L' allenamento

Premessa:Questa pagina, come le successive, si basano sulla mia esperienza ( direi buona ) in campo sportivo, ma non sono rigorosamente scientifiche. Penso che solo ognuno possa sentire le sue sensazioni, le risposte del proprio corpo. Lascio quindi ( non potendo fare diversamente ) a ciascuno il compito di essere allenatore di se stesso, ricordando solo che il buon senso è la prima cosa da allenare se non lo si possiede. Per questo può essere di aiuto eseguire un test per capire da dove si parte per realizzare una corretta ed efficace programmazione dell' allenamento
E ora stringere i denti e sudare !






Condizionamento Generale: questa parte tratta alcuni aspetti più o meno secondari dell'arrampicata. Particolare importanza ha la parte dedicata alla stretching, alla quale consiglio di dedicare un tempo sufficiente. Per questa parte mi sono avvalso anche dell' esperienza accumulata in 9 anni di pratica di arti marziali. Non sottovalutate neppure lo sviluppo dei muscoli non direttamente interessati dall' arrampicata, se non altro per mantenere armonia ed equilibrio nella muscolatura. Non di soli bicipiti vive l' arrampicatore
Dita e Avambracci: come si può vedere dalla foto, i piedi sono spesso essenziali...spesso, non sempre ! Scherzi a parte, dita e avambracci sono la parte più delicata da allenare, la più esposta ad affaticamento e infiammazioni, e quella che progredisce più lentamente. Ma è una forca caudina sotto la quale bisogna passare senza scoraggiarsi.
Bicipiti e Dorsali: I muscoli del tronco sicuramente più soggetti ad "usura" dopo gli avambracci. Questi distretti muscolari sono però facilmente allenabili e in poco tempo si possono vedere risultati più che apprezzabili. Per questo conviene cercare di capire qual' è il programma di allenamento più adatto per avere equilibrio tra gli uni e gli altri.
Tecnica ed Equilibrio: ecco una cosa davvero essenziale ! Una buona tecnica e un altrettanto buon equilibrio consentono un notevole risparmio di energie. Capire a monte come e dove riposare, passare veloci nei tratti chiave, non tentare alla cieca consente, ove possibile, un risparmio di energie fondamentale.