Il Lariosauro 
un rettile di oltre
230 milioni di anni fa.

Lariosaurus balsami Curioni (Musei Civici di Lecco).

La mostra dedicata al Lariosauro è stata inaugurata nelle sale del museo di Merate il 
27 aprile 2001  
e si è conclusa il 
30 giugno 2001.

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La mostra intende presentare uno dei fossili più rappresentativi della provincia di Lecco.
Il Lariosauro, infatti, prende il nome proprio dal lago di Como lungo le cui sponde orientali affiora la formazione di Perledo-Varenna, nelle cui cave di marmo nero sono stati ritrovati per la prima volta i resti di questo rettile. Ne esistono pochissimi esemplari in particolare a Lecco, Milano, Roma e Monaco di Baviera, dove si trova il più grande e meglio conservato.

Il Lariosaurus balsami non è un dinosauro, ma un rettile più antico.

 

PER I PIù CURIOSI ED ESPERTI

È un rettile acquatico appartenente al superordine Sauropterygia, all'ordine Nothosauria e alla famiglia Nothosauridae.
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Le caratteristiche principali di questa famiglia sono date dal cranio piuttosto allungato con ampie aperture temporali e ossa nasali ben sviluppate e dalla dentatura anisodonte (denti disuguali) che permettono di differenziarla dai Pachypleurosauridae cui appartiene sia il Pachypleurosaurus che il Phygosaurus.
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La particolare struttura dell’omero, piuttosto corto e massiccio così come la struttura dell’ulna e del radio testimoniano che nel Lariosauro non esisteva articolazione a livello del gomito. L’unico movimento possibile avveniva a livello della spalla ed era pertanto quello tipico di una natatoia. È ipotizzabile che questa dovesse essere la conformazione almeno degli arti anteriori; questo nonostante non si fosse ancora manifestato un aumento del numero delle falangi (come è possibile osservare nell’esemplare di Monaco di Baviera) caratteristica dei rettili e dei mammiferi d’alto mare (formula delle falangi della mano: 2 3 4 4 3, e del piede: 2 3 4 5 4, inferiori a quelle di altri notosauri come il Ceresiosaurus).
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Il Lariosauro viveva quindi presumibilmente nella fascia costiera in acque poco profonde: la sua specializzazione non ancora completa per una vita esclusivamente acquatica, lascia supporre che avesse ancora rapporti con la terraferma, sulla quale si spostava con molta probabilità scivolando al pari degli attuali leoni marini.
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La presenza di denti aguzzi e numerosi permette di stabilire che avessero una dieta carnivora, probabilmente a base di piccoli pesci come i Prohalecites, molluschi e piccoli rettili.


Due esemplari giovani di Cyamodus (rettili placodonti come quello del disegno) sono stati ritrovati nel contenuto dello stomaco di Lariosaurus (Tschanz, 1989).
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Le dimensioni massime raggiunte da questa specie non dovevano
essere di molto superiori al metro.