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Sulla S.S. 7 verso Laterza-Taranto, dopo il ponte sul torrente Jesce, sulla destra, un cartello segnala la strada che conduce alle chiesi rupestri ubicate sulla Murgia Timone.

La prima chiesa che s'incontra, sulla destra, è San Pietro in Principibus (o San Pietro ai Tre Ponti dal nome della località). dell'originario complesso rupestre, in seguito ainumerosi crolli, è rimasto ben poco; solo alcune grotte conservano decorazioni con croci e colombe graffite.

Tutta la zona grottale di sinistra è recintata da un muro a secco, parzialmenete crollato, mentre sulla destra vi è una serie di cavità identificabili in una probabile laura.

Della chiesa si conservano solo gli spazi ipogei più interni essendo la parte anteriore della cripta crollata. Originariamente, dai pochi elementi ancora presenti, si presume che la pianta doveva essere a croce greca. Dell'originario sviluppo planimetrico restano solo i due secondi pilastri ed i tre presbiteri con le relative absidi; solo la parte  di sinistra della cripta è arricchita da due nicchie scandite da archetti pensili. L'abside centrale risulta alterato da uno scasso avvenuto quando l'intero complesso, abbandonato dai religiosi, divenne una struttura pastorale.