|
Farfalle
(1999)
regia
R. Palmerini (Co - protagonista) - CANALE 5
Commesse
(1999)
regia
G. Capitani - RAIUNO -
Personaggio interpretato "Michele" il figlio della direttrice
Francesca.
Con Nancy
Brilli, Sabrina Ferilli e Veronica Pivetti - Regia Giorgio Capitani.
Fiorenza,
Marta, Roberta, Paola, Romeo, Lucia e Francesca. Fianco a fianco in un'elegante
boutique del centro di Roma. Il contrasto tra il lussuoso ambiente di lavoro,
l'atmosfera patinata di un luogo dove l'immagine è tutto, e la difficile
vita di tutti i giorni. Più storie che si snodano tra gioie e preoccupazioni.
Storie diverse, naturalmente. E persone diverse. Ma ognuna sa che al di
là del lavoro, dell'alzataccia, della corsa nel traffico, delle
discussioni con i figli davanti alla colazione (e con i mariti, gli amanti
e i genitori), può trovare ogni giorno tutta l'amicizia e la solidarietà
nata con i colleghi nel corso degli anni. Sei
appuntamenti per una commedia di sentimenti e conflitti.
Questa
casa non è un albergo (1999)
regia
di R. Mertes (Co -protagonista nel ruolo di Luca) - RETE 4
Gli alti
e bassi della vita, i sogni, le delusioni, le speranze, le aspirazioni,
il disincanto: di tutto questo, moltiplicato per sette, è fatta
la vita in casa Donati, una famiglia numerosa e vitale.
La più
scatenata dei Donati è certamente Costanza (Nicole Grimaudo): diciott’anni,
una grande passione per la musica e una tendenza inguaribile a risolvere
i problemi degli altri. Il papà Francesco
è chirurgo e lavora nell’ospedale cittadino dove ha deciso, per
scelta etica, di restare a lavorare, rinunciando ai maggiori guadagni offerti
da una clinica privata; la mamma, Anna, in gioventù è stata
una diva della televisione, come valletta nei quiz di Mike Bongiorno.
Il cast vede
la presenza di giovani e promettenti leve del cinema e della televisione
italiana e la riscoperta di Sabina Ciuffini, la nota valletta di Mike Bongiorno,
che nella serie ha, con molta autoironia, quasi reinterpretato se stessa.
Fine
secolo
(1999)
regia
di G. Lepre (Protagonista nel ruolo di Eros Rinaldi) - RAIDUE
Tutto nasce
dall'omicidio di Benedetta, l'unica figlia di Bruno Corti, autista della
famiglia Rinaldi, proprietaria di un grande gruppo industriale. Da qui
si scatena una serie di faide tra famiglie, di vendette trasversali, di
rapimenti, misteri... Come nel
gioco delle scatole cinesi: ogni giorno un nuovo caso, un nuovo indizio
e anche l'amore a volte si trasforma in tragedia. Ad
indagare su tutto ciò è Luca Magni, affiancato da Giulia
Cairo, una criminologa specialista in serial killer. I due prima si fanno
la guerra per mesi, confrontandosi ma soprattutto scontrandosi su ogni
pista, poi scoprono di essere innamorati. E poi c'è l'azienda e
il destino di una famiglia...
La fiction,
per la regia di Gianni Lepre, conta attori importanti come Fabrizio Contri,
Anna Kanakis, Lino Capolicchio, Pino Micol, Arnoldo Foà, Sergio Fantoni. Ma soprattutto può avvalersi di una trama avvincente dove
non c'è mai nulla di scontato. Fino a quando, però, finisce
il secolo e inizia il nuovo millennio. Allora ogni ombra si dissolve e
ogni interrogativo trova una risposta...
La squadra
(1999)
registi
vari (partecipazione nel ruolo di Ivan)
Bellissime
(1999)
regia
di Dino Risi (partecipazione nel ruolo di Claudio)
Non lasciamoci
più 2 (1999)
regia
di V. Sindoni (protagonista nel ruolo di Stefano – Episodio “Mia figlia è
felice?”)
Lo conosciamo
come brillante conduttore di varietà e trasmissioni di successo.
