La Madonna della Bruna

 

 

Intorno alla Madonna della Bruna il popolo materano ha costrutio, nel tempo, una delle legende più suggestive e delicate.

Si narra che un trainiere, tornando dai campi, scorse sul ciglio della strada una donna bellissima, vestita modestamente, che gli chiese di salire sul carro.La donna aggiunse che era molto stanca e che aveva fatto molto cammino a piedi. Il carrettiere restò perplesso di fronte alla richiesta, ma non osò rispondere con un rifiuto. La fece perciò salire. La pregò, tuttavia, di scendere nei pressi dell'antica chiesa di Piccianello, ad evitare che la moglie, gelosa, potesse vederla. Si racconta che, durante il viaggio, il trainiere scambiò poche parole con la donna e si sentì pervaso da una gioia immensa.

Presso la chiesa di Piccianello, la donna, prima di scendere dal traino, 

consegnò al carrettiere un foglietto, pregandolo di farlo recapitare al vescovo. Quindi sparì. Al suo posto apparve una statua.

Il povero trainiere, terrorizzato, abbandonò il carro ed i muli e si diresse correndo, verso la sede del Vescovo. Consegnò il biglietto, sul quale c'era l'invocazione della Madonna, la quale chiedeva di essere prelevata da tutto il Capitolo e dai nobili della città.

Il vescovo si mosse immediatamente e quando, insieme al Capitolo e alle autorità civili, arrivò sul luogo in cui  era il traino, con grossa meraviglia vide che il mezzo si era trasformato in un bellissimo carro trionfale, sul quale dominava la statua della Madonna. Il carro fu condotto verso la Cattedrale e, nella piazza antistante, gli si fecero fare tre giri, per sancire la presa di possesso della città da parte della Madonna.

Fu così che la Madonna della Bruna divenne il simbolo e la protettrice della città. Per ricordare l'episodio, i materani rinnovano ogni anno l'evento prodigioso, costruendo un carro trionfale, che poi puntualmente distruggono, perché venga riproposto sempre in forma nuova, diversa e più bella.

La solennità cadendo il 2 luglio coincide con il periodo della raccolta e vuol essere, forse, un ringraziamento anche alla Madonna, per aver Ella protetto le messi e benedetto il sacrificio del contadino.

La festa è preceduta, a partire dal 25 giugno, da una novena, che viene annunciata al popolo con l'illuminazione del campanile della Cattedrale e con fuochi pirotecnici. La Madonna viene rivestita con abiti sontuosi ed esposta al culto dei fedeli. Alla vigilia della solennità, l'Arcivescovo invita i rappresentanti del Consiglio Comunale e le altre autorità pubbliche a partecipare alla solenne processione. La Madonna, dalla chiesa di San Giuseppe, viene allora trasportata in Cattedrale e deposta su un trono regale. Il popolo gremisce la chiesa; viene quindi intonato il "Magnificat" e s'incensa la statua, mentre vengono accesi i fuochi pirotecnici.

La festa, come si è detto, si svolge in diversi giorni. La città, già prima del 2 luglio, viene invasa da venditori ambulanti, da complessi bandistici e dai rintocchi festosi delle campane. Tutta la città si anima.