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UNA
CORRENTE GENERA UN CAMPO MAGNETICO
Il campo prodotto da un solenoide, è
molto simile a quello prodotto da una calamita.
Da quanto finora detto è possibile formulare
delle ipotesi circa il magnetismo terrestre. La Terra, come aveva
osservato Gilbert, è un grosso magnete le cui linee di campo si
dispongono attorno ai poli; i poli nord e sud di tale magnete, però,
non coincidono esattamente con i poli geografici, che vengono definiti
come intersezioni dell’asse di rotazione terrestre con la Terra
stessa.
E nel nucleo della Terra, costituito
essenzialmente da ferro e nichel allo stato fuso che si ritiene abbia
origine il magnetismo terrestre. Le teorie più diffuse sulle cause
che conferirebbero alla Terra la struttura di un grosso magnete sono:
quella dell’esistenza nel nucleo di forti correnti di ferro e nichel
ionizzati, e quella sulla differente velocità con cui ruoterebbero, l’uno
dentro l’altro, il nucleo fuso e lo strato solido sovrastante.
L’AZIONE MAGNETICA
DI UNA CORRENTE
Abbiamo già parlato di campo magnetico e di linee
di campo: questi concetti venivano evidenziati dalla particolare
disposizione della limatura di ferro attorno alle calamite; è possibile
applicarli anche al caso delle cariche elettriche? Si può dire cioè
che una carica elettrica genera un campo elettrico?
Anche se non
è possibile «materializzare» questo campo, come si faceva con la
limatura di ferro, si può ugualmente parlare di campo elettrico
generato da una carica elettrica riferendoci alla capacità che esso
ha di agire su qualunque altra carica posta nello spazio circostante;
in questo senso i due concetti si equivalgono.
Cosa succede in una zona fissata nello spazio se
una carica si muove? Quella zona risente di, o è sottoposta a, un campo
elettrico variabile.
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Alla luce di
queste considerazioni, dato che una corrente elettrica non è
che l’insieme di elettroni in movimento, possiamo interpretare
l’azione magnetica di una corrente dicendo che una
variazione del campo elettrico in una determinata zona dello
spazio, ad esempio quella in cui è situato l’ago di una
bussola, produce effetti magnetici. |
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Vedremo che è
vero anche il contrario: una
variazione del campo magnetico produce effetti elettrici
mostrando la simmetria dei due tipi di azione. |
Intanto
diamo un’ulteriore spiegazione sulla costituzione delle calamite e
sulla magnetizzazione dei corpi così come è stata per la prima volta
spiegata dal fisico francese Ampère (1775-1836). Secondo lo
scienziato, in ogni corpo esistono delle correnti elettriche
molecolari che circolano disordinatamente nel suo interno.
Ogni corrente è paragonabile a quella che percorre una spira di una
bobina e produce quindi l’effetto di una minuscola calamita.
Di solito, queste correnti molecolari sono orientate in tutte le
possibili direzioni, e quindi le minuscole forze magnetiche da esse
determinate si neutralizzano reciprocamente. Ma in presenza di un
campo magnetico, tali correnti molecolari si orientano nella direzione
del campo esterno e quindi le minuscole forze magnetiche si sommano e
danno come risultante una forza magnetica discretamente apprezzabile.
Dopo Ampère è stato scoperto che le correnti
molecolari sono correnti elementari dovute al moto degli elettroni
attorno al nucleo degli atomi.
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La
teoria di Ampère permette di capire perché si ottiene un
aumento dell’intensità di campo magnetico quando s’introduce
un nucleo di ferro in una bobina percorsa da corrente: al campo
magnetico della bobina, infatti, si somma quello dovuto all’orientamento
delle correnti elementari del ferro.
Ora
sarà più chiaro anche il funzionamento dell’elettrocalamita
che altro non è che una sbarretta di ferro posta all’interno
di un solenoide percorso da corrente; se ne può costruire una
avvolgendo più volte del filo elettrico attorno ad un grosso
chiodo e collegando i capi ai poli di una batteria da 4,5 V. |
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