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DOVE SI TROVA

Minturno si trova a circa 150 Km da Roma e 75 Km da Napoli, su una collina alta circa 150 m, nel Golfo di Gaeta, avendo come corona i Monti Ausoni, quelli Aurunci ed il Massico, ed il suo territorio è separato dalla vicina Campania dal fiume Garigliano.

Come diceva il poeta Domenico Tambolleo, Minturno è "la terra che il sol guarda dal Massico e a sera da Gaeta".

Guardando dalla terrazza di Piazza Portanova si può ammirare il declivio della collina che scende verso la pianura costellata di case e di villini policromi, si vedono in lontananza i resti della antica Minturnae, verso cui tendono gli archi dell'acquedotto romano

 

COME SI RAGGIUNGE

Col treno: Linea ferroviaria Roma-Napoli via Formia, stazione di Minturno-Scauri.

Con l'automobile: Autostrada Roma.Napoli, uscita Cassino, Superstrada Cassino-Formia, uscita svincolo di Minturno.

 

LUOGHI DA VEDERE

Chiesa di S.Pietro, risalente al XI secolo, stile romanico; interessante il pulpito ed una tela raffigurante l'ultima cena.

Chiesa della SS.Annunziata, in stile tardogotico.

Chiesa di S.Francesco, in stile romanico, con affreschi dell'epoca.

Castello baronale, secolo XII.

Antica città di Minturnae, nei pressi del fiume Garigliano, con il teatro romano, alcuni tempietti ed i resti del porticciolo romano.

 

NOTIZIE STORICHE

Antica colonia romana, situata tra la Via Appia ed il mare, lungo il fiume Garigliano.
Cittadina fiorente nell'età imperiale, fu abbandonata in seguito alle invasioni barbariche.
I cittadini di Minturnae si spostarono sulla collina vicina e costruirono una nuova città chiamata Traetto (VII sec.).
Nell'833 il nuovo paese venne devastato dai Saraceni che lo occuparono fino al 915, quando furono sconfitti nella battaglia alle foci del Garigliano.
Traetto passò poi ai Normanni (XI sec.).
Fu poi ereditata dai Caetani (1237), dai Colonna (1497) e infine fu acquistata dai Carafa (1690).
Dal 1879 Traetto ha ripreso l'antico nome di Minturno.

 

MINTURNAE

La sede archeologica dell'antico centro è costituita dai resti dell'imponente acquedotto e del teatro, parte del foro repubblicano, portici, colonne e capitelli, fontane e ninfei.
Presso la foce del Garigliano si trovano i resti del santuario della dea Marica, una stipe votiva e statuette del III sec. a.C.