il raduno dei tamburi costruiti interamente a mano;

la festa di Sa Itria: nel Santuario campestre omonimo, che si tiene l'ultima domenica di luglio, con corse di cavalli anglo-arabo sardi e manifestazioni equestri;

la festa di Sant' Antioco: quindici giorni dopo Pasqua, tre giorni di festa, processione a cavallo;

la festa di San Giovanni: 24 giugno, tre giorni di festa, processione a cavallo.

la Sagra paesana: "Ospitalità nel cuore della Barbagia" ad Ottobre.

Artigianato

Gavoi era rinomato in passato per la produzione di speroni e di morsi per i cavalli, per la produzione di coltelli, per la fabbricazione e commercializzazione dei tessuti di lana ad opera di venditori ambulanti a cavallo e con i carri, "sos zillonarjos". Secolare la tradizione degli argentieri e orafi che vendevano i propri manufatti e gioielli tradizionali in tutta l'isola. Una segnalazione particolare merita la collezione privata dell'artigiano Michele Pira: circa 400 pezzi che documentano i giochi e i giocattoli antichi e gli strumenti musicali della tradizione. Significativa e di qualità la produzione artigianale del pane barbaricino, dei dolci e del miele di corbezzolo.

Antichità.

La presenza dell'uomo è testimoniata sin dal neolitico ("Oddirolo", "Istoddoè", "Sa Itria"). Il territorio è ricchissimo di monumenti nuragici. Di particolare interesse gli insediamenti di quell'epoca attorno al Santuario di N.S. d'Itria, a 10 Km da Gavoi, nel cui recinto, chiuso dai "muristenes", svetta un'alto menhir, il villaggio nuragico di Soroeni, le domos de janas di Onai e di Istelathe, il dolmen e il nuraghe di Castrulongu, i menhirs di Fiola e di Dorthenì. Perfettamente conservato il nuraghe Talaikè. Attorno al lago artificiale di Gusana le numerose domos de janas di Iscrithola, Garìo, Gurrai. Ai confini con Ovodda, i menhirs di Perdas Fittas. Numerosi i resti di strade e ponti romani. Sommerso dal lago di Gusana è "Su ponte Vetzu", un ponte romano a quattro arcate ancora integro, la cui presenza sottolinea l'importanza strategica che i Romani attribuivano a questa valle. Il ritrovamento in agro di Gavoi di monete cartaginesi, testimonia rapporti commerciali e sociali tra le popolazioni sardo-puniche e quelle nuragiche. Di epoca medievale il Castel Corallo, nella zona di Miriddè, di cui rimangono solo poche tracce.

 

Il formaggio di Gavoi

Il fiore all'occhiello delle produzioni alimentari di Gavoi è il Formaggio Pecorino FIORE SARDO. I gavoesi sono i maggiori produttori di questo formaggio, espressione della più autentica tradizione sarda. Si produce secondo antiche e particolari tecniche di lavorazione artigianale: esclusivamente con latte intero di pecora, fresco, fatto coaugulare con fermenti naturali (caglio di agnello) alla temperatura di circa 34°. La pasta è modellata in particolari stampi di metallo, una volta in legno, che danno al formaggio la caratteristica forma. Messo in salamoia per circa 36-40 ore, viene sottoposto a leggera affumicatura per avviarne la stagionatura. La pezzatura media varia dai 3 ai 4 kg., ha pasta bianca o giallo-paglierino. E' un ottimo formaggio da tavola e da cucina se la stagionatura non supera i due-tre mesi. Stagionato oltre i 5 mesi è il re dei formaggi da grattuggia grazie al suo gusto piacevolmente piccante. E' l'unico formaggio ovino italiano prodotto con latte crudo. Si può conservare per mesi, per anni, nelle fresche cantine che abbiano sufficiente umidità ed una buona aerazione. Delizioso e profumato, viene conservato e tenuto fresco grazie ad amorevoli cure in cantine appositamente costruite. Prodotto nel rispetto delle norme comunitarie, e nel rispetto delle condizioni igienico sanitarie, grazie all'uso di nuove tecnologie e all'attenzione per la qualità dei pascoli e per la salute del bestiame, il FIORE SARDO conserva una varietà di gusti, di sapori e di aromi non riscontrabili nei formaggi prodotti con latte pastorizzato. A Gavoi ha sede il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Fiore Sardo che ha ottenuto dalla CEE il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) che facilita la conoscenza e la commercializzazione del prodotto.

Testi : Consorzio per la Pubblica lettura "S. Satta" Nuoro.

Associazione turistica Pro loco Gavoi.