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__autogestione
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Il 1976 è la data di inizio dell'autogestione
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Il palazzo era vuoto e in stato di avanzato degrado : Siamo entrati in via Morigi: _perché avevamo bisogno di casa e di spazi per il lavoro artigianale impossibili da trovare sul mercato a costi sostenibili . _per resistere alla completa espulsione degli abitanti e dei laboratori artigiani dal centro storico _per creare un'alternativa all'isolamento fra le proprie ( piccole) 4 mura ,che è tutto ciò che offre Milano in materia di abitare _per fare della casa un centro di socialità creativa aperta al quartiere e alla città L'autogestione si è basata sul versamento di quote mensili (corrispondenti ad un affitto di equo canone) e su una grande mole di lavoro volontario. Il nostro progetto non era solo quello di abitare:volevamo difendere il carattere pubblico della casa e farne un luogo di iniziative politiche e culturali rivolte all'esterno ; tutto questo in un edificio di valore storico e bisognoso di opere di risanamento. I problemi da affrontare sono stati innumerevoli e non è possibile contare le ore che abbiamo dedicato a lavori manuali e alle attività degli organi dell'autogestione (Assemblea degli abitanti e delle associazioni; Commissione tecnica; Commissione finanziaria; Commissione politico-culturale) |
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Escludendo il lavoro volontario,il
calcolo delle spese di risanamento e manutenzione sostenute a partire
dal 1976 dà la cifra di 1,2 miliardi.L'attività di manutenzione è stata costante e ha avuto come
risultato ( come ha riconosciuto lo stesso Consiglio di Zona 1 all'inizio
degli anni '90) il contenimento del degrado e il miglioramento dell'edificio
Per essere seguiti nei lavori di manutenzione ci siamo collegati via via con la Facoltà di Architettura,con architetti della rivista Spazio e Società ,con uno studio ingegneristico e col gruppo di architetetti e ingegneri del'AAd'A (Atelier d'Architecture ….) Il Demanio non aveva piante dell'edificio posteriori agli anni '30. Le abbiamo fatte eseguire noi e le abbiamo ripetutamente fornite al Comune e al Consiglio di Zona 1 ! Con la nostra presenza e le nostre attività abbiamo creato un luogo vivo,frequentato,sede di molteplici iniziative culturali e sociali. Siamo anche riusciti a salvaguardare la proprietà pubblica della casa e la sua destinazione ad un uso "misto" (residenza,attività artigianali,servizi) non si contano manifestazioni,presenze nel Consiglio di zona 1 e in Consiglio comunale,conferenze stampa, colloqui con consiglieri comunali e iniziative con soggetti interessati al tema della casa etc. allo scopo di far rientrare progetti di speculazione e di vendita a privati,ripetutamente avanzati |