INVASI LUCANI A LIVELLI RECORD*
Un anno fa nel pieno dell'emergenza idrica in Basilicata era impensabile la portata d'acqua registrata a partire da dicembre nelle dighe lucane. Ma in pochi mesi la situazione si è capovolta e dai minimi storici dello stesso periodo dell'anno scorso gli invasi lucani sono passati a livelli da record. Merito delle abbondanti precipitazioni della stagione invernale che hanno ingrossato in modo considerevole i corsi d'acqua della regione facendo registrare in alcuni casi anche delle esondazioni. Un inverno così piovoso non si vedeva da trent'anni, e la notevole quantità di pioggia e di neve cadute ha consentito il riempimento totale della maggior parte dei bacini di approvigionamento idrico e la salvezza di quello di Monte Cotugno che nell'inverno 2002 rischiava addirittura la chiusura per la sua portata oramai ridotta ai minimi termini. I metri cubi d'acqua presenti nelle cinque principali dighe lucane sono infatti passati da circa 61 milioni del febbraio 2002 a più di 506 milioni di oggi, un incremento cioè pari a più di otto volte.
Il livello di precipitazioni aveva fatto registrare un'inversione di tendenza già a partire dall'estate 2002, secondo gli esperti la più ricca di piogge degli ultimi quindici anni. Ma da dicembre dello scorso anno il suo aumento si è fatto sempre più vertiginoso. Soltanto in quel mese a Potenza sono caduti circa 151 mm di pioggia, che sono aumentati a 208 nel mese successivo e si sono mantenuti costanti anche a febbraio e marzo. La stessa intensità di precipitazioni ha interessato tutta la regione causando esondazioni come, ad esempio, nel caso del Basento che a febbraio nell'arco di venti giorni è straripato due volte nel Pisticcese in prossimità della foce.
Il beneficio maggiore dell'abbondanza di piogge e di nevicate l'hanno avuto le sorgenti della Basilicata. Un anno fa molte di queste rischiavano addirittura l'estinzione a causa sia di un periodo siccitoso che perdurava da otto mesi sia del prelievo massiccio e devastante per gli equilibri delle sorgenti per far fronte alla mancanza di precipitazioni meteoriche. Un altro dato che fa tirare un sospiro di sollievo è il ritorno alla normalità della diga di Monte Cotugno. Anche in questo caso la siccità e l'eccessivo sfruttamento ne avevano messo a repentaglio la sopravvivenza. Pur non avendo raggiundo il massimo della capienza, che è di 450 milioni di metri cubi, l'invaso alle porte di Senise fa registrare un rispettabilissimo volume d'acqua di 272 milioni di metri cubi, che potranno passare a 300 con il definitivo scioglimento nella tarda primavera delle nevi del Pollino e del Sirino.
Con i suoi 113 milioni di metri cubi d'acqua anche la diga del Pertusillo sul fiume Agri gode di un ottimo stato di salute. Condiviso dall'invaso di San Giuliano, alle porte di Matera, dove sono state ormai aperte le paratie per consentire all'acqua in eccesso di fluire verso il mare. Il volume d'acqua del bacino materano, alimentato dal fiume Bradano, è più che raddoppiato dal dicembre scorso e ha già ricoperto le vecchie rive pur non avendo raggiunto la massima capienza.
Data la situazione, sembra proprio che la prossima estate una volta tanto gli agricoltori non avranno a che fare con i soliti problemi di siccità e di carenza d'acqua. Non resta che augurarci che si approfitti di questa ricchezza che, è il caso di dirlo, ci è piovuta dal cielo avviando un uso oculato e senza sprechi del bene acqua pensando già a partire da oggi ai prossimi periodi di magra.
Dr.Francesco Paolo Nicoletti
Movimento Azzurro
Ecosezione Bari Mercadante e Parco delle Chiese Rupestri
*I dati sono stati presi dall'articolo di Giuseppe Pomarico sul sito www.meteomediterraneo.com.