Il museo d'arte sacra è allestito in un'ampia sala accessibile dal chiostro interno del Convento. Vi si trovano conservati numerosi oggetti sacri e di vita francescana, oreficeria liturgica, preziosi paramenti ecclesiali, libri e dipinti religiosi.
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| La sala espositiva del museo | |
Entrando nella sala, sulla destra, è collocata una vetrina a muro contenente una pianeta del 1920 confezionata dalle Suore Francescane di Gemona e una preziosissima tunicella del 1600, in seta viola con il fondo del tessuto ad armatura gros di Tours. In basso è collocata un'icona sacra della Vergine conduttrice attribuibile al XVII secolo. La parete di fondo, è dominata da una serie di candelieri e da un tronetto da esposizione in legno intagliato e dorato del XVIII secolo.
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I candelieri, sormontati da angeli alati, sono ricchi di fregi con volute, cartigli e motivi floreali. Al centro, il tronetto, la cui sommità è sormontata da un fregio a forma di baldacchino, serviva per le quarantore (nella liturgia cattolica, esposizione solenne dell'ostia consacrata per la durata di quaranta ore consecutive, precedenti la relativa pratica devota). Sulla parete sono anche affisse due tele : quella di destra, raffigura "S.Francesco riceve le stigmate", opera di Giuseppe Diziani d'inizio secolo XVIII; quella di sinistra, è un dipinto a olio di "Madonna col Bambino", opera di pittore veneto ignoto, databile intorno al XIX secolo. In basso, al centro, è possibile ammirare un antipendio dell'altare della Madonna ricamato dalle Suore T.Francescane di Venezia nel 1910. Ai lati, nella vetrinetta di destra sono esposti vari oggetti di oreficeria liturgica : turibolo (recipiente liturgico, sospeso a tre catenelle, nel quale si pone l'incenso, facendolo bruciare su un piccolo braciere contenuto all'interno) e navicella (vassoio, di forma simile a quella di una barchetta, in cui si conserva l'incenso) in argento sbalzato del 1700;
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turibolo e navicella del '700 |
ampolline in vetro e argento di bottega veneziana del XVIII secolo; candelieri e cartegloria in argento del XIX secolo (sono dei quadretti, decorati da ricchissime cornici, che un tempo si ponevano al centro e sui lati dell'altare. Incorporavano i testi della liturgia della S.Messa).
Nella vetrinetta di sinistra, sono custoditi numerosi calici in argento dorato, tra i quali uno, in argento cesellato e sbalzato, dono di Pio IX.
Proseguendo lungo la parete laterale, s'incontrano tre vetrine. Nell'ordine, la prima conserva un paramento ecclesiale completo, broccato in oro su lana del XVIII secolo. Sopra di essa sono posizionate due antiche statuine lignee della Madonna e di S.Francesco.
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| seconda e prima vetrina | |
Nella seconda vetrina, sono esposte una pianeta e un piviale broccato spolino su fondo rosso del XVIII secolo. Accanto è posto un crocifisso e, in basso, due cartegloria in legno intagliato di fine secolo XVIII e alcuni candelieri del XIX secolo. Sopra la vetrina, sono collocati due busti reliquiari.
Nella terza vetrina sono riposte due pianete : una con ricamo in filo metallico dorato e argentato su fondo di seta viola riportante lo stemma della famiglia reale di Spagna; l'altra in tessuto verde di pregevole produzione veneziana.
Sull'opposta parete di fondo, in alto al centro, risalta un antico stemma francescano; sottostante si trova un capitello sacro del XVII secolo.
A destra, una vetrina raccoglie vari oggetti di ex-voto e una collezione di vasi in ceramica e cristallo.
In particolare, è caratteristica una campanella fusa con le schegge delle campane della Basilica frantumate dagli austriaci durante la prima guerra mondiale.

La vetrina di sinistra racchiude numerosi crocifissi da altare; sopra quest'ultima, vi è posta una tela di "Gesù nell'orto degli olivi", del XVI secolo, attribuita a Pomponio Amalteo. Su entrambe le vetrine, sono posizionati dei busti reliquiari in rame argentato e legno del XIX secolo.
Accostate all'altra parete, si trovano altre quattro vetrine. Nella prima, sull'angolo della sala, sono riposti alcuni camici religiosi di raffinata manifattura tessile in merletto di Burano del XVII secolo. Nella successiva vetrina, spicca un paramento ecclesiale francese di
pura seta ricamata in oro e un bellissimo pastorale il legno d'ulivo, dono del mons. Pacifico Perantoni, arc. di lanciano e Ortona.
Gelosamente conservata, nella terza vetrina, è la pianeta benedetta e indossata da Papa Giovanni XXIII, il 6 agosto 1960.
Nell'ultima vetrina, sono in bella mostra una serie di piviali in tessuto ad armatura gros di Tours eseguita a punto piatto.
Sulla parete, sopra le vetrine, si ammira un baldacchino per processione del 1700, opera veneziana, realizzato in perle colorate, con trama a mosaico riproducente i simboli Eucaristici, Mariano e Francescano. In vista sono pure lo stendardo e il baldacchino del 1859 usati nella solenne cerimonia dell'Incoronazione della Madonna.
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| quadri votivi conservati nel museo | |
Al centro della grande sala, si trovano, contrapposte su due file, sei teche. Partendo da quelle situate a destra della porta d'entrata, si possono osservare alcuni libri religiosi: messali, corali francescani e un antifonario del 1725. Sulla vetrina opposta sono invece conservati diversi crocifissi istoriati e in madreperla.
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| Crocifisso in madreperla | Reliquiario | Santino del Centenario dell'Incoronazione 1859-1959 |
In una delle successive teche sono contenute alcune raccolte di immaginette sacre, foto storiche della Basilica, cartoline d'epoca, antichi libricini di preghiere. È altresì conservato un raffinato reliquiario in argento, opera dell'artigianato veneziano del XVII secolo. Nella vetrina adiacente si trovano alcune cartegloria, dei candelieri, una croce astile in rame argentato di fine sec. XVI, un tabernacolo ligneo e alcuni vecchi testi religiosi tra cui un libro stampato Lectura su quolibet del G.D.Scoto, datato 1533. Nelle ultime due vetrine, si trovano esposte una collezione di medagliette coniate in occasione delle solenni celebrazioni in onore della Madonna e della Basilica, dal 1859 ad oggi e una serie rappresentativa di oggetti di vita francescana, tra cui gli attrezzi impiegati per la preparazione delle particole, un canestro da viaggio, utilizzato anche per la questua e due nacchere in legno e ferro del XIX secolo, usate un tempo per la sveglia dei monaci e nella ricorrenza del triduo santo. A lato delle vetrine è posto un grande candelabro per Cero pasquale.
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| attrezzi per la preparazione delle particole |
canestro rigido da viaggio |
nacchere in ferro e legno |
(Foto in bianco e nero di Furlan, tratte dal libro "La Madonna dei Miracoli in Motta di Livenza")