Pievebovigliana

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L’oasi del Lago di Beldiletto

L’oasi provinciale di Polverina, localizzata nell’alto maceratese, è stata istituita con deliberazione provinciale del febbraio 1997 ed interessa un’area che si estende per una superficie pari a 241,00ha. all’interno del quale si colloca il bacino omonimo formato dallo sbarramento del fiume Chienti.

L’ambito naturalistico, posto su una quota media di ml 400 slm, è individuato lungo il tratto della valle del Chienti compreso tra il colle di Sentino ed il monte San Savino, nei comuni di Pievebovigliana e Camerino.

L’invaso che si estende su una superficie di 66ha circa, costituisce la principale emergenza naturalistica e visuale dell’Oasi, i cui confini a sud risalgono le pendici collinari di monte San Savino ove raggiungono l’abitato di Isola, posto ad una quota di ml 560 slm.

 

Paesaggio vegetale e ambienti

Il territorio dell’Oasi di Polverina è composto dai due seguenti paesaggi:

1.     Collina: dal punto di vista vegetazionale il territorio è interamente compreso nel piano collinare potenzialmente caratterizzato da boschi misti a caducifoglie appartenenti all’associazione denominata orno-ostrieto. Tale formazione boschiva, tipica delle aree collinari del centro Italia, è costituita in prevalenza da orniello (fraxinus ornus), carpino nero (Ostrya carpinifolia) e roverella (Quercus pubescens). Nell’oasi tale vegetazione è presente in “macchie” intervallate da campi coltivati nell’area collinare che risale verso Isola. Tutte le “macchie” sono gestite a ceduo. Altre specie arboree in questi boschi accompagnano le tre specie citate: acero campestre (Acer campestre), acero minore (Acer monspessulanum), pioppo tremulo (Populus tremula), sorbo domestico (Sorbo domestica), ciavardello (Sorbus aria), ciliegio (Prunus avium), nocciolo (Corylus avellana), olmo campestre (Ulmus minor), robinia (Robinia pseudoacacia) mentre le specie arbustive sono presenti soprattutto ai margini dei boschi, nelle radure, nelle siepi naturali e in alcuni campi abbandonati da diversi anni: rosa selvatica (Rosa canina), rovo (Rubus ulmifolius), prugnolo (Prunus spinosa),  biancospino (Crataegus monogyna e C. oxyacantha), corniolo (Cornus mas), sanguinella (Cornus sanguinea), ginepro (Juniperus communis e J. Oxycedrus), ginestre (Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius), vescicaria (Colutea arborescens), maggiociondolo (Laburnum anagyroides). Tra le principali specie di sottobosco ricordiamo: fegatella (Hepatica nobilis), ciclamino (Cyclamen repandum e C. hederifolium), primula (Primula vulgaris), mammola (Viola odorata), pungitopo (Ruscus aculeatus), orchidee (Dactylorhiza maculata).

Questo paesaggio favorisce la presenza di un numero relativamente elevato di specie animali.

Tra i mammiferi presenti o segnalati ricordiamo: cinghiale (Sus scrofa), capriolo (Capreolus capreolus), lupo (Canis lupus), tasso (Meles meles), istrice (Hystrix cristata), volpe (Vulpes vulpes), scoiattolo (Sciurus vulgaris), riccio (Erinaceus europaeus), lepre (Lepus capensis), donnola (Mustela nivalis), faina (Martes foina), ghiro (Glis glis).

Tra gli uccelli: cornacchia grigia (Corvus corone cornix), taccola (Corvus monedula), gazza (Pica pica), ghiandaia (Garrulus glandarius), merlo (Turdus merula), storno (Sturnus vulgaris), passero (Passer italiae e P. montanus), cardellino (Carduelis carduelis), verzellino (Serinus serinus), cinciarella (Parus caeruleus), cinciallegra (Parus major), codibugnolo (Aegithalos caudatus), capinera (Sylvia atricapilla), codirosso (Phoenicurus phoenicurus), codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), pettirosso (Erithacus rubecula), upupa (Upupa epops), rondine (Hirundo rustica), balestruccio (Delichon urbica), scricciolo (Troglodytes troglodytes), ballerina bianca (Motacilla alba), cuculo (Cuculus canorus), picchio verde (Picus viridis), picchio rosso maggiore (Picoides major), picchio muratore (Sitta europaea), fringuello (Fringilla coelebs), poiana (Buteo buteo), civetta (Athena noctua), allocco (Strix aluco), assiolo (Otus scops).

2.     Zone umide: interessante vegetazione di ambienti umidi presente qua e là intorno al lago e lungo i corsi d’acqua rappresentati dal torrente Fornace e dal fiume Chienti. L’area umida più interessante per la presenza di ambienti diversi e quindi per la diversità di nicchie ecologiche offerte all’avifauna migratoria e stanziale è quella situata tra le confluenze Fornace-Chienti e Chienti- Lago di Polverina. In quest’area è presente una vegetazione ripariale ben conservata costituita da salici (Salix alba, S.elaeagnos, S. purpurea), pioppi (Popolus nigra vr. Italica, P. alba, P. tremula), ontano nero (Alnus glutinosa), nocciolo (Corylus avellana), Sambuco (Sambucus nigra e S. ebolus). Tra le foci sono inoltre presenti prati periodicamente inondati nei quali vegetano ranuncoli (Ranunculus sspp), carici (Carex pendula e altre specie), giunchi (Juncus sspp) e ambienti semipaludosi a  cannuccia d’acqua (Phragmites australis). Questi ambienti offrono cibo e riparo a diverse specie di uccelli di palude quali gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), folaga (Fulica atra), piro-piro piccolo (Actitis hypoleucos), porciglioni (Rallus aquaticus). Una porzione di bosco di salici invaso permanentemente dall’acqua in seguito alla formazione del lago risulta ormai morto per condizioni di asfitticità a livello dell’apparato radicale. I tronchi e i rami secchi che emergono dall’acqua costituiscono dei posatoi soprattutto per aironi e cormorani, ma anche risorsa trofica per picchi rossi.