Gabriella Ferri
Ieri ho saputo dal telegiornale della morte della cantante Gabriella
Ferri.
L'avevo vista pochi giorni fa in un salotto alla T.V, conversava con
la conduttrice e leggevo sul suo volto le tracce visibile della sofferenza.
Anche lei aveva sofferto e certo soffriva ancora di depressione se,
pochi giorni dopo, avrebbe preferito la morte alla vita.
Addio, Gabriella! Possa trovare finalmente pace. Sei entrata nel cuore
di tante persona con la tua voce potente, bassa, piena di sentimento
e rimarrai nella loro memoria.
Ricordo che in una importante trasmissione del tempo in cui eri famosa,
vestita a somiglianza di un clown, negli ultimi minuti te ne andavi
cantando, e la tua voce andava via via affievolendosi. Camminavi tra
i binari di un treno, lentamente, stancamente quasi in una disperata
ricerca di un approdo dove deporre la tua angoscia.
Rimpiango la perdita di una vera artista e imploro per te pace.
Sono
le 9 del 5 aprile 2004 e come invito a d onorare la memoria di Gabriella,
riporto il pensiero di Ferdinand Ebner:
Ovunque,
dove la vita procede tra difficoltà e sofferenza, viene pronunciata
una parola d'amore e compiuto un gesto d'amore, ciò è
ovunque la meraviglia di Cristo.
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