Avete mai visto in TV un incontro di Thai Boxing, o di Savate ? Probabilmente no. Ma volete saperne di più, e allora si cerca su Internet qualche informazione in più, magari in italiano. E tra i diversi web site c'è anche questo.
Queste pagine sono dedicate alla diffusione di informazioni sulle Arti Marziali e sugli Sport da Combattimento in particolare. Chi le ha create non è un campione mondiale, non è una grande maestro né possiede palestre da pubblicizzare, tantomeno presiede federazioni. Ha solo una innata passione per quello che sono le Arti Marziali, in particolare quelle che hanno raggiunto l'occidentale maturità divenendo Sport da Combattimento. Da questa passione sportiva nasce il desiderio di costruire un luogo dove poter raccogliere informazioni sulle più importanti discipline da ring, quelle che l'autore per motivi contingenti conosce meglio, senza nulla togliere a quelle assenti. Un luogo di incontro e di scambio di opinioni, discussioni su tecniche e preparazione atletica, confronto tra le varie discipline e tra le federazioni che le supportano.
L'autore non è nemmeno un esperto web designer, quindi queste pagine oltre a non essere graficamente appaganti all'inizio saranno povere di strumenti. Si spera che con il tempo e l'esperienza si possano colmare queste lacune. Intanto segnalo il gruppo usenet italiano it.sport.arti-marziali , frequentatissimo, ed il gruppo rec.martial-arts , dove si scrive in inglese. Chi è pratico dei newsgroup ne capisce l'importanza, chi non lo è ...... meglio che lo diventi ;-)
Lo spazio libero per questo web site è tanto, per cui sarò lieto di pubblicare le vostre opinioni, critiche, consigli, foto, news e tutto quello che è pubblicabile (fisicamente, legalmente e moralmente a mio insindacabile e parzialissimo giudizio). Per cui contattatemi pure. In particolar modo se qualcuno se la sentisse di scrivere altre pagine, seguendo la falsariga di quelle già presenti, su discipline non ancora contemplate in questo spazio, non deve far altro che contattarmi via email.
Buona navigazione!
Cosa spinge l’uomo, evoluto, metropolitano, cibernetico a confrontarsi su un tappeto di gara con i suoi simili, scambiandosi colpi potenzialmente mortali ?
Non troverete la risposta ad un quesito così importante su queste pagine. Si presume che chi le legge abbia innato dentro di se il senso della sfida, la voglia di confrontarsi con gli altri e di spostare continuamente un po’ più in là i propri limiti, fisici e psicologici. Le arti marziali, gli sport da combattimento, sono le discipline che tutti riconoscono come tra le più formative del carattere. Chi sale su un ring sa che l’avversario approfitterà di ogni sua minima perdita di concentrazione, di ogni suo cedimento fisico. Chi sale su un ring sa che un colpo ricevuto potrebbe essere fatale, nonostante i regolamenti e le protezioni hanno, fortunatamente, allontanato questo rischio forse assurdo, ma che fa parte delle emozioni che l’essere umano sogna di provare, chi più e chi meno. C’è chi si butta da un ponte legato ad un elastico, chi si arrampica su strapiombi di roccia, chi corre in pista a 300 all’ora. Nessuno ambisce ad annientare l’avversario durante un combattimento: chi lo fa non ha inteso lo spirito che anima gli sport da combattimento. E’ invece innegabile che questi, come altri sport, possano rappresentare per molti giovani una via di uscita dalla povertà. Certo non è il caso dell’Italia, dove è difficile mantenersi semplicemente combattendo, a meno di essere un pugile mondiale con una nutrita scorta di sponsor al seguito, ma è una situazione comune in molti paesi dell’estremo oriente. In tutto ciò quello che non deve mai mancare è un profondo rispetto dell’avversario, qualsiasi sia la posta in gioco.
Su queste pagine non verrà in alcun modo descritta l'applicazione delle discipline descritte nella vita quotidiana, come difesa personale, per un motivo fondamentale: non sono adatte alla legislazione italiana.
In Italia vige un principio fondamentale sulla legittima difesa: l'aggredito dovrà adottare la minima difesa per non correre pericolo. Facciamo un banale esempio per essere chiari: se un malvivente minaccia di darmi un pugno per rapinarmi non posso sparargli alla testa. Oppure: se qualcuno mi da un pugno non posso fracassargli il cranio a colpi di mano e di piede. Potrò solo applicare la minima forza per impedire all'aggressore di procurare dei danni. Da questo si può facilmente intuire che le discipline più propense a diventare arma da difesa non sono quelle basate sulla percussione ma quelle basate sulla presa: Sambo, Judo, Shuai Jiao eccetera dove l'obiettivo è bloccare l'avversario piuttosto che colpirlo.
Non auguro a nessuno di trovarsi in una situazione di difficoltà ma se dovesse succedere, cerchiamo di avere il massimo autocontrollo, che si ottiene solo con gli anni di pratica, ma non dimentichiamoci la pelle più importante è sempre la nostra.