Dal rione san Pardo, imboccata via Colangiuli, una stradina incassata fra la roccia e i muri a secco, scende verso una lama comunemente chiamata Gravinella dove sono visibili una serie di cavitÓ grottali. Gradoni intagliati nella sponda tufacea conducono alla cripta evidenziata da una facciata in conci di tufo con linea a capanna, datata 1722, ed un piccolo campanile che fuoriesce dalla roccia.

Nell'interno un vestibolo dal quale si dipartono due aule divise da un diaframma roccioso nel quale nel corso di una delle tante ristrutturazioni della cripta, Ŕ stato operato un varco di comunicazione.

Sul fondo di ciascuna aula l'altare.

Architettonicamente povera conserva alcuni affreschi rovinati dall'umido della roccia e da pessimi restauri eseguiti nel XVII secolo.

Meta di pellegrinaggio la cripta ha conservato notorietÓ ed affezione di culto da parte del popolo materano sino ad una trentina di anni addietro.