La Basilica della Madonna dei Miracoli

Il Campanile


Passeggiando sotto l'arcata del chiostro dei fiori si può ammirare in tutta la sua imponenza il campanile, costruito subito dopo la Chiesa e ultimato nel 1536.
Rappresenta un classico esempio di architettura del primo rinascimento veneto. Solidamente fondato sul lato destro della Basilica, si erge su base quadrata con il profilo romanico veneto della torre finestrata solo nella cella campanaria. Quest'ultima risulta impostata su una serie di cinque arcatelle cieche su lesene cinquecentesche per ciascuna faccia. A detta serie di arcatelle si sovrappone, su un'ampia cornice modanata in pietra d'Istria, la cella campanaria ornata di bifore veneziane. La copertura della cella vede una cornice di coronamento in pietra sostenuta da mensole, desunta dall'architettura rinascimentale della gronda di palazzo. Per dare poi slancio al campanile e favorire lo smorzamento d'inerzia delle campane, si eleva sul coronamento la guglia, abilmente lavorata in mattoni a vista, basata su un prisma ottagono con facce ed arcate cieche iscritto nella copertura della cella stessa. La parte terminale del campanile presenta, sopra una cuspide in pietra, la statua dell'arcangelo Gabriele per ricordare a tutti il grande evento : Miraculum Gloriosae Virginis Mariae e con la peculiarità di potersi disporre nella direzione dei venti grazie ad un ingranaggio mobile girevole.

vista del campanile dal I chiostro vista del campanile dal Viale Madonna
vista del campanile
dal I chiostro dei fiori
Lato sinistro della Basilica
- Viale Madonna -

Motivo di suggestività e maestosità del campanile sono anche le sue campane che, oramai quasi da cinque secoli, scandiscono e accompagnano il vivere quotidiano, annunciando con i loro rintocchi sia le solennità religiose, sia gli eventi e le manifestazioni civili.
Purtroppo oggi il linguaggio delle campane, messaggero di gioiosità, laboriosità ma talvolta anche di tristezza, non è più percepito come un tempo, sovrastato e disperso dai mille rumori e suoni che riempiono il nostro presente.
È scomparsa del tutto pure la mitica figura del "campanaro", depositario di questo linguaggio, sostituito da un freddo congegno elettromeccanico automatico e ripetitivo, che mai saprà eguagliare quei nostalgici rintocchi di campane regolati dalla vigorosa mano dell'uomo, capaci di diffondere nell'aria il calore e un'inconscia gioia nel cuore.
Cinque sono le campane attuali della Basilica, consacrate nel lontano dicembre del 1938. A ognuna fu assegnato il nome di un Santo : Maria, Giuseppe, Francesco, Antonio e Nicolò, rispettivamente per la Maggiore (do basso), la Seconda (re), la Terza (mi), la Quarta (fa), la Quinta (sol).