Ricordi

A proposito di gatti

Nella mia casa di bambina ci sono stati sempre gatti ma la considerazione di cui godevano era assai scarsa; gli adulti li consideravano cacciatori di topi necessari per tenere nei limiti il loro proliferare e per noi bambini facevano le veci di giocattolo. Alla sera venivano estromessi dall'abitazione perché andassero al lavoro, cioé a caccia di topi.
Durante la guerra insegnai in un paesello non lontano da casa mia la frazioncina di S. Nicolò nel comune di Terragnolo.
Avevo fatto amicizia con l'anziano portalettere che viveva con sua moglie, senza figli. Avevano un bel gattone a cui erano molto affezionati. La bestiola stava volentieri a sedere in grembo ai suoi padroni e li faceva sentire meno soli col suo ritmico e sonoro ronfar e col calore stesso del suo corpo..Il paese era piccolo, forse meno di cento persone di cui moltissimi bambini. Il gatto non dava noia a nessuno, oltretutto era piuttosto avanti con l'età , il tempo del vagabondaggio era finito perciò stava molto in casa a farsi coccolare.
Un giorno il gatto sparì; il portalettere lo cercò a lungo ed infine lo trovò assassinato da mano umana. I due anziani erano persone onestissime e rispettose di tutti. Qualcuno segretamente serbava loro rancore: forse per divergenza di opinioni politiche questo qualcuno volle punirli. I due poveretti seppellirono la bestiola e soffrirono in silenzio, ma il loro dolore era profondo. Quanto profondo lo capisco ora, dopo tanti e tanti anni.
I due anziani furono colpiti poi da un altro grave atto di violenza ad opera di compaesani. Il portalettere, con molta fatica, era riuscito a tirar su una piccola vigna in quella terra sassosa, strappata con tanto sudore alla montagna.Una notte qualcuno tagliò le viti alla radice. Il portalettere era ormai anziano e non credo abbia avuto il coraggio né il tempo materiale di ripiantare il vigneto.
Perché racconto questi fatti? Per dire che il male si annida ovunque e in ogni tempo, allora come ora, anche nelle piccole comunità, che ci appaiono oasi di pace e di reciproco rispetto.
Quei poveretti avevano trovato nel gatto un compagno di viaggio con cui dividere la solitudine, ancor prima che dei gran medici dicessero quanto la vicinanza di un gatto sia benefica soprattutto per gli anziani, anche malati.
Il gatto è silenzioso, delicato, intelligente, non mette in pericolo un anziano con mosse improvvise e violente, ha bisogno delle nostre coccole come noi abbiamo bisogno di vedere i suoi occhi pieni di mistero, di ascoltare il suo ronfare, di sentire la morbidezza del suo pelame ed il calore del suo corpo. Ci distrae da pensieri troppo impegnativi, sembra dire: bada a campare!
Se noi aumentiamo di poco la piccola razione del nostro cibo, sarà abbastanza per nutrirlo, senza bisogno di costosi barattoli di cibo in scatola. Se il cibo è buono per noi, perché non dovrebbe esserlo anche per questa bestiola? Chi è solo si mette a tavola davanti al suo piatto, dopo aver messo parte di cibo nella ciotola del gatto, e per lui il tempo del mangiare non sarà più così triste. Avrà anche voglia di chiacchierare col gatto. Lui non capirà le parole ma le interpreterà nel modo giusto: stai tranquillo, io non ti abbandonerò, non temere, grazie della compagnia che mi fai; tra poco andiamo a fare un pisolino, ti permetto di coricarti in fondo al letto, così mi terrai caldo e mi farai sentire meno solo.
Molto meglio parlare col gatto che rimanere muti o parlare da soli!
Tra animali e uomini che gli vogliono bene c'è il modo s'intendersi e di aiutarsi a vicenda. Dicono che anche un pesce riconosce la persona che ha cura di lui e lo dimostra
E dire che sta nell'acqua e di lì non scappa! Quanto più può comunicare con noi un gatto che può alzare il capo e guardarci con occhi supplici per essere tirato su o che salta direttamente sulle nostre ginocchia per farsi coccolare!

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