BACTEROIDES

 

“Batteri anaerobi obbligati gram -, asporigeni, capaci di fermentare gli zuccheri”

I bacteroides sono batteri appartenenti alla flora residente in bocca (si manifestano come saprofiti della mucosa orale, specialmente negli interstizi gengivali in cui essi rappresentano il 5% di tutti i microbi coltivabili).

Essi costituiscono una buona parte della flora normale del tratto respiratorio superiore e inoltre sono gli organismi predominanti nel tratto intestinale dell’uomo.

 

-Alcuni ceppi orali possono diventare patogeni in determinate circostanze:

·       alterazioni dei meccanismi di difesa

·       somministrazione di farmaci: .steroidi

                                                        .immunosoppressori

                                                        .citotossina

Questi, in genere, appartengono alle specie classificate come Bacteroides melaninogenicus, così chiamati a causa del pigmento nero da essi prodotto se coltivati in agar-sangue.

 

I bacteroides piu’ spesso trovati nel c. orale sono:

.melaninogenicus

.fragilis

.oralis

.variabilis

.corrodens (l’unico aerobio)

 

La crescita del bacteroides melaninogenicus è subordinata alla presenza di vitamina K, CO2 al 5%, amine, anaerobiosi.

 

Se un ceppo puro di bacteroides melaninogenicus viene iniettato nella pelle di capra, non risuterà generalmente alcuna infezion. Per tale ragione si era pensato che bacteroides melaninogenicus non fosse patogeno.

Ma se due o piu’ ceppi di altri batteri (non necessariamente patogeni alla nascita) vengono mescolati al bacteroides melaninogenicus ed iniettati si avrà infezione. Si genererà cioè un rapporto simbiotico in cui gli altri batteri forniscono la vit.K al bacteroides melaninogenicus e questi rende possibili le infezioni miste grazie ad un’altra sua singolare peculiarità: la produzione di collagenasi (unita ad altri enzimi proteolitici ed a sottoprodotti).

Di particolare interesse fu il notare che estradiolo e progesterone, presenti in elevata quantità durante la gravidanza, potevano supplire alla funzione di crescita della vit.K. E’ perciò possibile considerare il bacteroides melaninogenicus il principale imputato nelle gengiviti durante la gravidanza.

Inoltre, alcune specie sono note per produrre eparinasi, probabilmente associata alla nota possibilità di sviluppo di tromboflebiti nelle infezioni da bacteroides, poiché si annullerebbe l’effetto anticoagulante dell’eparina, presente normalmente nel siero umano.

Il ruolo dei bacteroides è importante anche nelle infezioni miste. Con questo termine non si implica una situazione in cui due o più tipi batterici vengono isolati da una lesione sulla quale hanno contribuito indipendentemente, ma quella situazione in cui un’infezione è il risultato di un metabolismo interdipendente e sinergistico di una varietà di batteri.

Ciò significa che diversi tipi di batteri sono in grado di fornire gli essenziali fattori di crescita richiesti, ma il bacteroides melaninogenicus è il diretto responsabile per le lesioni osservate clinicamente.    

 

I bacteroides possono determinare sia infezioni locali che sistemiche.

Il bacteroides melaninogenicus è stato considerato come il maggio patogeno nelle malattie parodontali.

 Si è visto che la microflora alla base delle cavità gengivali negli adulti con periodontiti avanzate, è composta per lo piu’ da bacilli gram- (75%). In questo stesso studio si notò che bacteroides melaninogenicus era il bacillo gram- anaerobio piu’ numeroso nella metà dei casi e che rappresentava il 32% della flora in tutti i campioni analizzati. La maggior parte delle colonie di bacteroides melaninogenicus apparteneva alla sottospecie gengivalis.

 

Il bacteroides melaninogenicus è spesso associato ad odore fetido e dolore nelle lesioni periodontali, la cui causa è con ogni probabilità da far risalire alla collagenasi.

E’ altresì corretto evidenziare, per la sua capacità fibrinolitica, la funzione del bacteroides melaninogenicus nelle estrazioni del terzo molare, associate a dolore, odore fetido e lisi del coagulo che normalmente rimane nella cavità in via di guarigione.

 

Le specie bacteroides producono diversi gruppi di metaboliti tra cui delle endotossine.

Le endotossine sono liberate da cellule batteriche morte e lisate. Così un antibiotico molto attivo contro questi organismi può provocare una rapida uscita di numerose endotossine all’interno dei tessuti, con la possibilità di un collasso da endotossine che si sviluppi durante la terapia.

Per quanto riguarda la diagnosi certo è che i bacteroides sono normalmente presenti nel pus derivato dalle infezioni orali. Fondamentalmente qualsiasi fattore che generi anossia o necrosi tessutale crea condizioni che favoriscono l’invasione dei tessuti da parte di organismi bacteroides in genere saprofiti.

 

Dal punto di vista clinico, una diagnosi d’infezione da bacteroides si può fare nelle seguenti circostanze:

·       ogni qualvolta siano presenti molti bacilli gram- nel pus di origine dentale, specialmente se tali bacilli non crescono anaerobicamente nel giro di 24 ore;

·       quando il pus emette cattivo odore o quando del gas è presente nella lesione; l’assenza di questi fattori non esclude però un’infezione da bacteroides;

·       quando si verifica una necrosi locale, specie se si sviluppa con una certa rapidità, una lesione infiammatoria che era apparentemente diminuita;

·       quando si sviluppa una tromboflebite locale;

·       quando il paziente è già indebolito per esempio da cancro o dall’uso di farmaci citotossici o da radioterapia.

 


 

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