La Basilica della Madonna dei Miracoli

La Cappella dell'Apparizione


La Cappella dell'Apparizione della Madonna rappresenta per eccellenza il luogo spirituale del Santuario, in quanto costruita sul luogo preciso dell'Apparizione della Beata Vergine Maria.
In fondo alla Cappella, nel dossale in stile barocco dell'altare dell'Apparizione, si rimane subito estasiati dall'incantevole tela riproducente l'ASSUNTA, eseguita da Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane.

La Cappella dell'Apparizione L'Assunta
La Cappella dell'Apparizione L'Assunta
(cm. 290 x 153)

Nel dipinto appare ben evidenziato il tema del rapporto figurale : Maria in gloria e il sepolcro. In posizione centrale si vede S.Giovanni che tiene in mano una torcia accesa quale simbolo della fede nell'Assunta. Sono questi gli elementi costitutivi che diventeranno poi peculiari nelle pale d'altare dei secoli seguenti, insiti nel contrapporre alla Madonna in gloria, nella zona superiore a semicerchio della tela, le figure dei Santi, nella loro concretezza umana e raffigurati nella parte bassa dell'opera.
Sulla parete di sinistra della Cappella si trovano due opere cinquecentesche del Deciani, appartenente alla Scuola Veneta Minore : la PRESENTAZIONE AL TEMPIO e lo SPOSALIZIO DI MARIA S.S. (due episodi tratti dal Proto evangelo di Giacomo, tipici della narrazione pittorica rinascimentale).

La Presentazione al tempio Lo Sposalizio di Maria
Presentazione al tempio Sposalizio di Maria

Sulla parete di destra si ammira invece una grande e ariosa tela da muro attribuita all'artista veneziano Francesco Fontebasso (1709-1769) che descrive la scena dell'APPARIZIONE DELLA VERGINE al pio vecchietto Giovanni Cigana. L'opera permette di cogliere la pienezza espressiva dell'attimo in cui la Madonna affida la missione terrena al Cigana, ma anche la sorprendente riproduzione dei luoghi.

L'Apparizione del Fontebasso
L'Apparizione
Francesco Fontebasso (cm. 245 x 535)

Infatti, sulla parte sinistra, si intravede sullo sfondo il castello della Motta mentre, più in basso il famoso capitello presso cui sostava in preghiera il vecchietto Cigana; a destra, invece risulta disegnata la chiesetta di Santa Croce con il suo caratteristico campanile. Questa sorgeva un tempo tra il Capitello del Redentore ed il ponte sul fiume Monticano, subito dopo l'attuale area ospedaliera. Edificata agli inizi del XVI secolo e consacrata il 14 settembre 1560, nei primi anni del 1900 fu chiusa al culto e abbandonata perchè pericolante. In seguito, fu demolita.
Attorno alla chiesa si possono infine notare alcune tipiche casupole (i cason) con il tetto di strame, antiche dimore dei contadini.
Il dipinto è stato recentemente restaurato da Paolo Fabris, grazie all'intervento della Fondazione Cassamarca di Treviso.
In alto, nelle vele della Cappella, si possono osservare degli importanti affreschi raffiguranti Apostoli e Santi, attribuibili al primo periodo della maturità artistica del Pordenone. Egli volle immortalare l'attimo che precede la missione della Madre di Dio sulla terra di Motta, mentre il collegio apostolico, con in mano gli emblemi del lavoro e del martirio, ammirano compiaciuti.