PARCO DELL’ALTA MURGIA: PER TUTTI MA NON PER TUTTI
Proteste e buone intenzioni si susseguono nell’interminabile storia del nascente Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Lo scorso 8 novembre si è tenuta la “marcia per la Murgia” lungo la statale 96 fra Gravina e Altamura, che ha coinvolto circa 5000 partecipanti, tra cui studenti, agricoltori, associazioni, enti locali e abitanti dei comuni rientranti negli ancora imprecisi confini del Parco. La marcia di protesta è seguita, temporalmente, alla decisione del Consiglio regionale di istituire una Commissione consiliare di indagine sulle responsabilità delle carenze amministrative riguardanti l’inquinamento del territorio e i tempi di istituzione del Parco. L’impegno dell’assessore regionale all’ambiente Saccomanno di evitare modifiche alla perimetrazione, è stato contestato dal leader dei Verdi Pecoraro Scanio, che ha sottolineato il rischio di mutilazione dei confini e modifica delle norme di salvaguardia del parco. I lavori della Conferenza Stato-Regione dello scorso 13 ottobre, hanno di fatto lasciato irrisolti tre nodi della vicenda che, come afferma l’assessore regionale all’agricoltura Nino Marmo, riguardano la gestione, i confini e la presenza di alcuni comuni all’interno del Parco. Apprezzamenti vengono da Confagricoltura di Puglia nei confronti dell’assessore Marmo che bene sembra aver interpretato l’esigenze delle categorie legate al mondo agricolo. Continuano inoltre le proteste per l’inquinamento da rifiuti e per l’autorizzazione che ha dato il via libera, in zone ZPS e SIC, all’impianto di compostaggio più grande d’Europa. In definitiva tutti vogliono il Parco ma nessuno accetta compromessi.Come Ecosezione ci si augura e ci si propone di poter contribuire alla formazione di una coscienza popolare capace di fuggire gli estremismi legati a logiche di potere e di muoversi nella direzione di una vera ecosostenibilità del territorio in cui viviamo, a vantaggio nostro e delle generazioni future.
Marcello QUINTO
MOVIMENTO AZZURRO