Chiesa di San Giovanni Battista
(detta del Beato Serafino)
La Chiesa di S. Giovanni Battista (detta del «beato»
Serafino) è ricordata alla fine del sec. XIII negli elenchi del «Liber
Notitiae Sanctorum Mediolani» attribuito a Goffredo da Bussero. La
struttura attuale, tardo gotica, dovrebbe appartenere al '400 come
sembra confermato dalla lapide posta sulla facciata che reca la data del
1452. La chiesetta ai primi del '600 aveva tre altari e già le pareti
verso monte erano deteriorate dall'umidità. Con tutta probabilità alla
costruzione venne aggiunta posteriormente la campata verso strada e
nel 1627 la sagrestia. Verso la metà dell'800 venne edificata la
cappella dedicata al «beato» Serafino (don Serafino Morazzone «il
buon curato di Chiuso», come ebbe a dire Alessandro Manzoni) con altare
e cancellata neoclassica. Poco più tardi, forse intorno al 1867 quando
venne allargata la strada provinciale, fu rifatta la facciata pure in
forme neoclassiche. L'interno della chiesa è rivestito di una
decorazione ad affresco assai interessante attribuita ad uno dei pittori
operanti nell'orbita foppesca: Giovanni Pietro da Cemmo, in
Valcamonica (fine sec. XV). Gli affreschi raffigurano la «Maestà di
Cristo» e i «Dottori della Chiesa» nella volta a botte e nelle pareti
del presbiterio, e la «Crocifissione» nella parete di fondo del
medesimo.