Ora Fabrizio Frizzi si cimenta in una veste inedita. È l'interprete
principale della nuova serie televisiva di RaiUno. Fiction che si articola
in sei episodi autoconclusivi. Il protagonista è Paolo G. Bonelli.
Un avvocato matrimonialista di trentacinque anni. Scapolo impenitente.
Disincantato rispetto all'amore e alla vita di coppia. Proprio a causa
della sua professione. Comunque un uomo che non ha perso la capacità
di vivere emotivamente i problemi dei suoi clienti. Con Fabrizio Frizzi
e Debora Caprioglio.
Casa
famiglia (2001)
regia
di R. Donna e T. Aristarco (co-protagonista nel ruolo di Roberto)
Don Marco,
il prete di strada, l'ex cappellano del carcere, protagonista delle due
serie di Un prete tra noi, si trova ad affrontare le insidie di una nuova
sfida. Questa volta
viene affidato alla Casa Famiglia fondata da Padre Marcello, interpretato
da Arnoldo Foà, con lo scopo di prendere il posto dell'anziano sacerdote
malato di cuore. Ad accoglierlo ci sono, oltre
ai ragazzi, un giovane novizio di nome Andrea e due laici: Pietro, il severo
tuttofare, e Marineta, una ragazza rumena. Gli
inizi non sono facili. I ragazzi che abitano nella casa non vedono di buon
occhio Don Marco. Ognuno di loro, infatti, viene da una storia di sofferenza
e abbandono, ne hanno passate troppe nella vita per non essere diffidenti
rispetto al nuovo arrivato. Man mano
però il sacerdote riesce, grazie alla sua profonda umanità,
a conquistare l'affetto di tutti gli ospiti del centro. E così
che nella Casa Famiglia si alternano storie difficili, di uomini usciti
da poco di prigione, di coppie in crisi, di donne e bambini sfruttati.
Cercano rifugio, protezione da un mondo che li ha sempre rifiutati. Don
Marco, interpretato da Massimo Dapporto, rappresenta una guida, una figura
spirituale che cerca di rappresentare le figure reali dei preti che operano
nei luoghi disagiati. Le vicende si snodano
in otto episodi, che sono lo spunto per affrontare temi sociali importanti,
quali lo sfruttamento minorile, l'aborto, la prostituzione, il razzismo. Se ne
parla però con semplicità, con la stessa semplicità con il quale un prete di
periferia cerca di risolvere i problemi della gente e avvicinarli alla fede.
L'ultimo
rigore (2002)
film
Tv regia di S. Martino (protagonista nel ruolo di Marco)
La storia
di un rapporto mancato. Dell'affetto fra un padre e un figlio. Della difficoltà
di incontrarsi e capirsi. E non solo. Il mondo del calcio narrato nei suoi
molteplici aspetti. Le giocate esaltanti. Gli interessi miliardari. L’attaccamento
alla maglia del cuore. Fino al dramma della droga in cui scivola una giovane
promessa attanagliata dalla paura di non emergere. Carlo Corsi è
l'allenatore vecchia maniera di una squadra di provincia approdata alla
serie A. Raggiunto il grande traguardo della massima divisione, decide
di far esordire Marco, il figlio diciassettenne. Il giovane giocatore è
dotato di grandi numeri e il padre è convinto di poterne fare un
vero campione. Ma la pressione cui è sottoposto il ragazzo è
enorme, insopportabile. Ed arriva il periodo buio. L'allenatore padre cerca
di recuperare Marco imponendogli allenamenti pesantissimi. Il metodo non
porta i risultati sperati, ma aggrava la situazione. La giovane promessa
precipita nell'abisso della droga. Il rapporto tra padre e figlio, già
precario a causa di vicende personali, diventa sempre più conflittuale.
Ma l'amore per il calcio, quello vero - spesso snobbato dai grandi canali
di comunicazione - li porta a ritrovarsi. Come dichiara il regista Sergio
Martino: "Fuori di retorica devo subito affermare che in questo caso volevamo,
attraverso il calcio, recuperare la dimensione romantica della vita. Dietro
a questa nostra squadra si aggira lo spettro dell’utilizzo di sostanze
illecite, una realtà sulla quale, non da oggi, si confrontano aspramente
cognizioni medico-scientifiche con implicazioni legali e morali.
|